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NOI E LA RUSSIA

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Ricordo le vecchie cartine geografiche ove la Russia anche sotto l’effige dell’URSS ha sempre fatto parte dell’Europa che ho sempre pensato si estendesse fino agli Urali. Ma ultimamente si fa un gran parlare di questa grande nazione come non facente parte della struttura geografica europea in quanto discordante dal nuovo assetto geopolitico. E comincio seriamente a credere, dati gli ultimi eventi, che ci sia una regia ben precisa atta a impedire una unione europea comprendente anche la Russia che a quanto pare destabilizzerebbe molti argomenti sia britannici che americani oltre che intrinsecamente europei come la messa in discussione della leadership germanica. Il nostro beneamato paese è il “cul de sac” verso il mediterraneo del Nordeuropa oltre che nodo cruciale di controllo da parte degli USA e per questo interessa moltissimo a lorsignori che questo paese non abbia un governo autorevole o una propria autonomia politico-economica. E si vedono i frutti di questo atteggiamento tutti i santi giorni come, accodati ai diktat della UE, degli USA e anche stranamente della NATO, un governo appiedato in regime di alzare le suola decida di espellere due ambasciatori russi in merito alle accuse imposte dal Regno Unito alla Russia per il paventato uso di gas nervino nell’accoppare la spia russa Skripal e sua figlia in Gran Bretagna. E Nicolai Lilin scrittore e saggista italo russo sospetta che gli  hanno colpito questa persona ormai fuori dal giro da anni per creare un solco profondo fra Mosca e l’Occidente in quanto temono come tutte le oligarchie occidentali il libero mercato che, se interessa solo loro va bene, ma se si profila una partecipazione russo-cinese allora le cose si complicano per cui vanno fermati ad ogni costo. Ne testimonia il fatto che le prove del coinvolgimento russo nell’omicidio non sono state fornite dalle autorità inglesi. Siamo di fronte ad una terapia d’urgenza senza alcuna diagnosi a monte. Questo evento mi ricorda molto l’analoga furbata americana ia tempi di Bush quando per attaccare il regime di Saddam Hussein in Iraq e destabilizzare la regione il segretario di stato Colin Powell mostrò la provetta di veleno o guerra batteriologica che il leader iracheno avrebbe usato contro la popolazione. Per non parlare della guerra contro Gheddafi voluta dai francesi sotto Sarkozy per paura di un possibile ricatto da parte del leader libico per aver fornito fondi alla sua campagna elettorale. E tutti a favore della decisione del premier francese soprattutto sapendo della forte amicizia del nostro premier col paese libico che poteva tranquillizzarci sia dal punto di vista energetico che immigratorio. Ma tant’è ed il ricordo dello sperticato Giorgio Napolitano a favore dell’intervento viste le sue amicizie internazionali e molto meno verso il nostro paese non fa che aggiungere acqua al mulino di quella politica destabilizzante che deve subire il nostro paese fin dalla fine della 2° guerra mondiale per merito soprattutto britannico(Winston Churchill) come da notizie venute alla luce da archivi secretati per anni. E tutta la nostra sinistra, giustamente e finalmente rimandata a casa dopo il 4 marzo, non ha fatto altro che gli interessi della globalizzazione, finanza corrotta , dei vari George Soros et similia. Ma se facciamo i bulli con Putin che checché se ne dica è una vera potenza in grado di combattere il terrorismo islamico in quanto da secoli ci confina e baluardo in difesa della cristianità oltre che un grande importatore dei nostri prodotti vista la sofferenza del nostro export dopo l’embargo cui ci hanno sottoposti(suicidio geopolitico-economico) come mai ci siamo comportati da vili sudditi accondiscendenti da tappetino rosso verso il sultano turco? Il signore in questione ha impedito alla nave Saipem 12000 dell’ENI di operare nel mare grego-cipriota dopo accordi col paese sotto minaccia di navi da guerra di Ankara mentendo un diritto della parte turco-cipiriota ad appropriarsi delle risorge energetiche dei fondali. E la nostra nave è stata costretta ad abbandonare il territorio. Nel contempo forniamo al satrapo turco miliardi per tenere a bada l’immigrazione che grossi risultati non dà e stendiamo il tappeto al suo passaggio con giornaloni e media dalla sua parte non alzando nemmeno un refolo di indignazione verso chi usa repressioni sanguinarie in patria, flirta con gruppi terroristici all’estero ci minaccia con l’onda immigratoria. Ma facciamo il gradasso con Putin che dimostra un atteggiamento più democratico verso di noi. Per fortuna che in Europa ci sono l’Austria e la Slovacchia che si sono rifiutati di espellere gli ambasciatori russi e qui da noi in Abruzzo il sindaco dell’Aquila Biondi che ha deciso di andare in Russia per stringere rapporti commerciali sull’ Hi-Tech ricordando che lo stesso Putin è stato uno dei pochi(altri solo chiacchiere) che dopo il terremoto aquilano ha foraggiato a suon di milioni la ricostruzione di importanti edifici della città. Se non ritorniamo ad una pur minima sovranità saremo perduti come italiani ma questo non importa molto visto che l’Unità del paese, pur ricordata e festeggiata, non si è mai inverata come d’altronde era nelle stesse intenzioni dei massoni francesi e delle truppe garibaldine all’assalto dei tesori del Sud. Una vero peccato!!

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