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OMICIDIO MONIA DI DOMENICO, L’AUTOPSIA RIVELA: E’ STATO FATALE IL TAGLIO ALLA GOLA

Oggi è la giornata del dolore per i famigliari e gli amici di Monia Di Domenico, psicologa di 45 anni, uccisa nel suo appartamento di Francavilla, dal suo inquilino per due mensilità di affitto non pagate.

Si celebreranno oggi, alle ore 14.30, presso la Chiesa Spirito Santo del bivio di Corropoli i funerali della psicologa. Un ultimo saluto, che i genitori vogliono si svolga in forma privata e ristretta: “solo per gli amici più intimi” hanno comunicato i famigliari, addolorati per la perdita della loro unica figlia. La lunga autopsia di sabato pomeriggio sul corpo della donna ha chiarito la causa della morte: il taglio alla gola, che ha lacerato la giugulare destra. Colpo mortale, per l’accusa, infertole dal suo inquilino Giovanni Iacone, cuoco di 48 anni nato a Firenze e residente a Ponte Buggianese di Pistoia, arrestato dopo l’omicidio dai carabinieri, agli ordini del maggiore Federico Fazio. Dall’autopsia, durata sette ore e condotta dal professore dell’Università di Chieti Christian D’Ovidio, è emerso inoltre che la donna è stata colpita ripetutamente sulla testa: 16 volte con il sasso ornamentale. Ma è stato il taglio sul collo, che ha reciso la giugulare destra, a determinarne la morte. L’omicidio di Monia Di Domenico si sposta ora nelle aule di giustizia, seguendo norme e dettagli esclusivamente di natura procedurale. L’esame autoptico sembra però aggravare la posizione dell’imputato, che resta nel carcere di Madonna del Freddo a Chieti su disposizione del Gip del Tribunale di Chieti, Antonella Redaelli. Per lui il Pm Giuseppe Falasca, ha formulato l’accusa di omicidio volontario, aggravato dai futili motivi. Tesi che troverebbe supporto anche dall’autopsia condotta sabato, secondo cui sarebbe stato Giovanni Iacone a colpire la donna al collo con un oggetto di vetro, che gli avrebbe causato anche una profonda lesione al palmo della mano sinistra, ricucita con dieci punti di sutura. Con quanto emerso dall’esame autoptico si fa più difficile per la difesa sostenere la teoria dell’omicidio preterintenzionale. All’autopsia ha partecipato comunque anche un consulente di parte, il medico legale Valerio Baldassarre, nominato dall’avvocato Emanuela De Amicis, difensore di Giovanni Iacone. Baldassarre ha chiesto alla difesa di richiedere l’avallo al giudice per un’ulteriore sopralluogo sulla scena del crimine. “Attendiamo ovviamente – ha precisato il consulente nominato dalla difesa – che il medico legale nominato dalla Procura, il professor D’Ovidio, depositi la sua perizia per poi formulare le nostre contro deduzioni, ma quello che è certo è che per chiarire la dinamica esatta, occorrerà un’ulteriore sopralluogo sulla scenda del crimine, perché non è stata trovata l’arma delitto”. Non ci sarebbero invece dubbi sull’arma del delitto per gli inquirenti, che hanno effettuato i rilievi, ne’ per l’accusa.

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