Love Songs from Abruzzo è il nuovo album del batterista Lorenzo Tucci, in uscita venerdì 6 marzo 2026 in cd, vinile e digitale per le etichette Jando Music e Via Veneto Jazz. Il progetto unisce tradizione popolare e improvvisazione jazz. Inoltre, restituisce un viaggio musicale che nasce in Abruzzo e dialoga con il linguaggio universale del jazz contemporaneo.
Love Songs from Abruzzo tra radici popolari e jazz contemporaneo
Con Love Songs from Abruzzo, Lorenzo Tucci torna alle proprie radici musicali. Il batterista, abruzzese per nascita e romano d’adozione, guida un trio di grande qualità. Il titolo racchiude il senso profondo del disco.
Accanto a lui suonano il pianista Claudio Filippini e il contrabbassista Jacopo Ferrazza. Insieme costruiscono un progetto che prende spunto dalle melodie più note della tradizione popolare abruzzese.
Successivamente, queste melodie vengono rilette attraverso il linguaggio del jazz contemporaneo. Il risultato è un dialogo musicale continuo tra memoria e innovazione, collegando le emozioni dell’Abruzzo e le nuove sonorità.
Le melodie della tradizione abruzzese in Love Songs from Abruzzo
Nel disco Love Songs from Abruzzo trovano spazio diversi brani della tradizione orale. Tra questi emergono canti di lavoro, ninne nanne e danze popolari.
In particolare, il progetto rielabora melodie celebri come:
- Vola vola vola
- Tutte le funtanelle
- Paese me
- Mare nostre
Queste composizioni diventano il punto di partenza per arrangiamenti originali. Inoltre, ritmo, melodia e interplay costruiscono un dialogo costante tra passato e presente. Nell’album i brani si fondono con il repertorio popolare e il jazz.
Love Songs from Abruzzo nasce da un incontro con Ennio Morricone
L’idea di Love Songs from Abruzzo nasce da un incontro inatteso con il compositore Ennio Morricone. L’ album è così un omaggio alla terra e alle suggestioni musicali.
«Un giorno, durante un incontro casuale, il maestro mi disse: “In Abruzzo ci sono delle melodie bellissime”. In quel momento mi promisi che prima o poi avrei realizzato un disco dedicato alle musiche popolari della mia terra», racconta Lorenzo Tucci.
Da quella suggestione prende forma un lavoro che recupera melodie della memoria collettiva. Tuttavia, queste melodie diventano anche materia aperta all’improvvisazione jazz che uniscono classicismo e creatività.
Il racconto di paesaggi e memoria
Secondo Tucci, Love Songs from Abruzzo rappresenta anche un racconto personale. In ogni traccia si rivivono le emozioni delle love songs ambientate in Abruzzo.
«Questo album racconta la bellezza della mia terra: i canti che ascoltavo da bambino, la mia infanzia, il mio vissuto, la mia gente», spiega il batterista.
Inoltre aggiunge: «La bellezza non appartiene a un luogo preciso. Può esistere ovunque e, come nel mio caso, può trasformarsi in jazz».
Il disco parte da un patrimonio musicale locale. Tuttavia, riesce a parlare un linguaggio universale.
Le atmosfere richiamano i paesaggi dell’Abruzzo. Emergono così immagini delle montagne e dei parchi, del mare Adriatico, dei trabocchi e dei territori che caratterizzano la regione. Questi luoghi sono celebrati musicalmente nelle Love Songs, dove il paesaggio diventa fonte di ispirazione.
Lorenzo Tucci, protagonista del jazz italiano
Originario di Atessa, in provincia di Chieti, Lorenzo Tucci è oggi uno dei batteristi più rappresentativi del jazz italiano. Il suo nuovo progetto lo conferma protagonista nel panorama musicale.
Da oltre trent’anni è attivo sulla scena internazionale. Nel corso della sua carriera ha collaborato con numerosi protagonisti del jazz, contribuendo a promuovere le tradizioni musicali abruzzesi.
Tra questi figurano Chet Baker, Kenny Wheeler, Dave Liebman, Fabrizio Bosso, George Garzone e Danilo Rea. Fra le nuove collaborazioni, l’album favorisce un dialogo tra musicisti.
Parallelamente, Tucci ha guidato diversi progetti discografici. Il suo stile unisce energia, eleganza e grande sensibilità musicale. Inoltre, combina la tradizione jazzistica con una visione contemporanea.
Con Love Songs from Abruzzo, il batterista torna dunque alle proprie origini. Allo stesso tempo, porta la musica della sua terra nel panorama internazionale del jazz.