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L’Italia è il più grande Paese al Mondo di Vino

La diversità ne rappresenta la più grande ricchezza: ad esempio, i vitigni italiani sono 435, a fronte di soli 57 quelli totalizzati in tutto nel resto del Mondo.

Conoscere il vino ha un fascino tutto particolare: sia per chi si appresta a frequentare un vero e proprio itinerario scolastico sia per coloro che operano nel settore del vino. Nel corso degli ultimi 25 anni è senza dubbio cresciuto moltissimo l’interesse e la voglia di approfondirne al meglio la Cultura.

Ovviamente una migliore qualità del prodotto ha incuriosito i consumatori che sono oggi più attenti e più preparati.

In quegli anni c’erano Luigi Veronelli, Mario Soldati, Gianni Brera che collaboravano con il Corriere, la Stampa ed altre testate per un loro pezzo del lunedì, Calcio o altro sport, ma ciascuno dei tre, aveva lo stesso obiettivo settimanale, la visita ad un vignaiolo, che gli consentiva di impreziosire il pezzo scrivendo di vino.

Tutto qui il giornalismo del vino.

Oggi esistono sempre nuovi stimoli per accrescere questa conoscenza. È più facile colloquiare con i Produttori, con un nuovo giornalismo che racconta il vino, lo critica, e forse anche per questo i Produttori dal canto loro fanno a gara per migliorare qualitativamente i loro prodotti e presentare novità spesso di eccellente livello.

Ma sarebbe puerile se accettassimo il concetto edonistico del buono e del meno buono come presentazione di questa grande eccellenza italiana.

Il lavoro di insegnamento operato con professionalità e deontologia ha modificato sostanzialmente, nella gente comune, nei professionisti, nei giovani il senso del vino come esperienza formativa atta al rispetto della bottiglia, lavoro nobile di donne e uomini del nostro Paese e del resto del mondo.

Il Vino è prima di ogni cosa Arte e Cultura del nostro Paese. Per questa ragione è indispensabile che venga trattato alla pari delle altre Culture.

Soprattutto i media, non debbono essere restii a documentare i prodotti della terra, i vini dei territori, le loro diversità. Documentare significa non temere di parlare del Vino nella tv di Stato, ma anzi istituire programmi che possano emancipare gli italiani al fine di percepire le emozioni che solo il vino sa dare.

Anche la Scuola deve educare a questa grande civiltà, soltanto così i giovani apprendendo il vino potranno essere attratti dalle sue emozioni e sicuramente quel famoso “uso moderato” non ha motivo di esistere perché chi conosce il vino sa quando smettere.

In questi ultimi tempi è cambiato moltissimo il rapporto del consumatore nei confronti del Vino Italiano, soltanto al pensiero che oltre 200.000 persone in un anno frequentano i nostri Corsi con la convinzione provata che gli studi riescono a cambiare la vita in meglio, qualunque sia la professione dei partecipanti, può dare la misura del positivo cambiamento.

Questo contribuisce sempre più ad allargare il mercato interno e a sommarsi ad una straordinaria esportazione che oggi rende l’Italia Primo Paese al Mondo.

Come Presidente dei Sommelier del Mondo ho ascoltato i Presidenti di varie Nazioni e tutti concordemente mi hanno parlato dell’enorme desiderio di Vino Italiano che avvertono nei loro Paesi.

Il nostro Made in Italy non deve temere nulla.

La nostra è, sarà e deve essere un’opportunità per la vita. Una fantastica occasione di Lavoro.

Gli ambiti lavorativi, risultato miracoloso del lavoro svolto con i nostri Corsi sono molti:
– Le Aziende Vinicole oggi assumono il loro Sommelier,
– Le Agenzie di Vendita e di Esportazione hanno tutti collaboratori Sommelier.
– Esiste un giornalismo del Vino molto rappresentativo, ne contiamo almeno 40.000.
– Ci sono moltissimi insegnanti del Vino e oltre 10.000 Sommelier Professionisti che prestano il loro servizio nella Ristorazione, nei Catering, nei Ricevimenti.

C’è un’imprenditoria giovanile che in venti anni ha dato vita a 18.000 Enoteche Specializzate, dal Piemonte alla Sicilia. I giovani le frequentano con l’attenzione di una cultura e un’autentica consapevolezza, per trascorrervi le ore della sera al posto di una Discoteca.

Parlano del loro amore con un proprio senso della vita.

Ho voluto sottolineare più volte che il Vino, i Prodotti del Cibo dei Territori, l’Olio, sono la Grande Opportunità del nostro Paese.

Sono Cultura, alla pari dell’Architettura, della Poesia, della Letteratura.

Fascino, presa di coscienza di una Cultura amplissima, di una tradizione millenaria, che per tutti è un’occasione da non perdere, da raccontare, da divulgare, da usare per la vita.

Per questo ho voluto parlare soltanto di Cultura del Vino perché soltanto la Cultura può fare il miracolo di ampliare notevolmente il mercato interno, la conoscenza del dono di Dio può rendere migliori, e i giovani, nel recepire il messaggio delle grandi emozioni che il Vino sa dare, sapranno certamente quando smettere, capirne l’uso con amore, coscienza ed entusiasmo.

Il Presidente del Consiglio ha fatto riferimento più volte, rivolgendosi al nostro Paese, all’enorme quantità e qualità dell’Arte e della Cultura che abitano l’Italia, attribuendole il senso alto e unico della Bellezza.

Riprogettare, soprattutto con l’insegnamento, questo Made in Italy per un lavoro certo, un investimento per il futuro dei giovani, significa esattamente farli partecipare nella loro esperienza di vita alla Grande Bellezza della nostra gente.

di Franco Maria Ricci,
Presidente Associazione Italiana Sommelier dell’Olio Laureato in architettura, è giornalista dal 1994.
Ideatore e organizzatore dell’Oscar del Vino da 19 edizioni.
Grande intenditore di vino, si dedica da oltre trent’anni anni alla sua comunicazione, per approfondirne la cultura nel nostro Paese. Organizza i Corsi di qualificazione professionale per Sommelier, per Sommelier dell’Olio, Master di analisi sensoriale del vino, Seminari sugli abbinamenti con il cibo, sui distillati, sul servizio e vari temi dei wine tasting per gli stranieri.