Paul Badde e il Volto Santo: la vita, le ricerche e l’addio a Manoppello

Paul Badde : l’ultima pagina della sua vita e il Volto Santo

Paul Badde e il Volto Santo: con queste quattro parole si può riassumere il legame profondo che ha accompagnato la vita dello scrittore e giornalista tedesco, scomparso a Manoppello. Il divulgatore del Volto Santo nel mondo riposa ora accanto alla basilica.
Il testo che segue, firmato da Antonio Bini, racconta in dettaglio la sua storia e il suo rapporto con il Volto Santo.

Le origini e la formazione

Paul Badde era nato in Germania, a Schaag vicino Aquisgrana, il 10 marzo 1948. Studiò alle Università di Friburgo e Francoforte. Per alcuni anni insegnò storia e politica. Successivamente scelse il giornalismo.
Collaborò con autorevoli quotidiani tedeschi, tra cui Frankfurter Allgemeine Zeitung, Die Zeit e Die Welt. Per Die Welt fu inviato prima a Gerusalemme e poi a Roma. Dal 2013 divenne autore per la rete televisiva americana EWTN.

Paul Badde e la scoperta del Volto Santo che cambiò tutto

La sua vita cambiò nella primavera del 2004. Si recò a San Giovanni Rotondo per un servizio sull’inaugurazione del Santuario progettato da Renzo Piano. Tuttavia decise di deviare verso Manoppello per vedere il Volto Santo, di cui aveva sentito parlare.

Quell’incontro fu sconvolgente. Scrisse: “L’immagine mi aveva sopraffatto”. Da quel momento dedicò studi e ricerche alla sacra immagine. Riprese gli approfondimenti di suor Blandina Paschalis Schlömer e di padre Heinrich Pfeiffer. Quest’ultimo aveva identificato il velo con la leggendaria Veronica.

Stabilì con entrambi un rapporto di amicizia. Inoltre individuò nuovi percorsi di ricerca, spesso incontrando diffidenze e ostilità verso quelle tesi. Tuttavia proseguì senza esitazioni. Fotografò il Volto Santo con strumenti sempre più avanzati. Scoprì particolari inediti e annotò: “Non è un’immagine, ma una serie di immagini insieme”.

Paul Badde: la vita nel convento e le prime ricerche

Pochi giorni dopo chiese ai cappuccini di vivere per un periodo nel convento. Voleva raccogliere documenti e rimanere vicino al Volto Santo. Conobbi Paul proprio in quel periodo. Percepivo il suo entusiasmo e il suo spessore umano.

Gli fornii libri e articoli sul Volto Santo e su padre Domenico da Cese. Ricordo anche la sua dieta estrema di acqua e miele, che seguì per mantenere la concentrazione.

Paul Badde: nuovi studi e scoperte sul velo del Volto Santo

Incontrò suor Blandina e, poco dopo, Chiara Vigo, maestra del bisso. Quest’ultima confermò che il velo poteva essere realizzato in seta di mare. Badde tentò anche di visionare la Veronica conservata in San Pietro.

Dopo varie richieste gli fu concesso di vederla nel marzo 2005. Non poté fotografarla ma misurò il campo visivo, rilevando una discrepanza che, secondo lui, dimostrava che quella non fosse la vera Veronica. Scrisse un articolo su Die Welt il 22 marzo 2005 affermando: “Non c’è un volto, neanche l’accenno di un volto”.

Raccolse documenti e inviò l’intero materiale al cardinale Ratzinger e a Giovanni Paolo II. Nel 2011, sotto il pontificato di Benedetto XVI, il Vaticano dichiarò che la Veronica era scomparsa nel Sacco di Roma del 1527.

Il successo dei libri

Nel settembre 2005 pubblicò il libro “Das muschelseidentuch”, in cui raccontò le sue ricerche. Nel 2006 uscì l’edizione aggiornata “Das Göttliche Gesicht”, che divenne un best seller internazionale.

Arrivarono traduzioni in molte lingue. L’edizione italiana, “La seconda Sindone”, uscì nel 2007. Nel 2010 apparve l’edizione inglese “The Face of God”. Nello stesso anno l’ENEA riconobbe il carattere acheropita dell’immagine.

Pubblicò poi “The True Icon” nel 2012 e “Il tesoro di Manoppello” nel 2017, con successive edizioni internazionali.

Paul Badde e gli anni in Abruzzo

Nel 2013 andò in pensione ma non tornò in Germania. Disse: “Dopo diversi anni in Italia come faccio a rientrare?”. Scelse Manoppello e prese casa vicino al Santuario.

Per EWTN realizzò servizi e documentari, tra cui uno dedicato a Padre Domenico da Cese. Nel documentario inserì musiche dell’Associazione Zampogne d’Abruzzo.

Nel 2015 partecipò a una missione negli Stati Uniti, Canada e Filippine per diffondere la conoscenza del Volto Santo. Inoltre promosse la rievocazione del rito di Omnis Terra, che ancora oggi si celebra a Manoppello.

L’impegno civile e Onna

La fama internazionale di Badde crebbe anche grazie a “Yossl Rakover si rivolge a Dio”, pubblicato in Italia da Adelphi. Il suo interesse per la memoria del nazismo lo portò a occuparsi della tragedia di Onna dopo il terremoto del 2009.

Lo accompagnai tra le rovine del paese. Voleva conoscere la storia dell’eccidio del 1944. Scrisse articoli su Die Welt e contribuì a una raccolta fondi gestita dall’Ambasciata tedesca. Con quei fondi furono restaurati la chiesa di San Pietro Apostolo e realizzate strutture comunitarie come Casa Onna e la Casa della Cultura.

 Gli ultimi anni di Paul Badde

Negli ultimi anni soffrì problemi di salute ma non interruppe il suo legame con Manoppello. Il 15 novembre si svolsero i funerali nella Basilica del Volto Santo.

La celebrazione, presieduta dall’arcivescovo Bruno Forte, vide la presenza di cappuccini, suore, studiosi internazionali e numerosi manoppellesi. L’omelia ricordò la fede e il ruolo di Badde come divulgatore del Volto Santo.

Il sindaco Giorgio De Luca ricordò il desiderio di Badde di essere sepolto a Manoppello. Nel 2010 aveva ricevuto le “chiavi della città”, come già accaduto solo al papa Benedetto XVI.

Tra i presenti c’erano giornalisti, editori, studiosi e autori che avevano lavorato con lui: Robert Moynihan, Martin Rothweiler, Markus van den Hövel, Bernhard Müller, Dirk Weisbrod, René Udwari e altri.

Suor Blandina affermò: “Sono molto grata a Paul per la sua amicizia e tutti i tesori che ha portato alla luce riguardo al Volto Santissimo”.

Paul Badde : l’ultimo riposo accanto al Volto Santo

Dopo la celebrazione, la bara fu accompagnata al cimitero vicino alla Basilica. I canti “Mater nostra ora pro nobis” e “Te Deum” accompagnarono la sepoltura.

Martin Rotweiler sparse sulla bara della terra proveniente dal Santo Sepolcro di Gerusalemme.
Paul Badde riposa ora a pochi metri dal Volto Santo che aveva studiato per tutta la vita. I suoi libri continueranno a testimoniare la sua passione e il suo contributo internazionale.

di Antonio Bini

La Redazione de La Dolce Vita
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