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Pescara e la processione del Sacro Cuore di Gesù

La Processione del Venerdì Santo di Pescara si intreccia fatalmente con la storia della chiesa del Sacro Cuore di Gesù, edificata nel 1886 ed aperta ufficialmente al culto nel 1925.

La chiesa per la sua posizione strategica posta al centro del territorio, assunse già da allora una notevole importanza pastorale tanto da essere elevata a Vicaria Foranea ed al suo Parroco fu riservato il titolo di Arciprete, il primo di questi fu il Rev.mo Mons. Alfonso Cervone, le cui spoglie sono custodite nella Sala del Battistero.

La chiesa del Sacro Cuore, ha sempre conservato e venerato i Sacri Simboli della Passione e cioè l’effige del Cristo Morto e della Madonna Addolorata avvolta da un lungo manto nero, attualmente sostituita da una Statua di legno.

La Processione, guidata da Mons. Vescovo con la partecipazione dei Presbiteri, dei gruppi parrocchiali, delle Massime Autorità, è seguita da un gran numero di fedeli che hanno sempre riservato una particolare devozione e pietas, oltre a quel sentimento di fratellanza e scambio di affetto e auguri sinceri che pervade le vie della Città.

Inizialmente partiva dalla chiesa parrocchiale e si snodava lungo le vie del centro cittadino per poi farvi ritorno e,storicamente, la Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù, apparteneva al Comune di Castellamare Adriatico,ebbene sì, nella Provincia di Teramo ed ecclesiasticamente alla diocesi di Penne e Atri.

Nel 1927, all’indomani della costituzione della Provincia di Pescara, vi fu l’unificazione del territorio a sud e a nord dell’omonimo fiume e cioè di – Castellammare Adriatico – e di Pescara, quest’ultima appartenente alla Provincia di Chieti e arcidiocesi di Chieti e Vasto, dando vita quindi ad un’unica grande città chiamata per l’appunto Pescara.
Nel 1943, a causa dei bombardamenti che vi furono, anche la chiesa del Sacro Cuore ne risentì.

La torre campanaria crollò addirittura sulla sacrestia e ciò determinò l’interruzione della Processione.
La testimonianza del Comm. Aldo Iervese, che fu fatto prigioniero di guerra, riferisce che in quei momenti bui, aveva pregato affinché potesse fare ritorno a casa per riabbracciare i suoi cari, ma anche per poter continuare a dedicare la propria vita a portare a spalla l’effige del Cristo Morto per le vie della città.
Ugualmente auspicavano Perfetti, Sgattoni e altri irriducibili, uomini timorati di Dio, chiamati Portatori del Cristo Morto, i quali si tramandavano questo alto compito di padre in figlio.

La loro divisa era un completo nero, camicia bianca con papillon nero, da indossare esclusivamente il Venerdì Santo per portare l’effige del Cristo.
Nel 1949, la Santa Sede istituì la nuova diocesi di Penne-Pescara, con il trasferimento dell’Episcopio e della Curia da Penne a Pescara.
Papa Pio XII, nominò suo primo Vescovo Mons. Benedetto Falcucci, di venerata memoria, il quale morì santamente nel 1977.

E’ proprio in questo contesto che la Processione del Venerdì Santo assume davvero un ruolo cittadino muovendo dalla chiesa del Sacro Cuore di Gesù verso la Cattedrale di San Cetteo V.M., Patrono della Diocesi e della Città di Pescara, ove il Vescovo concludendo il Sacro Corteo, impartiva la Solenne Benedizione.

Si afferma quindi una Processione scevra da motivi folkloristici, spari, mortaretti e fuochi con una partecipazione decisamente più spirituale e raccolta e capace di un enorme carisma spirituale, ben noto ai cittadini di Pescara.
Nel 2008, per iniziativa del Parroco Sac. Giovanni Masciulli, fu costituita nella Parrocchia del Sacro Cuore di Gesù la Guardia d’Onore del Cristo Morto e Risorto e della Madonna Addolorata, naturale proseguimento dei Portatori del Cristo Morto.
La Guardia d’Onore è una Associazione di laici i quali vogliono distinguersi per una spiccata spiritualità, costituiti in numero di 25 unità, provenienti da ogni parte della diocesi.

Durante la Processione del Venerdì Santo, la Guardia d’Onore, espone al Popolo Santo di Dio l’effige del Cristo Morto, indossando un mantello blu scuro.
La Statua della Madonna Addolorata, alta e di legno pieno,che ha bisogno di “forti braccia”, è esposta dai Vigili del Fuoco del Comando Provinciale della città, coadiuvati da appartenenti ai gruppi di Protezione Civile rispettivamente della Associazione Finanzieri e della Associazione Carabinieri di Pescara.

La Statua della Madonna Addolorata, ultimo Simbolo, chiude il Sacro Corteo, seguita dalle Suore Missionarie Francescane che prestano servizio in chiesa, seguono le Autorità ed il Popolo Santo di Dio. Alla esposizione degli altri Simboli della Passione, concorrono gli Scouts,che sono una vera e propria nota di colore e calorosi saluti da parte di chi segue la processione assiepato agli angoli di strada della nostra amata città.
Partecipano, solitamente e purtroppo non quest’anno, gli appartenenti alle altre Associazioni cattoliche, altri gruppi di Protezione Civile, gli appartenenti alle Associazioni del Volontariato e della Solidarietà quali i Volontari della Croce Rossa e della Misericordia di Pescara ed il personale del Presidio ospedaliero.

La Processione del Venerdì Santo di Pescara, non è una Processione con radici antiche, come quella di Penne e di Spoltore, ma possiede la qualità di una Processione, che esprime una profondità sia pure nella sua semplicità ed essenzialità.
La pandemia che stiamo vivendo,quest’anno ce ne impedisce lo svolgimento, ma essa resta nel cuore del Popolo Santo di Dio, l’espressione più bella e più alta della spiritualità di un Popolo e delle sue tradizioni cristiane, qual è quello di Pescara, città di D’Annunzio, mare e “salci e pioppi che s’inchinano al vento”.

Anna Chiara De Nardis