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Non datevi troppe … arie

LUCIANO X SITO

Per meteorismo s’intende un eccesso di gas intestinale che porta a “pancia gonfia” e distensione dell’addome con un fastidio che può trasformarsi in spasmo (dolore): colpisce il 10% degli italiani. Fisiologicamente nel nostro intestino sono presenti dai 100 ai 150 ml. di aria divisi tra ossigeno, azoto, idrogeno, monossido di carbonio e metano; questi gas sono normalmente prodotti dal nostro organismo nella fase digestiva e le pareti intestinali hanno la capacità di riassorbire l’aria prodotta re immettendola in circolo, per poi eliminarla con la respirazione. Mediamente in una giornata si eliminano dai 400 ai 1800 ml di gas; il cattivo odore invece è indotto da altri gas presenti, in piccola quantità, quali anidride solforosa, acido solfidrico, scatolo e indolo. Quando le quantità del gas prodotto, sono in eccesso, il processo di “smaltimento” non può essere svolto solo fisiologicamente e parte rimane nel nostro intestino dando quella “brutta” sensazione di disagio; a questa quantità di gas possiamo aggiungere anche una parte di aria ingerita durante i pasti (aerofagia) e causata, maggiormente, da cattive abitudini alimentari (parlare durante il pasto, masticare gomme, eccesso di bevande gassate o frullati) o a causa di alimenti che determinano fermentazioni intestinali (lenticchie, fagioli, ceci).

 

I carboidrati giocano un ruolo fondamentale nella produzione di gas soprattutto quando le quantità ingerite sono abbondanti (vedi dolci!); non sono da dimenticare neppure le intolleranze alimentari (lattosio e glutine) che portano a un’iper-produzione di gas intestinali e successiva comparsa di disturbi all’alvo (stitichezza alternata a diarrea). Dalla composizione chimica dei gas prodotti si può risalire alle cause: presenze maggioritarie di azoto fanno protendere all’aerofagia, se invece abbiamo, una cospicua quantità d’idrogeno e anidride carbonica, di tratta di malassorbimento dei carboidrati con iper-fermentazione batterica e contaminazione dell’intestino tenue. Per intestino intendiamo l’ultima parte dell’apparato digerente (segue allo stomaco e sbocca all’esterno nell’orifizio anale) e viene anche definito, per la ricca presenza di un vero e proprio sistema nervoso enterico, come “secondo cervello”: rilascia serotonina (neurotrasmettitore che regola l’umore) che svolge l’azione di mediatore tra intestino e cervello; lo scambio tra questi due apparati è così cospicua che è stato calcolato pari al 90% dello scambio totale, questo porta a scatenare segnali di allarme e sensazioni di malessere. Soggetti particolarmente emotivi e ipersensibili riportano quindi questa condizione di stress fino ai villi intestinali.

 

L’apparato enterico si presenta come un lungo tubo di circa 8 metri, ripiegato, più volte su se stesso, è distinto in due parti: intestino tenue (5 mt.) e intestino crasso (colon) definiti nella medicina tradizionale cinese come due elementi: “fuoco” e “metallo”. E’ ricoperto da ben 400 specie batteriche diverse deputate a svolgere tutte le attività digestive; se ipoteticamente si srotolassero villi e microvilli intestinali otterremo una superficie pari a 300 metri quadrati. Quando i microrganismi dell’intestino crasso aumentano a dismisura possono contaminare l’intestino tenue con aumento dei fenomeni fermentativi e putrefattivi e … conseguente gonfiore addominale. Il Breath Test è un esame, molto semplice, per diagnosticare un’anomala crescita batterica nell’intestino tenue: misura la concentrazione dell’idrogeno dopo l’assunzione di glucosio (zucchero) e permette in caso di meteorismo di eseguire una strategia dietetico-alimentare ad hoc e, in alcuni casi, consigliare una terapia farmacologica. Quando questo “problema”, non è più un sintomo passeggero ma, diventa una costante quasi giornaliera, bisogna rivolgersi a un gastro-enterologo perché un rimedio “fai da te” non è consigliabile, data la varietà e la complessità della materia; entrano in “ballo” troppi elementi e la sola “sensazione” personale non basta a diagnosticare … personalmente lo stato di quello che a tutti gli effetti è diventata una malattia.

 


Spesso rimedi “inadeguati” aggravano in maniera considerevole quello che, ben diagnosticato, si può risolvere in poco tempo e con risultati soddisfacenti. Importante è non confondere il gonfiore addominale fisiologico, come quello delle sindromi premestruali o dovute dalla menopausa, da quelle patologiche: fibrosi cistica, gastroenterite, intolleranza alimentare, intestino irritabile. Nel caso d’intolleranze (glutine e/o lattosio) è inefficace l’utilizzo di lassativi e/o prodotti a base eteropolisaccarida (vedi fibre!) perché oltre a non dare “buoni” risultati addirittura favoriscono il meteorismo. Tisane, carbone vegetale, bio-tavolette e quant’altro sono dei “rimedi” momentanei e non la risoluzione al problema. Per ultimo ma non da ultimo, oltre che poco “elegante”, è “controproducente” fumare durante i pasti: aumenta notevolmente la quantità di aria nell’organismo sommandolo … a quello ingerito con i pasti.

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