Sedimenti portuali, la svolta Arpa a Pescara

Metodo Arpa per i sedimenti portuali: sperimentazione a Pescara

Il metodo Arpa per i sedimenti portuali sviluppato in Abruzzo, trova la sua prima applicazione nel porto di Pescara. La nuova metodologia, attualmente in fase sperimentale, punta a migliorare la caratterizzazione dei sedimenti portuali, rendendo le operazioni più rapide, sicure e sostenibili.

In particolare, i tecnici di Arpa Abruzzo hanno presentato il progetto a Ecomondo, la fiera internazionale dell’economia circolare in corso a Rimini. La presentazione è avvenuta durante il convegno “Porto di Pescara: una ricchezza per l’Adriatico”.

Sicurezza ambientale nel metodo Arpa per i sedimenti portuali

Il metodo Arpa per i sedimenti portuali rappresenta un’esperienza unica nel panorama nazionale. Infatti, introduce modalità operative innovative che semplificano la fase di caratterizzazione dei sedimenti. Di conseguenza, consente di accelerare le attività di dragaggio, mantenendo elevati standard di sicurezza ambientale.

Questa sperimentazione nasce dall’esigenza di garantire la navigabilità del porto canale di porto di Pescara. Tuttavia, la particolare conformazione della diga foranea ostacola il naturale deflusso dei sedimenti verso il largo. Per questo motivo, si verifica un accumulo costante di materiali.

Sedimenti portuali e vasca temporanea in banchina

Per affrontare la criticità, Arpa Abruzzo ha adottato una soluzione innovativa. In particolare, ha previsto l’allestimento di una vasca temporanea in banchina. Qui, il materiale dragato viene depositato, campionato e caratterizzato a terra, secondo le procedure previste dalla normativa vigente.

Grazie a questo approccio, le operazioni di dragaggio e le verifiche ambientali procedono in parallelo. Inoltre, la metodologia garantisce continuità alle attività portuali, operando sempre in condizioni di sicurezza controllata.

La riduzione dei costi nel Metodo Arpa per i sedimenti portuali

Il metodo Arpa introduce anche un importante vantaggio economico. Infatti, evita i carotaggi in mare e consente un campionamento diretto a terra. Di conseguenza, i costi di smaltimento dei sedimenti portuali sono diminuiti sensibilmente.

Secondo quanto spiegato dall’agenzia, il costo è sceso da 300 a 50 euro a tonnellata. Pertanto, il risparmio risulta significativo per la gestione complessiva delle operazioni portuali.

Durante il convegno, inoltre, è stata illustrata la composizione granulometrica dei sedimenti del porto di Pescara. Circa il 70% è costituito da argilla e pelite, mentre il restante 30% è formato da sabbia. Questa caratteristica, infatti, influisce sul comportamento idrodinamico e sulla frequenza dei dragaggi.

Metodo Arpa Abruzzo come modello per l’Adriatico

“Il porto di Pescara – ha dichiarato Maurizio Dionisio, direttore generale di Arpa Abruzzo – dimostra che innovare è possibile anche partendo da condizioni complesse. Ed è proprio da qui che può nascere un metodo di riferimento per rendere più efficienti e sostenibili le attività di dragaggio”.

L’incontro si è concluso con l’impegno a proseguire la sperimentazione. Inoltre, Arpa Abruzzo valuterà l’estensione del modello ad altri porti dell’Adriatico, purché presentino caratteristiche morfologiche analoghe.

La Redazione de La Dolce Vita
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