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Pinocchio addio!

Addio alla “classica” macchina della verità con tutti quei fili e quella sfilza di domande, perché adesso, grazie agli studi condotti dai ricercatori canadesi dell’Università della British Columbia, coordinati dalla dottoressa Leanne Ten Brinke e pubblicati su Evolution and Human Behaviour, non ci sono più misteri per smascherare i bugiardi. Secondo i canadesi alcune espressioni del viso e alcuni movimenti, dettati dai muscoli facciali, riescono ad evidenziare i veri sentimenti della persona e più precisamente studiando il movimento di quattro muscoli facciali. Certo non è un’impresa facile, specie se la persona è abile e, magari, avvezza a raccontare bugie, ma un esperto o un interlocutore molto attento, riesce a cogliere quei piccoli movimenti, a volte impercettibili, che denotano uno stato di “falsa calma” da parte del bugiardo, che non riesce comunque a comandare quei (per lui maledetti!) quattro muscoli.

Chi è in buona fede o innocente non cerca di controllare le reazioni dei muscoli ma tende ad accigliarsi e mostra un solco centrale tra le due sopracciglia, al contrario di chi invece sta mentendo, e tende facilmente ad abbozzare un sorriso, inarcare le sopracciglia o corrugare la fronte, mostrare sorpresa: l’ha fatta franca? No. Mentre è facile controllare i muscoli inferiori della faccia come, per esempio, quelli che servono, per parlare, mangiare, sorridere e così via, per contro, i muscoli superiori sono più difficili da controllare intenzionalmente, per cui succede che più è stressante la situazione meno si controllano detti muscoli. Ad esempio, solo un sorriso naturale di piacere provoca la contrazione della parte laterale dell’orbicolare dell’occhio (muscolo di Duchenne) e non c’è bugiardo, nemmeno il più incallito, che riesce a farlo volontariamente. I bugiardi tendono a parlare il meno possibile, ma forniscono spontaneamente una giustificazione per tutto ciò che dicono; per avere il tempo di trovare una scusa intelligente ripetono le domande prima di rispondere e, spesso, controllano la reazione dell’interlocutore per valutare se stia credendo alla versione raccontata.

Per prendere tempo all’inizio tende a parlare lentamente, accelerando il ritmo solo in un secondo momento. Usa frasi corte e incomplete e tende a stringere le labbra, giocare con i capelli e, più in generale, a rivolgere la propria gestualità verso sè stesso piuttosto che verso l’interlocutore. Non è capace di fornire, dietro richiesta, ulteriori dettagli e, se interrogato, volge lo sguardo altrove solo brevemente. Per arrivare alle loro conclusioni i ricercatori dell’università canadese hanno coinvolto 52 persone, che sono state filmate per analizzare le espressioni facciali durante eventi stressanti, che prevedevano situazioni in cui vi era chi mentiva e chi no. I coders (coloro che progettano e scrivono i programmi dei test informatizzati) hanno analizzato più di 23.000 fotogrammi di video da reali casi provenienti dagli Stati Uniti, Canada, Australia e Regno Unito per lo studio, pubblicato sulla rivista Evolution and Human Behavior.

Al British Science Festival il prof. Hassan Ugail (nato ad Addu, Hithadhoo nelle Maldive) della Bradford University con la collaborazione dell’ateneo di Aberystwyth, insieme alla britannica Border Agency, ha progettato e presentato una macchina della verità “scruta-volti” composta di una videocamera e un sensore termico che misurando nasi che si arricciano, labbra che si stringono, o un sussulto degli occhi quando non addirittura i capillari del viso, che si dilatano in preda al rossore della paura di essere scoperti, non dà scampo al bugiardo più incallito. La macchina della verità, già testata con successo, presto verrà utilizzata negli aeroporti per il controllo passeggeri. Noi tutti abbiamo due muscoli facciali la cui la contrazione è legata al dolore e alla tristezza: un corrugatore del sopracciglio (uno dei tre muscoli della palpebra che stimola le rughe della fronte) e un muscolo depressore dell’angolo della bocca, che è associato spesso con l’essere accigliato; nei bugiardi però vi è anche la contrazione sottile dello zigomatico maggiore, un muscolo facciale collegato con la possibilità di mascherare un sorriso, e la contrazione completa del muscolo frontale, segno di un fallito tentativo di sembrare triste.

Tempi duri per mogli o mariti fedigrafi promette il dr. Cal Lightman, un uomo che ha trascorso la sua vita studiando le microespressioni umane attraverso le quali si può capire quando una persona sta mentendo. Non c’è scampo quindi? Risponde la dott. Brinke: “Non tutti faranno trasparire le loro vere emozioni e alcune persone sono meglio di altre nell’adottare una faccia falsa; per esempio gli psicopatici”. Continua: “Attenzione dunque a riuscire a discernere se chi abbiamo di fronte è un semplice bugiardo o uno psicopatico – tenendo anche conto che uno che è abituato a mentire alla fine lo fa sempre e, forse, quando si arriva a tanto non c’è tutta questa differenza tra lui e uno psicopatico…”

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