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Ma il cielo è sempre più blu

L’incapacità di raggiungere e mantenere un’erezione, sufficientemente “valida” da consentire un rapporto sessuale soddisfacente, sebbene possa presentarsi a qualsiasi età, è più frequente negli uomini di età superiore ai 45-50 anni; interessa circa 3 milioni d’italiani (13% della popolazione maschile) e le cause che portano a questa condizione “invalidante” vanno ricercate nel campo bio- medico se ci si trova davanti a pazienti ipertesi, diabetici, o sofferenti di sindromi metaboliche. Se invece le cause sono dovute a cattive abitudini (fumo, sedentarietà e diete ipercaloriche) spesso la correzione delle stesse porta anche a un miglioramento delle prestazioni sessuali. Se la disfunzione erettile è di origine psichica bisognerà “lavorare”, in quella direzione, con la rimozione delle cause che hanno generato il malessere, seguiti attentamente da uno psicologo. A questi gruppi di persone se ne aggiunge un’altro ben più numeroso che invece, senza avere problemi di “impotenza”, per una sua libera scelta, decide di “doparsi” per migliorare le prestazioni. I primi a utilizzare prodotti farmaceutici per migliorare le prestazioni sessuali sono stati “gli addetti ai lavori” del mondo del cinema porno ma pian piano questa schiera è sempre più aumentata con l’avvento e la commercializzazione di farmaci orali, di facile assunzione, che favoriscono la vasodilatazione del pene.

Questi farmaci appartengono alla categoria degli inibitori della fosfodiesterasi di tipo 5 (PDE-5) che, con nomi e molecole diverse, hanno invaso il mercato apportando alle case farmaceutiche, vantaggi economici consistenti: oggi si producono quasi più Sildenafil, Tadalafil e Vardenafil (questi sono i nomi dei principi attivi) che aspirine; tutte alla ricerca del prodotto con migliori prestazioni e minori controindicazioni: si è passati da tempi di “durata” di un’ora a ben 36 ore di performance. Se alcune case farmaceutiche sorridono per i cospicui guadagni ottenuti (sempre comunque grazie alla ricerca) le altre non sono rimaste a guardare cercando di trovare anche loro “il santo Graal” dell’erezione perfetta. Sebbene la terapia orale conferisca una connotazione di “spontaneità”, vantaggiosa anche dal punto di vista psicologico, alcune case farmaceutiche hanno ripreso un sistema d’introduzione del “farmaco erettile” già utilizzato in passato: l’applicazione direttamente sul pene, e precisamente all’interno dell’uretra tramite un applicatore provvisto di stantuffo, di una crema (o gel) contenente un potente vasodilatatore che, a contatto con la cute e le mucose peniene, rapidamente assorbita “provoca” un’erezione dopo alcuni minuti e la mantiene per 1 – 2 ore. Attualmente i prodotti commercializzati in Italia sono due e si differenziano tra loro per il principio attivo, uno contiene l’Alprostadil cardiologia). Questi principi attivi erano già conosciuti da tempo ma quello che ne ha permesso l’utilizzo per “scopi” erettili è stata l’associazione, in entrambi i casi, con una sostanza in grado di consentirne il rapido assorbimento localizzato con un basso assorbimento sistemico: si sono ottenuti così un’ottima tollerabilità ed effetti collaterali minimi. Inutile dire che le due aziende farmaceutiche propongono di rivoluzionare il mercato adducendo a proprio favore che il farmaco per uso topico ha un’azione più sicura, più rapida e con pochi effetti collaterali; perchè non essendo ingerita non passa per l’apparato digerente e non ha interazione con il cibo e l’alcool.

Test effettuati in Francia e in Spagna hanno dato, secondo fonti accreditate, ottimi risultati e le due case farmaceutiche hanno già in progetto di commercializzare, anche in Italia, un condom già in vendita in Olanda (Blue Diamond) con all’interno il principio attivo, che è quindi assorbito direttamente. Siamo solo all’inizio … ma attenzione, i prodotti sono presidi medico – farmacologici quindi devono essere prescritti da specialisti diffidando di siti internet che pubblicizzano e vendono prodotti di incerta provenienza. L’Alprostadil o Prostaglandina E1, per le sue capacità vaso dilatatorie, era originariamente utilizzato per le malattie malformative (difetti cardiaci congeniti) e per le vasculiti come il Morbo di Buerger mentre la Nitroglicerina e tutt’oggi utilizzata in cardiologia d’urgenza per riattivare il circolo coronarico.

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