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IL MANUALE DEL TRADITORE…NEL MESE DELL’AMORE

Il mese di febbraio si sa, è il mese degli innamorati, soltanto che sempre più spesso lo si festeggia con l’innamorato sbagliato o meglio con quello pubblico, perché come cita il regista Paolo Genovese nel film “Perfetti sconosciuti” le persone hanno una vita pubblica, una privata e una segreta, vite che trovano la sintesi con il telefonino che conoscendoci più di ogni altra persona al mondo, potrebbe svelare tutto di noi, anche un goffo tentativo di celare amanti in una rubrica telefonica con contatti di personaggi famosi come accade nel film.

SMASCHERARE IL TRADIMENTO SUL TELEFONINO

In genere, per non essere beccati, i contatti hot si nascondono memorizzandoli sotto il nome di estetiste tipo “La Rinascita” e ristoranti tipo “Il Buongustaio” ed effettivamente per alcune persone gli incontri con l’amante diventano proprio una seduta di bellezza con effetti benefici totalizzanti o una degustazione di prodotti tipici con tanto di Guida del gusto e dove c’è gusto …… si sa! Si arriva così a festeggiare il 14 febbraio con una mano nella mano dell’innamorato/a e una con il telefonino a cui si butta un occhio, con il pensiero che l’altro/a ci mandi un messaggino. Occhio però a non essere colti in fallo e ad essere poi costretti a confessare, come accade nella commedia di Harol Pinter dal titolo “Tradimenti”, attualmente in scena in una turnè teatrale con la regia di Michele Placido, in cui i personaggi si tradiscono a vicenda, ricordandoci di come sia breve la passione amorosa e di come sia così complicato comunicare sebbene ora siamo i più connessi al mondo.

SI TRADISCE PER INSICUREZZA O VANITÀ?

Senza scomodare un premio Nobel direi che sull’argomento “tradimento” sono tutti ferrati, anzi alcuni meriterebbero il premio al posto di Harold, quanto meno per la fantasia. La prima reazione alla domanda se si è mai tradito-a il partner, è la discesa di un velo omertoso, come un sipario che rende tutti muti, tutti santi! Poi pian piano prevale la vanità.

L’OBBLIGO DI FEDELTÀ

I contrattualizzati art. 143 c.c. e seguenti  (in cui si cita l’obbligo di fedeltà) dichiarano tutti che in costanza di matrimonio non hanno mai tradito, ma le statistiche dicono che le percentuali delle scappatelle e delle separazioni sono in continua crescita, dunque oltre ad essere fedifraghi sono anche bugiardi. Però poi una volta raggiunto lo status di separati, raccontano storie degne di una telenovela; intanto premettono che non sono veri tradimenti, perché trattasi di storie e non di fidanzamenti (per cui serve l’anello, di brillanti, almeno pare), e poi si apre un mondo, un mondo di bugie, di trame di vite che si intersecano, condividendo relazioni e fidanzato.

IL TRADITORE CON PIÙ AMANTI

E’ il caso di un tizio che è riuscito a fidanzarsi con due amiche approfittando del fatto che vivessero in città diverse, anche il primo appuntamento era stato dato nello stesso giorno, con una per il pranzo e ammazzacaffè e con l’altra per la cena e dopocena con attribuzione di punteggio finale di gradimento del pasto consumato……, alla fine però il gioco è finito quando le due amiche si sono confidate scoprendo che avevano trovato entrambe un amante splendido che guarda il caso aveva stesso nome e cognome e, che coincidenza, perfino il codice fiscale, stesso fedifrago insomma!

TRADITORI SI NASCE O SI DIVENTA?

Molti hanno una certa vocazione, perché effettivamente non si riesce a capire come farebbero ad organizzare tanti incontri degni di un candidato presidente in campagna elettorale, mantenendo la stessa lucidità nel ricordare tutte le balle che raccontano, sia alla moglie che alle amanti!

SI TRADISCE PIÙ DOPO I 40

Chi tradisce, tradisce sempre, a ogni età, perfino i diversamente giovani dopo 80 anni. Segno che per tradire ci vuole poco, pochissimo, talmente poco che adesso la trasgressione è rimanere fedeli, perché quando tradiamo, in realtà stiamo prendendo in giro noi stessi prima di chiunque altro.

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