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L’export supera la pandemia globale

“LE ESPORTAZIONI TORNERANNO A CRESCERE NEL 2021
Il Rapporto Export 2020 di SACE, disegna gli scenari delle esportazioni italiane, alla luce degli sconvolgimenti generati dalla pandemia globale.

Nel 2019, l’export italiano di beni, ha segnato un dato positivo, complessivamente del +2,3% a valore, in particolare nei mercati extra-Ue che hanno registrato un +3,9%, mentre i mercati UE sono cresciuti dello 0,8%.

Secondo le previsioni di SACE, nello scenario più probabile, l’Export del nostro paese nel 2020 diminuirà dell’11,3% e riprenderà a crescere nel 2021 del 9,3%.
Le maggiori flessioni quest’anno hanno riguardato i metalli e, in misura minore, i prodotti in gomma e plastica, a seguito dei %, che hanno generato l’interruzione delle Catene Globali del Valore (CGV), il settore della chimica ha subito un minore impatto, grazie alla componente della farmaceutica.

Uno dei settori chiave del made in Italy, quello della moda ha subito un forte contraccolpo e si prevede una lenta ripresa nel 2021, mentre l’export di mobili e arredamento ha subito perdite minori, come conseguenza della più lunga permanenza nelle abitazioni, in media, anche durante l’attività lavorativa, che non ha fermato gli acquisti.

In difficoltà anche i settori dei mezzi di trasporto, della meccanica strumentale e degli apparecchi elettrici.
Considerando le geografie dell’Export italiano, l’area con maggior crescita del nostro export nel 2021, con il +9,7% sarà quella dell’Europa Emergente + Comunità degli Stati Indipendenti (nove ex repubbliche sovietiche), seguita dal Medio Oriente e Nord Africa che segnerà un +9,7%; la cosiddetta Europa avanzata crescerà dell’8,2%.

L’AGROALIMENTARE NON SI FERMA
Le esportazioni italiane di agricoltura e alimentari sono quelle meno colpite nel 2020, nonostante il forte rallentamento a livello internazionale del canale Ho.Re.Ca. (Hotel, Ristorazione, Catering / Bar) grazie all’aumento di domanda nel canale del dettaglio e in particolare della Grande Distribuzione Organizzata e del commercio elettronico.

Ismea su dati Istat ha rilevato gli andamenti dell’export italiano di alcuni comparti dell’agroalimentare, comparando il periodo gennaio – luglio 2020 con gli stessi mesi del 2019, per verificare l’impatto del Covid-19 sulle nostre esportazioni.
Si registra un calo del 3,2% per vini e mosti, mentre l’Olio è cresciuto del 5% e le coltivazioni industriali del 13,7%.

Dato straordinario per la pasta, che segna un +30%, trainata in particolare dal mercato USA, ottima la crescita di ortaggi freschi e conservati con un +7,8%, dato positivo anche per latte e derivati con il +1.5%.
I mercati esteri nell’Unione Europea a 28, più attrattivi per le nostre esportazioni del settore agroalimentare, nel primo semestre del 2020, sono stati la Germania con il +6.6% che rappresenta il nostro primo mercato di sbocco (17,1% del totale), seguita dalla Polonia con il +6,1%, che tuttavia rappresenta solo il 2% del nostro export e il nostro secondo paese di esportazione, la Francia con il +4,2% ed un peso sul nostro export dell’11,3%.
In ambito Extra-UE, sul podio per crescita dell’Export italiano troviamo, non a caso, due paesi coinvolti da accordi di libero scambio con l’Unione Europea; il Giappone, con il +17,3%, che rappresenta il 4,4% delle nostre esportazioni e il Canada con il +13,7%, che pesa per il 2% del nostro export.

Ottima performance anche per la Cina con il 13,3%, va rilevato che il gigante cinese tuttavia rappresenta solo l’1% delle nostre esportazioni agroalimentari.
Dato significativo anche per gli USA, il primo destinatario extra Europeo del nostro export (10,4% del totale), in cui le esportazioni tricolore sono aumentate del 4,4%.
Un suggerimento per le imprese agroalimentari esportatrici per spingere la crescita nei prossimi anni?

Diversificare sempre più i mercati internazionali di sbocco e i canali di distribuzione, rafforzare la presenza nel dettaglio e in particolare nella Grande Distribuzione e Distribuzione Organizzata, sviluppare le vendite attraverso il commercio elettronico e dedicare particolare attenzione ai marketplace B2B, quali Alibaba.