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Personalità e storie di vite spezzate alla 25esima edizione del Premio Borsellino

Traguardo significativo per il Premio Nazionale Paolo Borsellino, svoltosi  sabato 29 ottobre all’ Auditorium Flaiano Di Pescara. La manifestazione e’ giunta alla 24esima edizione. Il riconoscimento viene assegnato ogni anno  a 15 personalità italiane del mondo della scuola, del sociale, del giornalismo, della cultura e della giustizia, “che offrono  un’azione d’impegno, di coerenza e di coraggio particolarmente significativa contro l’ingiustizia, ed in modo particolare a quanti hanno dato il loro impegno per la difesa e per la promozione dei valori della libertà, della democrazia e della legalità”. Il premio è presieduto da Luigi Savina.

I premiati e le motivazione dell’edizione 2021.

ROBERTO LIPARI

che coniuga in modo intelligente e sagace la storia recente e la cronaca più urgente denunciando con coraggio le mafie, affermando il diritto di ciascuno alla libera espressione delle migliori potenzialità all’interno della propria comunità in una civile convivenza in piena democrazia e libertà.

ROSA DE FABRITIS
Per  aver sviluppato e consolidato nella sua scuola, ormai da numerosi anni, un valido percorso educativo sui temi della legalità quale testimone di una scuola aperta, democratica, attuale, moderna che non teme di aprirsi alle forze migliori della società civile, portando avanti il suo impegno per i giovani.

MARCO GRASSI
Ispettore della Guardia di Finanza, da numerosi anni impegnato con passione nell’organizzazione, promozione e comunicazione di convegni e seminari dedicati allo studio dei fenomeni di stampo mafioso e della criminalità organizzata. Un esempio positivo del nostro tempo che si colloca con perfetta coerenza nel nostro progetto culturale educativo, perché nel suo agire quotidiano, dà corpo alla funzione sociale e civile dell’educazione.

ANTONIO LA SCALA
Avvocato Penalista, come presidente dell’Associazione Gens Nova da molti anni si occupa di fornire assistenza legale, psicologica e morale ai più bisognosi impegnandosi in modo particolare durante l’emergenza Covid-19. Con tenacia e quotidiano impegno, da anni, un mattone alla volta contribuisce fattivamente alla costruzione della cultura della legalità e della solidarietà insieme a tutti coloro che non girano la faccia e si impegnano per un Paese migliore, più bello.

PINUCCIO FAZIO
Il 12 luglio 2001 Michele Fazio era un ragazzo di 16 anni e stava semplicemente tornando a casa la sera, quando si trovó al centro di un conflitto a fuoco tra clan mafiosi rivali e perse la vita. Da quel giorno i genitori non hanno mai smesso di lottare. La mamma Lella e il papà Pinuccio Fazio portano la loro testimonianza costantemente ai giovani nelle scuole come messaggio di lotta alla mafia perché a nessun ragazzo accada di non poter abitare con sicurezza nella propria città.

GIOVANNI PARAPINI
La Direzione Rai per il Sociale supporta e cura la promozione di iniziative volte a sensibilizzare la società verso le problematiche delle categorie più fragili, anche in collaborazione con associazioni ed istituzioni dedicate, con l’obiettivo di sviluppare la massima attenzione del pubblico su queste tematiche. Realizza campagne educative per l’inclusione sociale e la coesione nazionale. Promuove la cultura ed il rispetto quali ingredienti fondamentali per la lotta alle mafie e alla corruzione, aiutando lo sviluppo di un mondo migliore, inclusivo e più giusto per tutti.

STEFANO PALLOTTA
Presidente appena rinnovato dell’Ordine Dei Giornalisti Abruzzo, professionista da sempre in prima fila nelle battaglie per la legalità. Esempio di impegno civile, ha dimostrato di credere nell’etica del giornalismo sapendo bene che non dovrebbe esserci bisogno di mettere accanto alla parola “informazione” l’aggettivo “libera”.

GIOVANNI BIANCONE
Editorialista del Corriere della sera. Considerato da molti uno dei massimi esperti delle dinamiche delle associazioni mafiose, premiandolo vogliamo ricordare anche il suo collega e nostro amico Giuseppe D’Avanzo. Il premio è per il suo impegno nella scrittura divulgativa di qualità, a testimonianza che per combattere il fenomeno della criminalità organizzata occorre anzitutto rendere conscia la sensibilità collettiva del suo radicamento e della moltitudine delle forme con le quali si manifesta; a Giovanni Bianconi il Premio Borsellino 2021 per il giornalismo.

MARIA GRAZIA MAZZOLA
Giornalista d’inchiesta, inviata speciale del TG1, contro l’atteggiamento mafioso del voltarsi dall’altra parte, lei invece si batte giorno dopo giorno per il risveglio delle coscienze. Il suo fervore rappresenta per tutti noi un invito all’impegno civile, esempio di come non si tratti di essere eroi, ma di indignarsi e agire tutti, ognuno nel proprio ambito. Per la sua dedizione e il suo coraggio, per come ha saputo ricercare e denunciare le radici del crimine.

DON MAURIZIO PATRICIELLO Parroco di Caivano
Per Paolo Borsellino “La lotta alla mafia dev’essere innanzitutto un movimento culturale che abitui tutti a sentire la bellezza del fresco profumo della libertà, che si oppone al puzzo del compromesso morale, dell’indifferenza, della contiguità e quindi della complicità” Premiamo quindi la carriera, l’abnegazione e il coraggio di un uomo che rappresenta per noi un faro. Per avere fattivamente contribuito, in contesti difficilissimi, a diffondere e rafforzare i princìpi della legalità, basi della convivenza civile. Lo premiamo per la sua carriera e il suo instancabile impegno. A”

FRANCESCO OLIVA
La sua azione pastorale come Vescovo della Diocesi di Locri-Gerace in Calabria si correla, essenzialmente, ad un impegno di crescita e di sviluppo sociale e civile, di formazione al valore della legalità, della giustizia e del rispetto. La parola del Vescovo Oliva è chiara: “la Ndrangheta è l’anti vangelo”, non può esserci libertà laddove ciò che spetta per diritto lo si concede per favore. La lotta contro il potere criminale delle cosche e contro la pervasiva corruzione, va unita ad un piano di sviluppo che renda le comunità soggetto protagonista del proprio cammino.

RAFFAELE GRASSI
Prefetto di Padova, già prefetto di Foggia dove ha coordinato complesse strategie contro le mafia pugliesi e impartito durissimi colpi alla criminalità organizzata pugliese, vera e propria emergenza nazionale. Uomo delle istituzioni senza paura porta avanti una instancabile attività di rappresentante vero dello Stato per l’affermazione della legalità.

CARMELO ZUCCARO
Nel 1992, dopo la morte di Falcone e Borsellino, viene invitato in Parlamento per spiegare i rapporti tra mafia, politica e imprenditoria in Sicilia. A soli 40 anni è stato Presidente di Corte d’Assise a Caltanissetta durante i processi su Capaci e via D’Amelio e dal 2016 Carmelo Zuccaro è il Procuratore capo di Catania. Con lui premiamo tutti gli uomini dello Stato, i ragazzi delle scorte, tutti quegli insegnanti che educano alla cultura della legalità, tutti quelli che non girano la faccia, che si impegnano per un Paese migliore, più bello. Che danno ai nostri giovani la speranza di poter respirare il profumo della libertà.

CALOGERO GAETANO PACI
Come il giudice Livatino, è di Canicattì, in provincia di Agrigento e oggi, dopo essersi occupato di delicate inchieste antimafia a Palermo, è Procuratore aggiunto a Reggio Calabria, culla, purtroppo, della più potente mafia del mondo. Senza paura, con tenacia e quotidiano impegno, da anni continua ad essere in prima linea nel contrasto alle mafie. Uomo dalla vita blindata, minacciato di morte, ha contribuito in maniera determinante alla cattura di pericolosi criminali.

ARMA DEI CARABINIERI
In una congiuntura particolarmente delicata l’Arma dei Carabinieri si è distinta non solo per la lotta contro la criminalità organizzata, ma anche per lo specifico impegno a favore della popolazione colpita dal Covid, così da alleviarne il più possibile le sofferenze e da ristabilirne i valori di vita civile. Il premio rappresenta un ulteriore riconoscimento all’Arma che da una parte agisce come baluardo a contrasto delle mafie, e dall’altro dedica attenzione agli anziani e alle persone fragili. Centinaia di gesti di umanità e generosità. Un supporto fornito spesso mettendo a rischio la propria incolumità personale. Altissimo è stato infatti il sacrificio che ha offerto l’Arma a tutela dei cittadini. All’Arma dei carabinieri il Premio speciale Paolo Borsellino 2021.