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Ottusità, di Arcadio Damiani

Diceva Einstein “Due cose sono infinite: l’Universo e la stupidità umana, ma riguarda
l’universo ho ancora dei dubbi”. E nemmeno io ho dubbi, non sull’Universo ove non
sarei minimamente all’altezza, sull’infinito della stupidità umana. Sono sempre più,
infatti, le persone che si fossilizzano nelle proprie idee e non sono disponibili ad un
confronto. Mi reputo sostanzialmente un “liberale” e so benissimo che la verità è un
concetto molto aleatorio ed indistinto anche se ha un suo nocciolo che va tuttavia
costruito, e valido fino a prova contraria, solo nell’ambito della dialettica del
confronto fra diverse vedute. Altrimenti è pura ideologia e fede, pur restando fermi
che nessuno è scevro da pregiudizi a prescindere dalla sua intelligenza o apertura
mentale! In un contesto di sovraccarico informativo, molti pensano di sapere non
sulla base di una competenza acquisita ma di qualcosa che è percepito come “vero”
solo perché “piace”. Ed anche qui si potrebbe aprire un’ampia parentesi su cosa sia
il piacere, se una necessità interiore o se solo una moneta di scambio con il resto del
mondo e credo che la maggioranza oggi persegua il secondo obiettivo più propensa
alla scelta della carrozzeria che alla qualità del motore, grazia alla scuola che non
istruisce, alla incessante pubblicità e al web che fa tutto il resto. Si tende a
“distorcere”, interpretare male o addirittura a ignorare fatti che non collimano col
nostro giudizio “soggettivo” e senza accorgercene quando acquisiamo nuove
informazioni attribuiamo maggiore credibilità a quelle che confermano le nostre
credenze e a sminuire quelle che la contraddicono. Ma essendo in piena era tecno-
scientifica dimentichiamo con leggerezza che il metodo scientifico ha i suoi paletti
invalicabili, il suo diritto di legge, e cioè che un esperimento ha tutta la sua
momentanea validità se è riproducibile a qualsiasi latitudine fino alla sua
confutazione. E per non andare in “dissonanza cognitiva” molte persone colmano
la loro disinformazione cristallizzandosi su quanto credono e non accettando alcuna
verifica. Per questo il livello raggiunto dalla stupidità umana è oggi così alto! Lo
stupido ama preservare la sua identità personale confermando le idee del gruppo
di appartenenza ed attuando una “censura preventiva”, negando realtà e prove
“disturbanti”. Questa è una delle peggiori “trappole” della mente un autoinganno
che non tende a scalfire il proprio senso di autostima: basta ignorare le prove
contrarie! Ma solo l’istruzione e la conoscenza possono demolire l’ignoranza e
sono le uniche armi a disposizione di chi cerca la verità in qualsiasi campo. Nei secoli
sono state comunemente accettate idee che poi si sono dimostrate vere e proprie
sciocchezze. Occorre ritrovare la forza di non essere intuitivi ed emotivi ma logici e
riflessivi. E anche Gesù, consapevole della natura umana, disse che “per conoscere
la verità che rende liberi occorre rinnegare se stessi”. Ed allora perché tanto
accanimento verso questo “Maestro” abbandonando sempre più i suoi
insegnamenti, immersi in un relativismo che non luce da nessuna parte, e con nuovi
maestri che non hanno regola alcuna da condividere? Fede o meno non si
comprende perché questo messaggio dei vangeli sia rimasto nel cuore dell’uomo
dopo venti secoli di storia. Non forse perché avrebbe nelle Sue righe un briciolo di
Verità, inalterata nel tempo al contrario di tante altre fedi ideologiche che hanno
dimostrato ampiamente nella storia la loro fallacia? Ma non possiamo più parlare di
esempi una tantum di questa mancanza di “riflessioni costruttive” perché oramai
viviamo immersi in un pressapochismo diffuso ove la logica riflessione è caduta in
forte minoranza ed è proprio nel rispetto delle “minoranze” che mi pregio di
appartenere ad esse. Il caso di Vincenzo Muccioli riportato alla memoria in un film
a lui dedicato “SanPa” che ha suscitato non poche polemiche fra sostenitori e
detrattori visto che la pellicola sembra elaborata soprattutto dai secondi. Paolo
Villaggio si espresse, avendo avuto un figlio nella Comunità di San Patrignano, in
maniera “tranchant”, “Muccioli ha fatto quello che noi padri progressisti non
abbiamo avuto il coraggio di fare”. Ed il figlio Piero, dopo la sua “dipendenza” e la
sua permanenza in quella Comunità, ha oggi una famiglia e un lavoro e dice “Ha
commesso tanti errori, spesso ha esagerato, ma aveva ragione, credetemi”. Certo
Muccioli aveva il ruolo del “patriarca” stampato sulla carne, seguiva tutti i ragazzi
uno per uno e quando li accoglieva metteva subito in chiaro le regole “Se volete
andare via, io non vi lascerò andare via”. Come un padre con i suoi figli. E sulla
paternità, come osserva Francesco Borgonovo, aveva costruito tutto il suo sistema:
rigida organizzazione verticale basata sulla disciplina, sul lavoro e sull’ordine. Non
dimentichiamo che Muccioli ha edificato il suo modello alla fine degli anni ’70, in
piena contestazione, quando la figura del “padre” era al tramonto con orde di
giovani ed intellettuali che preferivano una società “orizzontale” con meno regole ed
in apparenza più libera. E di che libertà si trattasse lo abbiamo scoperto negli anni
successivi in cui la droga ha continuato a diffondersi, i rapporti fra genitori e figli non
sono certo migliorati e l’approccio “materno”, oggi così diffuso ha solo prodotto
tanta fragilità. Certo può accadere che il sistema verticale produca le sue vittime,
come successo (un solo caso di omicidio in una comunità di 3000 delinquenti, ci
starebbe) ma quanti ne sono usciti in piedi e rinnovati nonostante botte, catene e
umiliazioni? E può darsi che i buoni borghesi, quei figli reietti e schiavi della droga
non li volessero intorno, come la latitanza delle istituzioni dello Stato nella lotta agli
stupefacenti, e San Patrignano non li ha nascosti, li ha accolti! Ed ha fatto il “lavoro
sporco” che altri non si sono sentiti di fare, neanche le altre comunità di recupero. A
San Patrignano arrivava la peggiore feccia della tossicodipendenza con
prostituzione, spaccio, furti ed anche omicidi alle spalle. Red Ronnie è tra i
protagonisti della serie “SanPa” ed il suo giudizio peraltro è piuttosto positivo verso
la comunità di Muccioli ove sono state salvate migliaia di persone date per spacciate
anche dai loro genitori, grazie anche all’opera di maria Antonietta Muccioli e del
figlio Andrea. E ricorda che la famiglia Muccioli ha regalato alla comunità i loro
terreni, le loro case e tutto ciò che hanno costruito; a loro sono rimaste solo le
eccellenze dei prodotti della comunità, vini, cavalli, carte da parati. Ed il figlio
Andrea ha portato a termine i sogni del padre creando un ospedale divenuto un
eccellenza ed un asilo per i bambini. E ricorda ancora che “Muccioli dava fastidio
perché, come disse Montanelli, era un laico che faceva qualcosa in Italia e non era di
sinistra bensì “apartitico”, e perciò osteggiato da due chiese: quella cattolica che
voleva appoggiare don Benzi e simili e quella comunista che invece sosteneva che
bisognava dare ai tossicodipendenti il metadone e aveva creato il “Sert”. C’è questa
ideologia della droga che va liberalizzata…ma è già libera la droga, è stata sempre
volutamente lasciata libera. Unico strumento per sedare le masse”. Ma sullo sdegno
dei metodi è calata la scure dei perbenisti come avessero alternative più valide. Il
problema è che Muccioli è stato personaggio “controcorrente” che voleva porre un
freno alla dottrina libertaria sessantottina ed è per questo che andava combattuto
anche a distanza di anni dalla sua morte da parte di quelle aree politiche che ben si
guardano dal condannare altri episodi di violenza innaturale che se accadono
nell’alveo delle “libertà destruenti” sono da non considerare. Vogliamo parlare
dell’inesistenza del loro sdegno verso i centri per migranti mal gestiti o delle Onlus
che fanno la cresta su di loro? A Parma il legale rappresentante della Onlus
“Svoltare”, più volte elogiata dall’ex grillino Pizzarotti, è stato arrestato in quanto i
Pm hanno stimato che 16 milioni di fondi ottenuti dallo Stato per aiutare i richiedenti
asilo sono stati distratti per cene, viaggi, vini costosi e trattamenti estetici. Non so se
lo scopo di Muccioli era simile! E vogliamo parlare del loro sdegno verso le case di
accoglienza per minori di cui il caso Foti-Bibbiano è l’emblema di tragica invasione
verso famiglie deboli nella cura della progenie solo perché economicamente più
fragili e abbandonati dallo Stato? Con l’esito di mercificare i bambini sottratti verso
acquirenti benestanti, capricciosi e spesso anche in contesti omogenitoriali? Ma
questa è una forma di progresso che va alimentata, non condannata! Alla pari del
mercato delle maternità con vendita di spermatozoi e ovuli on-line. E del loro
sdegno verso le comunità di recupero che lasciano uscire ed andare verso la morte
le ragazze come Manuela Mastropietro, macellata a pezzi, o verso le mille Coop che
lucrano sulla solidarietà o verso luoghi di orrore come il Forteto ove molestie
sessuali e pedofilia erano all’ordine del giorno a danno di minori e disabili nella
“Comunità del Mugello” fondata da Rodolfo Fiesoli, il profeta condannato a 14 anni
di reclusione? Non sarebbe il caso di fare une bella fiction televisiva su questo
episodio di “Civiltà e Progresso”? Su Muccioli sì, su Fiesoli no! Chi saprebbe
rispondermi? Forse la crudeltà a volte dei metodi muccioliani va condannata ma
non l’amore pedofilo anche verso i disabili, questo ammesso e giustificato dai
benpensanti della “new age”, ma non da una magistratura che ha visto ben oltre il
pensiero unico. Purtroppo il punto è sempre lo stesso. Alcuni argomenti è meglio
non toccarli se non si vuole passare per pericolosi “destrorsi”! Come successo a chi
prova a definire Trump l’effetto, non la causa, dell’atto eversivo dei suoi seguaci
nella sede del Congresso USA. Certo la stampa mondiale ha decretato come
“inglorioso” l’epilogo di Donald Trump e nessun conservatore “law and order” può
riconoscersi nella pagliacciata di alcuni facinorosi vestiti da carnevale picaresco, pur
se armati. Il dissenso di Trump sulle procedure opache del sistema di voto poteva
avere una fondatezza ma oggi quella contestazione è stata seppellita da questa
globale onda censoria rivolta al gesto eversivo. Ma siamo sicuri che la controparte
“democratica” sia poi così democratica e pacifica? Certo non possiamo dimenticare
questo spiacevole e poco opportuno episodio ma nemmeno porre nel dimenticatoio
i suoi successi nell’aver dato voce ad un ceto medio dimenticato, ai sui successi in
politica estera, col ritiro dai fronti belligeranti, ed economica, e tutti dovrebbero fare
lo sforzo, per onestà intellettuale, per denunciare un’atmosfera che da anni inquina
il dibattito politico americano. I “democratici” non sono esenti da responsabilità per
aver introdotto nella cultura statunitense il germe infettivo della demonizzazione
dell’avversario, intossicando la dialettica politica. Come può sentirsi un elettore
repubblicano dopo aver ricevuto il diffamante insulto da Hillary Clinton che nel
2016 lo apostrofava come “deplorevole”? E cosa ci ricorda questa metodologia? Sì
quella tipica della sinistra delle nostre parti. Non avendo un progetto plausibile da
proporre ai cittadini, brancola nel buio dei contenuti ma sventola il fantasma del
fascismo spaventando e denigrando gli italiani che osassero porsi nella destra
conservatrice con epiteti presi in prestito dal più truce vernacolo: nazisti, fascisti,
suprematisti bianchi, misogini, porci, ignobili incolti, volgari, scocchi e barbari come
il dem Gori ha definito gli elettori repubblicani, con Salvini etichettato come il bruto,
cattivo e Bestia. Nulla a che vedere con gli elettori di sinistra, gente civile, colta e
perbene. E che dire della loro ambiguità di giudizio verso le violenti contestazioni,
il vandalismo e l’estremismo degli “Antifa” e “Blm”? Mettere a ferro e a fuoco le
città americane o abbattere le iconografie marmoree della storia occidentale sono o
no anch’esse espressione di una cultura negatrice della democrazia? E non è
estremamente ridicolo nonché prova della loro grettezza mentale rivedere la parola
ebraica “Amen” che, riproposta in salsa anglosassone (A-men), sembra sessista per
tradurla in A-women? O riscrivere le fiabe o bannare pellicole come “Grease” o “Via
col vento” in quanto “politicamente machiste e scorrette”? Non secondario
l’enorme impatto dei mass media e dei despoti della Silicon Valley, che decidono
chi ha facoltà di parlare e chi no, contrari dall’inizio del suo mandato, tanto che
prova lampante è il suo oscuramento dai “social” che, anche a detta della nostra
sinistra illuminata come Massimo Cacciari, definisce “folle e vergognoso” per il
concetto di democrazia. Ma su “Twitter” hanno parola il leader iraniano Khamenei
che tuona contro Israele definendolo un “cancro maligno” ed il leader venezuelano
Maduro, il dittatore che può “twittare” esaltando il suo regime e attaccando gli
oppositori. E mentre Twitter bannava il presidente degli Stati Uniti, l’ambasciata
cinese negli USA presentava la tragedia demografica degli Uiguri “come una loro
scelta riproduttiva” Ma il “trumpismo” pur con i sui madornali errori non
scomparirà con il nuovo sorgere del “Sol dell’avvenire” ed un sondaggio rivela che i
democratici se non abbassano la guardia, tenendo a bada anche la violenza delle
loro esponenti come Nancy Pelosi o la vicepresidente Kamala Harris, non
dormiranno sonni tranquilli e certamente non riusciranno nell’intento di riunificare il
loro grande Paese già da alcuni decenni diviso fra “privilegiati” e “dimenticati”. E poi
perché non domandarsi come mai nonostante la maggioranza della stampa e dei
media sia ubiquitariamente “liberal” qui da noi l’area conservatrice governa i tre
quarti delle Regioni? E come mai il solo quarto governa la nazione con una
sfrontatezza ed una caparbietà che non ha pari nella nostra storia repubblicana?
Come alla fine della “Transustanziazione”: Mistero della Fede! Mistificando il
divenire eracliteo “Non è possibile bagnarsi due volte nello stesso fiume dal
momento che sopraggiungono acque sempre nuove”, nuove non marce! La Rai ha
prodotto la fiction “Chiara Lubich: l’amore vince tutto” la biografia della fondatrice
del movimento dei “Focolarini”. Un grande spot alla chiesa bergogliana orante
l’amore universale e quindi sincretismo religioso e accoglienza dei migranti. Nobili
intenti peraltro ma realizzabili? Di sicuro la creazione di quel movimento alla fine
del secondo conflitto bellico fu una chiara testimonianza di bontà e fede del nostro
popolo ma come tutte le aggregazioni umane non vivono in mancanza di una
gerarchia, specie se trattasi della cura dello spirito, e neanche di regole ferree di
appartenenza che non può che sfociare in settarismo isolazionista e abusi. Ed anche
fra i “focolarini” sono stati perpetrati abusi legati ad episodi di manipolazione
psicologica e/o suicidi, tanto che alcuni “ex” dopo lo sceneggiato sulla vita della
fondatrice hanno scritto una lettera al Vaticano per bloccare la causa della sua
beatificazione. Il racconto televisivo, sostengono, avrebbe trascurato i problemi
vissuti in prima persona e non sarebbe stato dato spazio al recente scandalo
scoppiato in Francia di abusi sessuali: una trentina le vittime tra ragazzi e bambini
oggi in età matura. Perché allora ci ostiniamo a osservare solo una faccia della
medaglia e a non riflettere sull’esistenza anche di un rovescio?

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