Ledian Memushaj, voglia di stupire con il Leon: «Salvezza il prima possibile»

Il percorso di Memushaj verso la salvezza del Leon

Il Leon secondo Memushaj e il percorso verso la salvezza prende forma già dalle sue prime impressioni: Ledian Memushaj, voglia di stupire con il Leon, afferma subito infatti «Salvezza il prima possibile».

VIMERCATE – Osservare le strutture e il centro sportivo ti dà già un’idea di cosa possa rappresentare questa società. Sostenibilità, modernità e innovazione. Un calcio che guarda al futuro. Questo è quello che ha trovato Ledian Memushaj al Leon Monza e Brianza. Inoltre, questo nuovo inizio rappresenta per il tecnico un passaggio fondamentale nel percorso di Memushaj verso la salvezza del Leon, che oggi lo vede impegnato nel guidare una squadra in crescita. Il tecnico si sofferma sul momento della sua squadra, che dal suo arrivo sta risalendo la classifica. Fino a giungere a ridosso dei quartieri alti nel girone B di serie D. E Memu non dimentica di certo il suo passato da calciatore con il Pescara.

Un progetto concreto – il percorso di Memushaj verso la salvezza del Leon

Prima la salvezza.

Due vittorie e due pareggi nelle ultime quattro partite. Risultati che collocano il Leon a ridosso della zona playoff. Numeri importanti per Memushaj. Che insieme al suo vice Mattia Evangelisti, ex allenatore del Notaresco, è subentrato sulla panchina dei brianzoli ad ottobre. Questa fase rappresenta un momento chiave nel percorso di Memushaj verso la salvezza del Leon, sostenuto da risultati e continuità. Per una squadra neopromossa che è tornata in D a distanza di tre anni, dopo la promozione della scorsa stagione. La squadra di Vimercate può vantare strutture all’avanguardia, messe a disposizione di giocatori e staff tecnico. Come la Leon Arena, teatro delle partite casalinghe dei brianzoli. Il Leon è inserito nel girone B di serie D, lo stesso del Milan Futuro guidato da Massimo Oddo. E di una nobile decaduta come il Chievo Verona, che vanta 17 campionati in serie A.

Il passato glorioso in biancazzurro

Passato glorioso.

Da calciatore per Memushaj c’è stato soprattutto il Pescara. In biancazzurro vanta 238 presenze. Numeri che lo collocano al sesto posto nella classifica assoluta del club per numero di presenze. Di cui è stato il capitano e a cui è inevitabilmente legato a doppio filo. Tanto da aver deciso di restare a vivere con la sua famiglia proprio nella città adriatica. Questo legame profondo rientra nel percorso di Memushaj verso la salvezza del Leon, un cammino in cui l’esperienza del passato sostiene il presente. Complessivamente ha collezionato 53 presenze in A. E 44 con la maglia della nazionale albanese. Con cui ha disputato anche un Europeo nel 2016. In quello che per lui è stato un anno da incorniciare. Lo stesso in cui conquistò anche la promozione in A con il Pescara, proprio prima di partire con la sua Nazionale. Come toccare il cielo con un dito.

Intervista: visione, obiettivi, identità e il percorso di Memushaj verso la salvezza del Leon

Due vittorie e due pareggi nelle ultime quattro partite. Con te è iniziato un percorso di crescita e risalita. Dove vuole arrivare questo Leon?

«Questa è una squadra che è stata costruita per salvarsi. Dove si può arrivare lo vedremo partita dopo partita. Il primo obiettivo è la salvezza, da raggiungere il prima possibile. Questo è un girone diverso dal girone F. E ogni girone ha le sue difficoltà».

Strutture moderne e ambizioni – il percorso di Memushaj verso la salvezza del Leon

Quello che balza subito all’occhio è che avete a disposizione delle strutture veramente all’avanguardia…

«Abbiamo due campi di allenamento. Sono strutture veramente bellissime. La società è composta da imprenditori seri ed ambiziosi».

Evangelisti, un vice scelto per qualità

E ti sei scelto come vice un allenatore emergente come Mattia Evangelisti…

«Ho avuto la fortuna di trovare Mattia, che è un ragazzo giovane e molto preparato. Per quello che ha dimostrato lo scorso anno a Notaresco meritava una squadra».

La sfida con il Milan Futuro di Oddo e il percorso di Memushaj verso la salvezza del Leon

Nel vostro girone c’è anche il Milan Futuro. E per te rappresenta una sfida speciale con Massimo Oddo…

«Tra un mese ci ritroveremo contro. Sarà un piacere sfidare il mister, anche loro stanno facendo un buon campionato. Sarà una bella partita, con il mister ho un ottimo rapporto».

Pescara, casa e identità 

Tornando indietro alla tua carriera da calciatore, si può dire che il Pescara ha rappresentato il capitolo più bello?

«Sì, Pescara è casa mia. La mia famiglia vive lì. Sarà sempre il mio punto d’appoggio».

Il ritorno in biancazzurro

Un legame così forte che poi sei tornato in biancazzurro a distanza di un anno dal tuo divorzio, dopo la breve parentesi al Benevento…

«E’ stato un anno dove noi venivamo dalla retrocessione dalla A alla B. Ci fu un’offerta del Benevento difficile da rinunciare, sia per me che per la società. Però dopo poco sentii il bisogno di tornare indietro. E tornai quando sulla panchina c’era Bepi Pillon, facendo un grandissimo campionato. Sfiorammo la finale play-off. Ho trascorso i migliori anni a Pescara».

Europeo 2016: la vetta della carriera 

Hai vestito anche la maglia della tua nazionale, disputando un europeo nel 2016. Si può definire quel momento l’apice della tua carriera?

«Sì, lì venivo dalla promozione in A con il Pescara e avevamo le fasi finali degli Europei in Francia».

Infatti, per te quello è stato un anno straordinario. Proprio perché prima hai centrato con il Pescara di Oddo la promozione in A. Di quella squadra sei stato uno dei leader. È stata come molti sostengono la voglia di rivincita dell’anno precedente che vi ha permesso di crederci fino in fondo vincendo la volata playoff?

«Di solito le squadre che prendono la batosta l’anno dopo fanno un’annata mediocre. Vedi lo Spezia quest’anno. Noi invece dopo la batosta che abbiamo preso, con quella traversa di Melchiorri a Bologna, siamo ripartiti ancora più forte con la voglia di rivalsa. La squadra era forte, lo si vedeva già a partire dal ritiro. C’era tanto talento».

Il Pescara oggi: cosa serve per risalire

Veniamo all’attualità. Da spettatore e da tecnico, di cosa ha più bisogno il Pescara per uscire da una situazione così difficile?

«E’ difficile dirlo. Il livello della B è alto ora. C’è bisogno di trovare risultati positivi per arrivare a gennaio nel migliore dei modi e fare il mercato».


5-12-2025 Daniele Rossi

La Redazione de La Dolce Vita
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