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NUOVO FASCISMO ANTIFASCISTA

FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2Ricordo nei vissuti giovanili degli anni ’70 quando si scontravano in piazza il Fronte della Gioventù(destra) con la FGCI(federazione giovanile comunista italiana) e giù botte, catenate(famosi i “Katanga” con chiavi inglesi spacca-cranio, di cui Mario Capanna fu leader) animati da una contrapposta ideologia che a livello dei salotti dava luogo ad una elegante dialettica quando nelle tribune politiche di Zatterin si cimentavano i vari Natta, Berlinguer, Pajetta, con i conservatori alla Malagodi o Almirante che dando dell’”ignorante” all’avversario specificava elegantemente nel senso che “lei ignora, non sa”. Ed era veramente costruttivo il confronto senza alcuna acredine o soverchieria o facilona arroganza che potesse mentire una carenza di base culturale vissuta. E mai avrei immaginato, anche se ho sempre nutrito qualche dubbio viste le spinte destrutturanti della scuola negli ultimi decenni, si potesse arrivare a scontri verbali e fisici da ring o da balera portuale dai nostri politici negli attuali talk show mediatici. E con grande amarezza devo constatare che non solo si rileva una diversità “qualitativa” ma ciò che mi preoccupa di più è quella sproporzione “quantitativa” fra il regime vigente e la sua opposizione. Nel primo dopoguerra vi erano le forze rigeneratrici in un paese malmenato dalla sonora sconfitta e tuttavia con una opposizione “controllata” ma mai devastante e culminata con un “Compromesso storico” sempre funzionante anche se mai legalizzato, come il “centrosinistra”, ove il centro democristiano preponderante allargava le sue maglie ad una sinistra berlingueriana in un’allegra conventicola che nel frattempo costruiva un debito pubblico di tutto rispetto ma che mai proibiva il sogno dell’”ascensore sociale”. E in cabina elettorale si contavano solo numeri anche molto vicini a volte con risultati sul fil di lana. Oggi tutto questo è scomparso! Tramontata la contrapposizione ideologica novecentesca destra-sinistra che aveva una sua ragione storica, politica, religiosa, sociale assistiamo ad uno scontro fra Davide e Golia dove il primo è rappresentato dalla volontà di mantenere una naturale identità mentre il secondo accoglie tutte le istanze di quei poteri forti, mondiali che desiderano una molto ristretta oligarchia che governi la gran massa del genere umano non secondo criteri di spiritualità cattolica, sufi, tantrica, buddista bensì secondo il solo criterio economico  che uniforma e non ammette differenze naturali. E si comprende la grande disparità degli eserciti. Come argomenta in maniera intelligente il saggista Stenio Solinas in un suo articolo “..nel primo quindicennio repubblicano il ricordo di ciò che si era stati e il desiderio di essere qualcosa di diverso trovarono un proprio equilibrio proprio nel fatto che a rappresentare il nuovo c’era spesso e volentieri un laudatore del vecchio di modo che l’accusa di strumentale di fascista rischiava di ricadere sulla testa dell’antifascista di fresco conio che l’aveva pronunciata..”. ed è proprio la polemica di questi giorni su una strada a Roma da intitolare a Giorgio Almirante che riporta in auge questa grande verità che nell’anima ha la “damnatio memoriae” che fa del periodo fascista non un periodo storico della nostra nazione ma una bottega del Male contrapposta alla Bontà del sol dell’avvenire. Cosicché il “potere rosso” prende il post id quello “nero” ma pur sempre di totalitarismo si tratta. Ed il giornalista ricorda che Almirante fu un politico di tutto rispetto che omaggiò i funerali dei suoi avversari e da essi fu ricambiato e che la odierna schizofrenia storica fa finta che il fascismo non faccia parte della nostra storia se non in quell’ottica del “Male assoluto” che soddisfa le “anime belle” ma che annichilisce la nostra memoria ed il significato di un periodo ricco nell’arte, letteratura, architettura, filosofia che senza il fascismo non esisterebbe. Manteniamo tutte le vestigia di un’Italia risorgimentale con i suoi simboli, i suoi palazzi ma neghiamo un “ventennio” di cui non dovremo oltremodo vergognarci viste anche tutte quelle riforme che hanno decretato un notevole progresso sociale specie nella tutela del lavoro e della salute. I nomi per piazze e vie dello stivale non sono mai stati scelti per correttezza storica ma solo per lottizzazione partitica e questo non è un vanto per il nostro paese da sempre diviso fra faide, guelfe e ghibelline, e mai accomunati da un comune senso civico. Ne sono prova le decine di targhe dedicate a Lenin ma una sola a Montesilvano dedicata a David Eisenhower il presidente degli Usa che comandò gli sbarchi in Europa e ci liberò dal dominio nazifascista. Per non parlare della numerosa toponomastica intitolata a Marx, Vietnam, Che Guevara, maresciallo Tito, Unione sovietica, Mao Tze Tung, Stalin, Togliatti(di cui si sono vergognati anche i russi riportando la Togliattigrad al primo nome di San Pietroburgo nonostante il vanto della sua cittadinanza sovietica) tutti appartenenti alla “fate bene fratelli”, cui fa da contraltare la mancanza dei Bettino Craxi o degli Enzo Tortora. Per non parlare del delinquente Carlo Giuliani che cercava solo di ammazzare un carabiniere e che si ritrova dedicata un’aula parlamentare. Sta di fatto che chiunque provi a mettersi contro l’orda mondiale del “turbocapitalismo” per definirlo alla Fusaro, viene letteralmente “annegato” da insulti, velenosi tweet, campagne mediatiche devastanti a tutto campo perché il “dissenso” non è più accettabile. Vedete che campagna di odio si è scatenata verso questo nuovo governo che bene o male sta cercando di risollevarsi dal silenzio cui è stato costretto per anni dal “Global Centre”. E la copertina ultima dell’ “Espresso” con la foto del sindacalista italo ivoriano Aboubakar Soumahoro(ultimo idolo della sinistra) accanto a quella di Matteo Salvini con la scritta “UOMINI e NO” col sottotitolo “Il cinismo, l’indifferenza, la caccia al consenso fondata sulla paura (il secondo). Oppure la ribellione, morale, l’empatia, l’appello all’unità dei più deboli (il primo). Voi da che parte state?”. Ecco siamo arrivati a questo punto cioè e sufficiente un solo refolo di raziocinio per modificare il traffico illegale di esseri umani che il nostro caro settimanale del Monsignor De Benedetti, grande esponente dell’establishment salottiero e globalista che raffigura il volto di Salvini come il peggiore sterminatore di popoli alla pari di Hitler o Stalin. Siamo allora in una condizione non più modificabile? E cosa vuol dire negare il dissenso o il puro confronto dialettico? E’ questa secondo me la più grande guerra mondiale che stiamo combattendo da una parte il Moloch destrutturante uniformante dall’altra chi crede che ogni costruzione si basa su fondamenta e non sulla sabbia, sabbia che ha oramai riempito il cervello dei nuovi essere pensanti, miti e ossessi compulsori di piattaforme virtuali che impiegano vie innaturali nella creazione del sé. E’ questo il nuovo vero terribile fascismo non più “manu militari” ma “manu verbi” come la “Google’s Ideological Echo Chamber”( Camera dell’eco ideologica di Google) denunciata dal brillante ingegnere, ex Google in quanto licenziato, James Damore. In un documento di 10 pagine ha descritto come funziona l’ambiente digitale di Google e la camera dell’eco è efficace espressione che rivela come idee o opinioni, pur molto personali, ripetute migliaia di volte all’interno del sistema assumono la forza per diventare “verità assolute”.  E se Damore si permette di dissentire affermando che donne e uomini hanno diverse caratteristiche neurofisiologiche e comportamentali e debbano ricoprire ruoli diversi entrambi importanti ecco che questa semplice e naturale constatazione si scontra con la programmazione dello chef executive dell’azienda, Sundar Pichai, in quanto introdurrebbe “stereotipi dannosi e affermazioni non corrette sul gender”, e decretando il suo licenziamento. E Damore conclude che “..la sicurezza psicologica si basa sul mutuo rispetto e sull’accettazione reciproca, perché utili sono anche i pregiudizi di destra o di sinistra ma sfortunatamente la nostra cultura dell’offesa e della discriminazione non è rispettosa e non accetta nessuno al difuori della camera dell’eco..”. E l’ossessività del politicamente corretto tanto caro alla sinistra, traslata bellamente dal popolare al totalitario, ovviamente non è di solo pertinenza googoliana, ma in compagnia con altre grosse aziende del totalitarismo digital-mediatico, come Amazon, Microsoft, Tesla, grossi gruppi bancari come Rothschild che possiede 500 trilioni di dollari e che da qualche secolo sono proprietari di tutte le banche del mondo e capaci di finanziare qualsiasi guerra sin dai tempi di Napoleone. Capite bene che questa sembra una tappa obbligata verso quel “transumanesimo” che annienterà del tutto la natura umana come l’abbiamo vissuta fino ad oggi.  Vi sta bene? Continuate a frequentare i circoli arcobaleno e i gay pride. A me no!

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