fbpx

PIERA LEVI MOLTALCINI AGLI STUDENTI DELLA D’ANNUNZIO: FATE SEMPRE CIÒ CHE VI ENTUSIASMA !!

Il 24 Maggio 2018, Piera Levi Montalcini, nipote di Rita  è tornata alla D’annunzio a distanza di tre anni dall’ultima volta, per volontà della Prof.ssa Caterina Galluccio docente di Sociologia economica, che ha organizzato il convegno “ L’elogio dell’imperfezione”, titolo tra l’altro dell’omonima opera autobiografica  edita dalla celebre neurologa nel 1987 in cui Ella racconta come a suon di insuccessi ha raggiunto i più ambiti successi.

Rita Levi Montalcini,Premio Nobel per la medicina nel 1986.

La nostra, racconta Piera agli studenti del Corso di Sociologia e criminologia che hanno gremito l’Auditorium del Campus teatino, non è stata una vita facile, l’origine ebrea e le conseguenti persecuzioni razziali, hanno  infatti notevolmente condizionato il vissuto della famiglia, ma certamente non inficiato le nostre scelte ed obiettivi, in particolare quelli di Rita Le difficoltà di studio e di ricerca affrontate dalla ex senatrice a vita, e membro della 7a Commissione permanente sull’Istruzione pubblica e dei Beni Culturali, vennero altresì acuite dal fatto che costei si trovò a vivere in un mondo di uomini e per uomini; nonostante ciò accettò la sfida e nel tempo ebbe modo di  lanciare più volte un monito di compostezza di genere, che rimarcava fermamente la parità dei due sessi; Costei affermava, infatti che : “ Le donne che hanno cambiato il mondo, non hanno mai avuto bisogno di mostrare nulla, se non la loro intelligenza”.

Piera Levi Moltalcini con la Prof.ssa Caterina Galluccio.

Zia Rita, ha proseguito nell’appassionante racconto la nipote Piera, ha raggiunto i suoi traguardi grazie alla sua grande tenacia ed abnegazione, era dotata più che di razionalità di una grande capacità intuitiva, come confermato dall’interessata in una docu – fiction mostrata ai presenti, ciò faceva di lei certamente una ricercatrice sui generis. Pur apprestandovi a fare probabilmente un lavoro diverso rispetto al suo, questa propensione indagativa, propria della professione del detective, insita nel vostro corso di studi vi accomuna senz’altro a lei. A proposito delle opportunità occupazionali attuali, in un  periodo in cui l’economia non attraversa di certo il suo momento migliore e si cercano magari professionalità già formate e pronte ad operare, l’ingegnere elettronico piemontese, esorta i giovani a fare ciò che più gli piace, ciò che li entusiasma, non abbiate paura di cambiare, il lavoro che oggi pensate di fare, afferma, potrebbe essere momentaneo, magari non quello della vostra vita, perciò cogliete l’attimo e godetevi la vostra esistenza, senza troppi assilli in merito al futuro. Sulla fuga di cervelli dalla nostra Nazione, la presidente dell’Associazione che porta il cognome di famiglia, avente perlopiù finalità di supporto alla formazione giovanile ed orientamento lavorativo, precisa che in realtà tale fenomeno non assume, secondo lei, una connotazione negativa a patto che si sia in grado di creare un sistema di interconnessione delle competenze acquisite, sfruttabili perciò da chiunque a prescindere dai confini territoriali. Stimolata dalla domande degli astanti, ha poi avuto modo di disquisire brevemente anche sui progressi scientifici e sulla fecondazione artificiale: “Certamente, ha dichiarato, bisogna utilizzare il progresso scientifico in modo congruo e positivo, da questo punto di vista la fecondazione in vitro, priva in parte, della dimensione   emotiva e relazionale, così come la robotizzazione in atto in alcuni settori industriali, ma non per questo la giudico aberrante”. Lunga, ma colloquiale e schietta la discussione sul tema dell’imperfezione: è impossibile programmare tutto nella vita, del resto come ha più volte evidenziato Rita : “ L’imperfezione è una componente fondamentale dell’evoluzione. Dagli anfibi all’Homo Sapiens, il cervello dei vertebrati si è sempre prestato ad un miglioramento, ad un cambiamento, soltanto  negli invertebrati l’encefalo è così perfetto da non entrare nel gioco delle mutazioni, tanto è vero che i trilobiti vissuti centinaia di milioni di anni fa non sono essenzialmente diversi dagli insetti, dagli artropodi di oggi” . Il messaggio più importante di tale incontro commemorativo, è il seguente:   “ Solo ammettendo l’esistenza di debolezze negli altri, la diversità, ma soprattutto avendo la consapevolezza di poter contribuire al miglioramento di sé e del prossimo avremo una vita piena e felice.” A concludere l’evento la premiazione da parte della Montalcini dei vincitori della mostra – concorso “ Lavoro ed economia”,  che ha messo in risalto le capacità creative dei partecipanti .

image2

ANCORA NESSUN COMMENTO

I commenti sono chiusi