Dall’Oregon, memoria e gratitudine che attraversano il tempo e la distanza e arrivano a Scanno
La memoria e gratitudine dall’Oregon sono protagonisti a Scanno in una storia vera che unisce passato e presente. Dopo 83 anni, infatti, si chiude il cerchio di una vicenda di salvezza e solidarietà che parla al cuore e coinvolge Scanno e l’Oregon nel ricordo.
Sono partiti dall’Oregon durante le vacanze natalizie per cercare i discendenti della famiglia italiana che salvò i loro parenti dalle persecuzioni naziste e dire loro “grazie”. È accaduto a Scanno, il borgo abruzzese incastonato tra i monti e affacciato sul lago a forma di cuore. Qui una famiglia americana di origini ebraiche, arrivata da Portland, si è presentata con un semplice post in inglese su Facebook, chiedendo aiuto alla comunità in tema di memoria e gratitudine.
La ricerca e l’accoglienza di Scanno ai portatori di gratitudine dall’Oregon
Equipaggiati solo di vecchie fotografie e di poche risposte ricevute online, Daniel Greenstadt, la moglie e la figlia quindicenne hanno trovato subito sostegno. In particolare, i carabinieri forestali hanno avviato una serie di telefonate per rintracciare i discendenti della signora Serafina di Scanno, per una testimonianza vivente di gratitudine e memoria storica dal cuore dell’Oregon.
Secondo il racconto di Daniel, fu proprio Serafina la figura decisiva nella protezione della madre, allora bambina, dei suoi zii e della nonna. La famiglia, proveniente da Anzio, trovò rifugio a Scanno tra il 1942 e il 1943. In poche ore, grazie alla rete di solidarietà locale, i Greenstadt hanno contattato i familiari di Serafina, oggi scomparsa, e incontrato Carmen Del Fattore, nipote della donna, che ha aperto le porte della propria casa.
Dalla Memoria le parole di gratitudine che restano
“Voglio ringraziarvi di persona: senza l’aiuto della vostra famiglia non sarei qui oggi”, ha detto con commozione Daniel Greenstadt ai familiari di Serafina Del Fattore. La donna, con discrezione e modestia, in quegli anni aiutò anche il filosofo e politico Guido Calogero, mandato al confino a Scanno. In paese, inoltre, si rifugiò anche Carlo Azeglio Ciampi, con il quale Serafina manteneva rapporti risalenti agli anni universitari a Pisa, condividendo memoria e gratitudine.
Il racconto della salvezza
“Era una mattina del 1942 quando mia nonna, che viveva ad Anzio con i figli, aprì una cartina dell’Italia”, racconta Daniel. La donna cercava una strada remota e isolata. Così puntò il dito sulla statale 479, direzione Scanno, e partì con tutta la famiglia.
“Zia Serafina mi parlava spesso di loro”, ricorda Carmen. “I tedeschi arrivarono più volte. Ogni volta, lei avvisava i suoi protetti e li accompagnava in una grotta in montagna. Ogni giorno portava loro da mangiare. Quando i soldati se ne andavano, la famiglia tornava a nascondersi in paese. Andò avanti così per due anni”.
Memoria e gratitudine per Scanno dall’Oregon: un cerchio che si chiude
Dopo la guerra, la nonna, la madre e gli zii di Daniel, in gran parte originari della Polonia, emigrarono negli Stati Uniti. La madre tornò a Scanno nel 1974 per dire “grazie” a Serafina. Allora Daniel aveva dieci anni.
Oggi, da Portland, Daniel è tornato a Scanno con la figlia adolescente. L’obiettivo è chiaro: chiudere idealmente quel cerchio e trasmettere alle nuove generazioni il valore di un gesto di salvezza che ha attraversato il tempo, unendo culture e destini. Ancora una volta, la memoria di Scanno e la gratitudine dall’Oregon dimostra che la storia vive nelle persone, intrecciando i legami tra Scanno e Oregon con significativa gratitudine.