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Obesità e sovrappeso

Uno dei problemi più comuni tra quelli correlati al moderno stile di vita è il sovrappeso. Recenti studi scientifici hanno dimostrato che i rischi per la salute provocati da un eccesso di grasso corporeo non sono solo legati ai gravi problemi dell’obesità, ma sono associati anche ad un aumento di peso relativamente ridotto.
L’obesità e il sovrappeso sono problemi gravi e, tra i principali fattori chiamati in causa, si segnalano in primo luogo lo stile di vita sedentario e il diffondersi di comportamenti alimentari volti al consumo di cibi ad alto contenuto calorico. Si tratta di fattori in parte riconducibili a delle scelte individuali e in parte fortemente influenzati da complesse dinamiche collettive che coinvolgono ampi settori della società. Infatti si considera quasi normale essere in sovrappeso o per lo meno non ci si fa più caso, a parte però in quel periodo dell’anno in cui si ripongono negli armadi i pesanti indumenti invernali che in qualche modo camuffavano le rotondità addominali e ci si ritrova con il problema di “rientrare” nei più leggeri vestiti estivi che, anno dopo anno, sembrano diventare sempre più stretti.

E’ allora che scatta la ricerca di diete miracolose o di esotiche pratiche estetico-motorie che quasi mai portano a risultati concreti. Fortunatamente non tutti prendono parte a questi riti periodici che nascono dalle suddette dinamiche collettive; più semplicemente molti individui si adoperano empiricamente limitando l’assunzione calorica giornaliera attraverso una riduzione dell’alimentazione e associando dell’attività fisica allo scopo di aumentare il dispendio calorico giornaliero. Anche in questo caso però spesso i risultati sono deludenti, infatti la riduzione eccessiva dell’apporto calorico costringe l’organismo a mettere in atto strategie difensive tali da abbassare la propria richiesta metabolica. Una dieta ipocalorica fa sicuramente dimagrire nell’immediato, ma se si torna a mangiare come prima l’organismo, che si era adattato a farsi bastare meno cibo, accumula le calorie in eccesso sotto forma di grasso. Il nostro corpo non è una macchina e non si comporta come tale, è piuttosto un complesso sistema vivente che elabora ciò che mangia e non lo trasforma unicamente in energia. Detto questo non basta considerare la quantità di cibo e di calorie, bisogna tenere conto della tipologia degli alimenti o meglio ancora degli effetti che essi hanno sull’organismo come per esempio la diversa risposta ormonale che sollecitano.

Se ad esempio si paragonano carboidrati e proteine che dal punto di vista calorico possono risultare uguali, perché entrambi apportano all’organismo lo stesso numero di calorie per grammo, essi non lo sono dal punto di vista ormonale in quanto i carboidrati stimolano l’insulina, mentre le proteine stimolano il glucagone, che hanno effetti contrapposti per quanto riguarda i depositi di grasso del nostro corpo. Inoltre la denutrizione calorica costringe l’organismo ad utilizzare le proteine corporee per soddisfare le proprie necessità energetiche, con conseguente perdita della massa muscolare, ma minore è la muscolatura in un individuo è minore sarà il suo metabolismo basale e quindi si avrà la necessità di introdurre ancora meno calorie per poter continuare a perdere peso. Si innesta così un circolo vizioso negativo. In definitiva intervenire in maniera semplicistica sull’alimentazione non è la strada giusta per mantenere sotto controllo il peso corporeo.

La stessa cosa si verifica per quanto riguarda l’attività fisica: oggi c’è l’imbarazzo della scelta e quasi ogni anno ormai vengono proposte nuove discipline: dall’aerobica allo step, dal pump allo spinning e poi al walking e perché no pilates e zumba per giungere al CrossFit; ben vengano tutte queste attività se invogliano le persone a fare attività fisica scegliendo quella che più piace, ma se consideriamo un discorso funzionale al dimagrimento dobbiamo considerare che il corpo umano non brucia lo stesso tipo di carburante per produrre l’energia necessaria al movimento: in particolare tutte quelle attività caratterizzate da prestazioni intense in tempi rapidi, richiedono l’utilizzo dei carboidrati accumulati nei muscoli sotto forma di glicogeno per produrre l’energia necessaria, e vengono definiti lavori anaerobici come ad esempio la corsa veloce, il sollevamento pesi, la bicicletta in salita…. e anche i circuit-training tanto di moda attualmente in palestra che andrebbero eventualmente calibrati individualmente riducendo comunque l’intensità degli esercizi a favore della durata, invece attività a bassa intensità e lunga durata permettono di “bruciare” direttamente i grassi di deposito con conseguente calo ponderale, e sono definiti lavori aerobici, tra cui i più praticati sono ad esempio: la camminata, la corsa , il ciclismo, il nuoto a bassa intensità, lo sci di fondo, la cyclette e il tapis roulant…

Il vantaggio inoltre di queste attività è che possono essere praticate con meno controindicazioni da tutti, senza particolari limiti, ma solo calibrando gli sforzi in base a età, peso, condizioni di salute. E’ da ricordare comunque che anche praticando l’attività fisica più idonea non è quasi mai possibile ottenere risultati soddisfacenti e duraturi in poco tempo. Volendo ad esempio considerare la corsa come attività sportiva di riferimento si deve sapere che in un ora di allenamento vengono mobilizzati circa 25 – 30 grammi di tessuto adiposo, quindi allenandosi 4 volte a settimana ci vogliono circa dieci settimane per dimagrire di un chilo a patto però che si mantenga una un alimentazione adeguata all’allenamento. In conclusione sarebbe opportuno alimentarsi e praticare attività sportiva in maniera corretta e costantemente per rimanere sempre in forma ed in salute.

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