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Marco Carta racconta le sue Domeniche da Ikea

Domeniche da Ikea Marco Carta

Domeniche da Ikea. Questo il titolo del nuovo singolo di Marco Carta che torna sulle scene con un mood nuovo, grintoso e un sound impreziosito dalla collaborazione con il dj Angemi.

Domeniche da Ikea esce oggi, 6 novembre 2020. Noi de La Dolce Vita non abbiamo perso tempo a intervistare Marco per chiedergli del nuovo singolo, della sua carriera e del rapporto con i fan.

Marco, sono ormai passati più di 10 anni da quando hai vinto Amici nel 2008. Come sei maturato come cantante?

In realtà non so neanche io so come sono maturato. Questo sicuramente è stato possibile grazie agli eventi della mia vita personale e non solo della mia carriera di cantante. Del resto, solo una linea molto sottile separa la persona del cantante: più matura la persona, più matura il cantante. E poi, certamente, i live in questi dodici anni sono stati una grandissima scuola.

È in uscita il tuo nuovo singolo, Domeniche da Ikea. Che cos’ha di diverso dai precedenti?

Domeniche da Ikea è il primo featuring che faccio nella mia vita, perché sono sempre stato molto selettivo. Nonostante negli anni mi siano state chieste diverse collaborazioni non ho voluto fare featuring con colleghi, soprattutto se studiati a tavolino per guadagnare di più. Ho sempre pensato alla mia carriera come una storia d’amore, una cosa pura, da non sciupare. 

In questo singolo cambia poi anche il sound, che mi fa virare verso un mondo più disco, al quale non mi ero mai affacciato prima.

Domeniche da Ikea, nasce da una collaborazione con il dj Angemi, che ha calcato anche il palco del Tomorrowland. Com’è nata la vostra collaborazione?

Ci siamo incontrati per caso, grazie a conoscenze in comune. Parlando di musica gli ho fatto sentire un paio di pezzi e uno di questi era Domeniche da Ikea che gli è piaciuta tantissimo. Angemi mi ha proposto di produrla e un pomeriggio di tempo libero è diventato l’occasione per svoltare questo nuovo singolo: è stata davvero una bella esperienza.

In questo periodo di emergenza sanitaria, il mondo della musica e dell’arte devono fare a meno del rapporto con il pubblico. Questo cosa vuol dire per chi fa il tuo mestiere?

Questo momento di emergenza sanitaria mondiale è tragico per tutti e lo è anche per gli artisti di ogni livello e per i lavoratori dell’indotto del mondo dello spettacolo, che a differenza di tanti altri professionisti non sono mai ripartiti dopo il lockdown della scorsa primavera. Chi fa questo mestiere sta facendo grossi sacrifici, con pazienza.

Per quanto riguarda invece nello specifico il rapporto dell’artista col pubblico, noi artisti viviamo anche di emozioni sul palco: lì ci sfoghiamo, rientriamo a casa soddisfatti, col cuore pieno e questo non è possibile adesso.

Nel mio caso mi ritengo molto fortunato: sono molto attivo, sta uscendo il nuovo singolo e questo mi “sfama”. Sapere che i miei fan sono emotivamente coinvolti con me, in questo momento, con un progetto nuovo e emozioni positive, è bellissimo.

Sei molto apprezzato dai tuoi fan. La tua fama iniziale è stata possibile grazie a un Talent Show e poi non sei più uscito dal panorama musicale italiano. Qual è il tuo segreto?

Forse il segreto è proprio non avere un segreto, ma comportarsi in maniera totalmente naturale. Penso davvero che molte persone si sforzino di sembrare autentiche, ma che poi finiscano per ottenere l’effetto contrario, forse perché cercano di sembrare ciò che non sono.

Invece credo che ognuno di noi abbia qualcosa di davvero autentico e unico da dare agli altri, se accetta di essere se stesso fino in fondo e di mostrarsi così com’è, senza sforzi, 

Quale consiglio ti sentiresti di dare ai ragazzi che sognano una carriera nel mondo della musica?

Il consiglio che do in generale ai giovani è di chiedersi cosa vogliono fare, e di farlo se lo vogliono davvero. 

Mi dispiace vedere che adesso tutti vogliono diventare cantanti: mentre qualche anno fa tutti volevano essere attori, adesso tutti desiderano diventare youtuber, cantanti, DJ, ma bisogna essere bravi.

La musica va amata molto, perché porta anche tanta solitudine, porta via pezzi di vita. Il peso della musica è ingombrante. Fare questo lavoro, soprattutto a alti livelli, non è tutto rose e fiori.

Percorrere questa strada se non la si ama veramente, è difficile e allora è meglio proseguire il percorso di studi o il percorso professionale che già si era intrapreso.

Però se invece si è sicuri di amare la musica così tanto da essere disposti anche a soffrire per questo amore, allora quello che consiglio è di provare con impegno a costruire questa carriera.

Abbiamo visto le foto del backstage del tuo shooting a Pescara. Come ti sei trovato in città?

A Pescara mi sono trovato molto bene. Ho mangiato benissimo e poi gli abruzzesi sono sempre molto ospitali. 

Lo shooting è stato pazzesco. C’era anche un clima favorevole, quindi sono riuscito a fare tante foto belle che presto vedrete: ne sono molto felice.

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