LE POESIE DI TONTODONATI E LE ACQUEFORTI DI SARCHIAPONE

Presentazione del volume Recurde Pescarise

Presso la sala convegni della Fondazione PescarAbruzzo, il 5 febbraio 2020, è stato presentato il volume Recurde Pescarise curato da Raffello Tontodonati in ricordo del padre poeta Giuseppe Tontodonati.

Il volume è riccamente illustrato dall’artista pescarese Mimmo Sarchiapone e contiene 65 componimenti poetici in dialetto che l’autore ha scritto per ricordare la sua città Pescara e l’Abruzzo intero. La città descritta nei versi e nelle acqueforti di Mimmo Sarchiapone la mostra viva, piena di arti e mestieri. una Pescara scomparsa.

Ad aprire l’incontro il Prof. Nicola Mattoscio che ha portato i saluti della Presidente della Fondazione Nicoletta Di Gregorio ed ha ricordato la vita di Tontodonati che dovette subire anche la deportazione in Germania, durante la guerra, come i tanti italiani, circa 650mila, che subirono torture pur di non cedere alle direttive malvage della politica dei dittatori.

Daniela D’Alimonte, scrittrice e ricercatrice linguistica e dirigente scolastica, ha presentato il libro, voluto dalla Fondazione edito da Menabò, parlando dei componimenti di Tontodonati che attraverso l’uso del dialetto, inteso come figurativo cioè scritto così come si legge al fine di renderlo comprensibile a tutti, è riuscito a raccontare di una vita vissuta a Pescara, città di nascita e dove ha trascorso l’ultima parte della propria vita fio alla morte.

Prima della seconda guerra mondiale, a Pescara, così come a Francavilla, esisteva un cenacolo, un salotto letterario, dove poeti, scrittori e vari artisti si incontravano e così nel cenacolo in via Ponterosso, l’attuale via Ravenna, presso l’abitazione della pittrice Isabella Ardente, Tontodonati conobbe personaggi famosi. Isabella Ardente fu la sua prima moglie che morì dopo pochi anni di matrimoni.

Per lavoro andò a vivere a Bologna e in quella città sentì la necessità di recuperare la vita ed il ricordo della sua terra d’origine e scrisse quartine e sonetti in dialetto con uno sguardo innamorato sulla città di Pescara e l’intera Regione Abruzzo.

Mimmo Sarchiapone ha parlato della sua vita trascorsa a Pescara dove ha conosciuto, nel cenacolo della pittrice Isabella Ardente, Tontodonati, Vicentino Michetti e altri artisti che hanno segnato il suo futuro di artista innamorato fin dalla giovane età del disegno e della pittura.

Sarchiapone riuscì già adulto a frequentare l’accademia Belle Arti di Firenze e conseguire il diploma di incisore e volendo ritrarre la sua Pescara, così come la ricordava nell’infanzia, recuperò le fotografie fatte dal fotografo Pasquale De Antonis nel 1937 e le tradusse in acqueforti. Molte di questi lavori sono inserite nel volume come giusto complemento alle composizioni di Tontodonati e le descrivono nella realtà del tempo vissuto.

Presente in sala il prof. Avolio dell’Università de L’Aquila, insegnante di dialettologia, che ha spiegato l’importanza del dialetto e della qualità letterario del poeta Tontodonati che è riuscito ad usare un linguaggio di facile lettura e a tutti comprensibile.

Raffaello Tontodonati ha parlato del testo da lui curato e di quanto la pubblicazione è stata la giusta chiusura di una serie di emozioni che lo hanno accompagnato durante la stesura e che gli hanno fatto ricordare momenti vissuti con il padre.

Arch. Maria Luisa Abate

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