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LE PENNE NERE ABRUZZESI IN MISSIONE DI PACE NEL LIBANO

Hanno lasciato le loro famiglie, le mogli, le fidanzate e gli amici con tanti timori, ma anche con l’orgoglio di partire per aiutare una popolazione più debole. Una popolazione, reduce da decenni di conflitti, a tornare a una vita normale, volando a migliaia di chilometri di distanza verso il Libano, quella lingua di terra martoriata dai conflitti con Israele che si chiama Libano, piccola repubblica nella parte orientale del Mare Mediterraneo che vuole ricominciare a reggersi sulle proprie gambe dopo una storia puntellata di guerre civili e conflitti con il vicino Israele.
A contribuire a questa lenta rinascita ci sono anche 200 abruzzesi del Battaglione Alpini L’Aquila che opereranno in seno alla task force Italbatt, nell’ambito della missione Unifil, mantenendo per sei mesi il controllo di una parte cospicua del territorio del Libano del Sud e di parte della “Blu line”, la linea di demarcazione che separa il Libano da Israele.
Una zona, questa, che prima dell’avvio della missione “Unifil 2”, nel 2006, era considerata la più calda, la più rischiosa del Medio Oriente e che oggi può, invece, essere considerata la più stabile se si considera la situazione geopolitica circostante, con la Siria la cui crisi interna sconfina nel Libano pericolosamente.
Un compito importante quindi, sia dal punto di vista militare sia da quello umanitario, sia personale sia umano. Un lungo periodo lontano da casa e di intenso lavoro che gli alpini abruzzesi hanno deciso di raccontare sul nostro sito con l’obiettivo tanto di far conoscere il loro lavoro, quanto di raccontare la quotidianeità e stare più vicini a chi è rimasto a casa ad attenderli. Per questo da qui alla fine della missione, alle Penne nere abbiamo dedicato un Liveblog. Ossia un diario multimediale scritto dal Libano con testi, foto e video che raccontano gli alpini e il loro impegno.

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