PARLAMENTO INUTILE

FOTO-RUBRICA-SITO-DAMIANI2-400x242-1 2

Il più grande intellettuale della sinistra americana Chomsky dice che la democrazia in occidente non è sospesa nella forma ma nella sostanza. Nulla di più vero se pensiamo che l’ultimo leader eletto dagli italiani è stato il Cavaliere fatto fuori da un complotto sovranazionale riconosciuto da tutti nel 2011. Ma il vero problema del crollo della democrazia non è nei balletti partitici e movimentistici cui assistiamo in questi giorni e che conferma ampiamente quanto espresso da Platone nella sua “la Repubblica” nel 370 a.c. “..Quando la città retta a democrazia si ubriaca di libertà confondendola con la licenza, c’è da meravigliarsi chel’arbitrio si estenda a tutto e che dappertutto nasca l’anarchia e penetri nelle dimore private e perfino nelle stalle? “. No, lo scempio perpetrato ai danni della democrazia è l’eccessivo individualismo narcisista di chi ha qualsiasi forma di potere con provvedimenti atti a delegittimare quella che in termini ed usi anglosassoni chiamasi “civil law” sostituendola con una “common law”(diritto scritto dai giudici che hanno massima autorità anche sul diritto alla vita o alla morte come sta succedendo per il piccolo Alfie che non può nemmeno lasciare il paese per andare a curarsi altrove) molto più fine a se stessa che non al bene comune come osserva nel suo articolo Daniela Missaglia in merito alla decisione del sindaco di Torino Chiara Appendino di iscrivere all’anagrafe il bambino Nicolò Pietro nato in Italia da una coppia omogenitoriale di due donne Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni. Da premettere che in Italia non è possibile registrare un nascituro senza indicarne anche la paternità a meno di un’autorizzazione del tribunale che già di per se appare come una interpretazione e scelta forzata da parte di una magistratura che si arroga il diritto di decidere in maniera “creativa” anche in assenza di una legge. La famosa autonomia del corpo giudiziale dello Stato che va ben oltre i privilegi e i lauti stipendi agganciati al corpo ministeriale. Ora come autonomisti decisionali ci si mettono anche gli amministratori pubblici come i sindaci che a Torino si è presa la responsabilità, definendola “svolta storica di un diritto”, di superare le norme di legge e la modulistica ministeriale all’anagrafe incompatibile con la registrazione di figli nati in Italia da coppie dello stesso sesso perché per lei e qualcun altro ma non per la maggioranza dei cittadini di questo paese bisogna legittimare la “nuova famiglia” “..intesa come luogo fisico ed emotivo in cui due o più persone si amano e costruiscono insieme il futuro proprio e dei propri figli..”. Quindi apertura franca al “poliamore” alla “stepchild adoption”. Ed in Italia basta creare un precedente senza norma perché si costruisca la norma. Allucinante! Il Parlamento non è più l’organo deputato a scrivere le leggi e le normative ma semplicemente deputato a ratificare norme già introdotte in pratica. Siamo in pieno “mayhem-chaos” del diritto. Ed è proprio osservando questi eventi che ci rendiamo conto della debolezza di uno Stato che oltre a mancare di sovranità nazionale, come gli ultimi risultati elettorali ampiamente confermano, sommersi dalle interferenze estere, risulta estremamente carente di una benché minima autorevolezza che regga la possibilità di far rispettare le proprie leggi o di modificarle con tempestività.
Arcadio Damiani

ANCORA NESSUN COMMENTO

I commenti sono chiusi