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MAURIZIO ROLLI E LA “CALIFORNIA DREAM BAND”

Cinquant’anni da poco compiuti, di questi, 35 in compagnia di un inseparabile amico: il basso. Musicista, compositore, arrangiatore, pescarese di origine ma internazionale per carriera. Gli Stati Uniti sono la sua seconda casa. Stiamo parlando di Maurizio Rolli che festeggerà sul palco una carriera fatta di prestigiose collaborazioni internazionali. Per farlo ha chiamato compagni di viaggio speciali. Il pianista venezuelano Otmaro Ruiz ed il batterista francese Damien Schmitt, si uniranno al chitarrista Rocco Zifarelli ed al sassofonista Manuel Trabucco. La “California Dream Band”, dopo l’esordio statunitense di gennaio al Blue Whale di Los Angeles, sara’ in Italia per un tour dal quattro all’otto luglio, da Taggia a Pescara, passando per Mattinata e Teramo. La band non ha bisogno di presentazioni, si tratta di compagni abituali di artisti come Gino Vannelli, Marcus Miller, Al Jarreau, Frank Gambale, Alain Caron, Diane Schuur e tanti altri. Il nome del gruppo richiama quello di famosi spogliarellisti, ma Maurizio Rolli, con la consueta ironia, rassicura tutti “Siamo tutti ex belli, metteremo a nudo soltanto le nostre anime musicali”. Trentacinque anni su un palco, non sono certo pochi, senza contare la tua attività di didatta, difficile in Abruzzo trovare qualche musicista professionista che non sia stato a lezione da Rolli. Se dovessi condensare in pochi episodi la tua storia musicale quali sono le immagini più significative? “Per il mio compleanno mia moglie mi ha regalato un libro di foto che raccontano gli ultimi dieci anni di attivita’ e mi ha svelato memorie sopite e collaborazioni indimenticabili ed emozionanti…trovare una sola immagine, alla mia veneranda eta’ e’ davvero difficile…forse l’immagine migliore e’ proprio la cover di quel libro, poiche’ racchiude tutte le altre”. Cosa dobbiamo aspettarci dalla California Dream Band? “Spogliarelli e perizoma… scherzi a parte, bisogna aspettarsi energia e un connubio di musiche extracolte e di folklore suonate con l’energia di una rock band e con l’estemporaneita’ tipica del jazz. Una occasione per presentare alla mia città la mia musica, cosa non frequente negli ultimi tempi.”Il tour è stato organizzato con la collaborazione ed il supporto della Mark Bass dell’imprenditore Marco De Virgiliis, azienda leader nel mondo per la costruzione di amplificatori per basso e chitarra.