Numero 1 in edicola: il 15 ottobre 1998 La Dolce Vita arriva a 2.000 lire. Copertina Piero Di Carlo e notti pescaresi.
Numero 1 in edicola: La Dolce Vita (ottobre 1998)
C’è un momento in cui una rivista smette di essere voce di nicchia e diventa appuntamento di città. Per La Dolce Vita quel momento fu giovedì 15 ottobre 1998: numero 1 in edicola, prezzo 2.000 lire, testata “di Pescara e dintorni”. In copertina il sorriso in camice bianco di Piero Di Carlo e una promessa dal sapore di casa: “torno alle origini”. Dentro, l’aria di quel tempo: un dossier sulla Warner Bros a Montesilvano, le notti calde pescaresi, un passaggio degli 883 a Silvi, il malumore dell’Università per «tasse altissime e pochi servizi». Riaprire oggi quelle pagine significa rivedere una città curiosa, rumorosa, desiderosa di raccontarsi.

Piero Di Carlo, “Sono pronto per un figlio, non per una moglie”
Nell’intervista firmata Marzia Falcone, Di Carlo – 35 anni, studi di giurisprudenza, diploma all’Accademia “La Scaletta” – ripercorre la gavetta fra palcoscenico e tv: da “Drive In” a “Stasera mi butto”, “Serata d’Onore”, fino a “Fantastico” con Enrico Montesano. Racconta la parte appena girata con Carlo Verdone (Gallo Cedrone) e un lavoro in arrivo con Giorgio Panariello. L’ambizione, però, resta chiara: condurre un programma tutto suo.
Ci sono frasi che fotografano un’epoca. «A Pescara essere alla moda vuol dire seguire quello che fanno venti persone», dice con l’ironia di chi la vive ogni giorno. E un aneddoto che resta: «Vittorio Gassman non mi volle con lui in un film: disse che ero troppo alto». Al netto delle cronache rosa – che nelle pagine successive riepilogano i nomi che lo affiancarono sui settimanali – Di Carlo preferisce il contatto dal vivo: con il pubblico, dice, si sente davvero a casa.
Il servizio fotografico di copertina dà senso a quel titolo: “Fornaio per un giorno”. Di Carlo rientra nel laboratorio di via Gobetti a Pescara, rimette il camice e posa fra impasti e teglie. È un ritorno affettuoso: «Ho accettato volentieri questo gioco per salutare i miei genitori e il lavoro da cui vengo». Un “torno alle origini” letterale.

La città vista dal nostro teleobiettivo
Le pagine di “Guarda chi c’è in giro” restituiscono il clima con cui Pescara entrava nell’autunno. Clarissa Leone, 18 anni, posa con eleganza e ambizione; in platea, Antonio Del Giudice de Il Centro e Lorenzo Labarile di Teleabruzzo valutano le miss. C’è uno scatto che fa sorridere: Peppe De Cecco colto “bagnato” al momento giusto.

Nel frattempo la notte continua a mescolare mondi. Milo Vallone e la Sirena si danno appuntamento fra pizza, teatro e progetti, mentre al Balena Bianca l’aria “american style” di Natalino Zanni si fa ritrarre come in un fotogramma. Gianluca Pompa sfreccia con la sua Vespa; più in là tre volti che l’Abruzzo conosce bene – Mrs Forest, N’Duccio, Gabriele Cirilli – vengono pescati a tavola, in pausa fra uno spettacolo e l’altro. Al Cutty Sark riparte la stagione: Maurizio Cagliardi e Alessandro Cavaliere modellano la domenica tra “contesse” e dance music. E nelle pagine costume compare anche Cinzia Trabucco, la “segretaria in sauna” del Maibò: una foto, un’epoca.

Lo sport attraversa tutto. Enrico Rocchi e un giovane Massimiliano Allegri sono immortalati in un rito scaramantico per il Pescara Calcio; Gianni Melilla saluta dalla Vespa “morettiana”, in pieno clima elettorale. E c’è persino la “gara del caffè” tra Vincenzo Del Colle e Antonio Falconio: politica e piccoli gesti, sorseggiati come si faceva allora.

Il racconto continua fra addii al nubilato in via delle Caserme, staff di palestra premiati al Flash Game ’98 (sul podio Aldo Zenobi e Simona Roccetti), sorrisi di Luciana con Daniele Buta e l’amico Remigio, Giulio Delfino e Cosma Ricci che costruiscono musica “minuto per minuto”. C’è anche lo scatto che fece discutere: Andrea Potenza, voce de La Fabbrica, in una foto “scandalo” che nel ’98 rimbalzava di tavolo in tavolo. E una nuova etichetta in consolle: “Florindo dance” con Florindo Testa.
Numero 1 in edicola: perché rileggerlo oggi
Perché in quelle pagine c’è una città intera: i sogni sul palco e dietro il bancone, i locali che accendevano le notti, le facce che oggi riconosci per strada. Il numero 1 in edicola a 2.000 lire non è solo nostalgia: è un promemoria di energia civica.
Se riconosci un volto, un locale, un frammento di te, scrivilo nei commenti. La nostra rubrica continua: la prossima domenica torneremo dentro quel 1998, con altre immagini e altre storie. Perché certe stagioni non finiscono: si raccontano.

