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LO STALLO

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Spero tanto che la maggior parte dei miei concittadini comprendano o inizino a farlo il vero senso della attuale situazione politica. La vittoria di un ceto cosiddetto populista alle ultime elezioni del 4 marzo era del tutto prevedibile viste le disastrose condizioni economiche e sociali in cui siamo precipitati, senza lavoro, senza sicurezza, senza prospettive di alcun genere con arabeschi governativi del tutto miranti all’autoaffermazione e a salvare le terga dalla placida rivoluzione di popolo che sarebbe stata meglio se francamente rivoluzionaria con machete affilati all’uscita da Palazzo Chigi. Ma tant’è e come diceva il grande Piero Ostellino “l’italiano morirà per lento suicidio ma mai in battaglia”. Ed era prevedibile anche questa divisione dei vittoriosi populisti in “nordisti” e “sudisti” perché a ben ricordare ciò che Vittorio Zucconi descrisse nel suo libro “Il caratteraccio” riferendosi agli italiani a stigmatizzare le differenze ancora vitali fra gli austroungarici e i bizantini, i nostri geni sono ancora lì a ricordarcelo. E se pensiamo che l’Unità d’Italia è stata fatta da due massoni come Cavour e Garibaldi non per uniformare un linguaggio e una patria comune in una vera identità nazionale ma per “stornare” la ricchezza del Sud verso il debito contratto dai Sabaudi verso il Regno Unito britannico. Ma lo stallo etnicamente naturale verrà interrotto da un pindarismo politico che tutti noi saremo pronti ad accettare purché si possa tornare alle nostre occupazioni, senza arte né parte, ma che è segno evidente di almeno due fenomeni. Il primo è che la democrazia dalle nostre parti non è poi così inverata perché comunque l’aria che respiriamo non ci appartiene ma ci viene elargita a caro prezzo da poteri transnazionali che amano tanto il nostro paese, la nostra posizione geografica, la nostra arte e cultura da renderci servi e schiavi, mai padroni perché così dev’essere a partire dalla UE che ci ha strangolato sotto tutti gli aspetti( vedesi come ultimo i rapporti economici del nostro export nazionale annientato da trattati come il Ceta col Canada e di cui stiamo raccogliendo frutti amari, con inostri agricoltori sempre più agguerriti, delusi e ridotti alla fame ) per non parlare delle politiche energetiche con calcioni nel sedere appena mettiamo anche un solo piede fuori dall’uscio( vedi come Macron ci ha sbattuti fuori dalla Nigeria o come il sultano Erdogan ha minacciato con le armi la nave dell’Eni che aveva preso regolari accordi con i greco ciprioti per l’estrazione del gas ). Figuriamoci se possiamo avere un nostro autonomo governo non gradito alle élite globaliste che continuano a massacrare la nostra identità e che è in accordo diretto con la nostra beneamata sinistra e che proprio per questo ha pagato con la sua débâcle ma ancora saldamente ancorata con un potere che permette loro prima di scomparire di firmare lauti contratti negli apparati burocratici dello Stato. Dove la nostra sovranità? Non pervenuta! Il secondo fenomeno qualora prendessimo per buona la svolta di questo eterogeneo antisistema è che i poteri di cui sopra sono ancora presenti sia nella coalizione di centro destra che nel movimento dei cinquestelle altrimenti non si comprendono già gli insorgenti dissapori fra i loro esponenti. E siamo veramente amareggiati di come stanno indirizzandosi gli eventi perché mi sono chiesto: come mai gli altri paesi sono rimasti senza governi per mesi e noi dopo un mese e dobbiamo creare per forza un esecutivo? Il perché è semplice, perché abbiamo un alto debito pubblico sotto la tagliola del laido 3% del rapporto debito/pil imposto dalla UE e dobbiamo muoverci in fretta; così dicono. In realtà si deve fare in fretta un governo di grande ammucchiata che riduca di molto il pericolo di questa spinta populista e antisistema con grande gioia del giudaico forzista che finalmente potrà ricontrare ancora sulla terra il suo beneamato compagno di merende Matteo Renzi e sentirlo come si è espresso nel predire una catastrofe economica se andassero al governo Lega e Cinquestelle mi ha fatto capire quanti e quali siano i veri suoi interessi, la sua arroganza senza limiti, il suo distacco da una realtà che Feltri definirebbe veramente “fattuale”. Ed il semplice fatto che farebbe tacere volentieri Salvini non lo pensa minimamente solo per la contrarietà del leader leghista alla guerra in Siria da parte del gruppo anglo-franco-americano, ma anche per tutto il resto visto come ha rapidamente epurato i giornalisti dalla sua rete perché ritenuti poco “moderati” e secondo lui causa del secondo posto nella coalizione. Il fatto che comunque il suo zoccolo duro di aficionados ce l’ha non è detto che sia il migliore per governare ma il signore in questione non ha mai amato il secondo posto e nemmeno il “primus inter pares”, dimenticando dov’era finito il suo partito qualche anno fa e come sia ridotto oggi il confronto politico grazie anche ai talk show anche nelle sue reti che esprimono insulti e parolacce se non incontri di pugilato. E sinceramente credo che se non si può fare un governo sia grasso che cola, perché gli italiani se dovessero autogovernarsi lo farebbero meglio senza tutti quegli esecutivi che ci hanno fatto piangere negli ultimi anni con quelle leggi e clausole di asservimento a paesi terzi ma non al nostro benessere considerata la condizione scolastica, del lavoro e della sicurezza e della precarietà civile che stiamo vivendo. Ne sono prova paesi come il Belgio che, non governato, ha sistemato i suoi conti pubblici o la Spagna che non governata ha dato lezione a mezza Europa tirando su un’economia che sembrava compromessa con ritmi del 50% superiori alla media europea come riporta il giornalista Franco Bechis. Che ne dite?
Arcadio Damiani

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