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Nicola Legrottaglie “L’Allenatore di Cristo”

Nato a Gioa del Colle e cresciuto calcisticamente nel Bari, il forte difensore si sposta subito in Toscana alla Pistoiese e poi al Prato, in seguito gioca per Chievo, Reggiana e Modena. Durante questi due anni si fa notare a livello nazionale, debuttando in Coppa UEFA ed esordendo con la Nazionale maggiore nel 2002.
Il grande salto nel 2003 quando viene acquistato dalla Juventus, nel 2011 cambia di nuovo casacca per approdare al Milan, per poi trascorrere gli ultimi anni della sua carriera a Catania.

Nicola Legrottaglie è stato elogiato dagli esperti per i suoi attributi fisici e la sua abilità in aria, rendendolo una minaccia per i calci piazzati. Un giocatore forte ma elegante, eccelleva nelle sfide scivolose e nell’organizzazione di alte linee difensive, dotato anche di una buona abilità tecnica, che gli ha permesso di avanzare a centrocampo. Era anche tatticamente versatile, eccellente nel leggere il gioco e in possesso di un potente tiro dalla distanza. Da giocatore sicuramente una carriera invidiabile, da allenatore vedremo se riuscira’ a ripetersi a questi livelli, di sicuro qualcuno crede in lui. Ancora una scommessa, quella del Presidente del Pescara Daniele Sebastiani, che lo ha chiamato prima ad allenare la Primavera e poi dopo le dimissioni di Zauri, a guidare la prima squadra in questo campionato di serie B.

Legrottaglie oltre alle sue doti tecniche, ha un’arma in piu’, che lo distingue dai tanti giocatori e allenatori italiani, lui ha una fede immensa in Dio.
Ma non e’ stato sempre cosi’,prima dell’incontro con la ritrovata fede, aveva vissuto il bel mondo del pallone con le serate vip, le amicizie sbagliate, gli eccessi, un insieme di atteggiamenti che stavano per rovinare la carriera del giocatore. La Juve, sempre molto attenta allo stile di vita dei propri giocatori, per provare a recuperarlo, lo ha mandato a Bologna e a Siena, dove per fortuna ha ritrovato la retta via, ed anzi oltre a quella ne ha trovata un’altra.

“Le risposte le ho trovate nella Bibbia, in un contatto diretto con Dio. Ho capito che dovevo mettere la mia vita nelle sue mani. Una promessa che gli avevo fatto già quando avevo 13 anni, ma poi avevo dimenticato…Mi sono ricordato nei momenti di difficoltà, quando sembrava che la mia carriera stesse per finire, di quel patto che avevo fatto con Dio: gli avevo chiesto di diventare un calciatore famoso, in cambio lo avrei onorato per sempre. Improvvisamente tutto è cambiato: ho trovato pienezza nella vita, la mia carriera ha ripreso vigore. E ora voglio trasmettere a tutti la parola di Dio”.

Cosa che puntualmente ha fatto, scrivendo anche dei libri che raccontano la sua vita e il suo percorso religioso, ma che affrontano anche alcuni temi scottanti legati alla fede, come la castità e temi etici quali l’aborto e l’introduzione della pillola Ru486.
Da alcuni anni, fa parte attivamente dell’associazione Atleti di Cristo, ed è l’ideatore del progetto sociale e di fede “Missione Paradiso” .
A proposito di missioni, per i tanti tifosi pescaresi, oltre a quella del paradiso, sarebbe auspicabile anche la Missione Serie A.