Praline rosa di Lione: storia e curiosità delle celebri mandorle rosse francesi
Le praline rosa di Lione sono una delle specialità più riconoscibili della pasticceria francese. Si tratta di mandorle, spesso siciliane di Avola, ricoperte da zucchero color cremisi. Questo dolce, semplice e sorprendente, racconta una storia lunga oltre cinque secoli.
Infatti, dietro queste piccole sfere rosa si nasconde un curioso intreccio tra ingredienti provenienti da diversi territori e una tradizione gastronomica profondamente radicata.
Le praline rosa di Lione simbolo della pasticceria francese
Le praline rosa di Lione rappresentano uno dei simboli più iconici della tradizione dolciaria della città francese. In genere si preparano con mandorle di Sicilia sabbiate con zucchero tinto di un rosa intenso.
Inoltre, possono contenere anche nocciole piemontesi della varietà Tonda Gentile Trilobata IGP. Il risultato è una specialità dal gusto croccante e dal colore vivace.
Spesso vengono gustate come caramelle. Tuttavia, le praline rosa di Lione sono anche un ingrediente fondamentale di numerosi dolci tipici.
Tra questi spiccano:
- la celebre tarte pralinée
- la brioche lyonnaise
- l’antico Gâteau de Saint-Genix
Queste preparazioni fanno parte della tradizione gastronomica della capitale culinaria francese.
Ingredienti delle praline rosa: un curioso mappamondo culinario
Gli ingredienti delle praline rosa di Lione raccontano una storia gastronomica sorprendente.
Infatti, nella ricetta si incontrano:
- mandorle siciliane di Avola
- nocciole piemontesi Tonda Gentile Trilobata IGP
- zucchero caramellato
- pigmento rosso naturale
- una tecnica di pralinatura antica
A prima vista sembra un vero mappamondo culinario. Tuttavia, tutto converge nella tradizione dolciaria della città di Lione.
La frutta secca resta intera, viene tostata e poi ricoperta da uno strato di zucchero caramellato. Questo metodo crea una consistenza dura all’esterno. Tuttavia, il dolce si scioglie lentamente in bocca.
La tradizione delle “addormentasuocere”
In Italia esiste una preparazione molto simile alla tecnica delle praline rosa di Lione. Si tratta delle cosiddette addormentasuocere, spesso vendute alle bancarelle delle sagre.
Questa frutta secca pralinata possiede una consistenza dura. Non si sgranocchia facilmente, ma si scioglie lentamente.
Il nome curioso deriva da una tradizione popolare. Durante gli incontri tra promessi sposi, infatti, le suocere svolgevano il ruolo di “chaperon”, ovvero accompagnatrici e controllori.
Tenere a lungo in bocca queste mandorle zuccherate impediva loro di parlare. In questo modo si garantiva silenzio e tranquillità ai fidanzati.
Le praline rosa di Lione, invece, hanno un’origine molto diversa e meno pratica.
L’origine storica delle praline rosa di Lione
Nonostante oggi siano considerate il simbolo dolciario della città, le praline rosa non nascono a Lione.
La loro origine risale infatti a Montargis, piccolo comune della Valle della Loira.
L’invenzione viene fatta risalire al XVII secolo. L’idea sarebbe stata di Clément Jaluzot, maggiordomo dell’aristocratico César de Choiseul, conte di Plessis-Praslin.
Secondo la tradizione, Jaluzot decise di ricoprire delle mandorle con zucchero caramellato. L’obiettivo era offrire un dolce raffinato ai membri della corte.
Nel 1636, convinto del successo della ricetta, Jaluzot lasciò il proprio incarico. Successivamente aprì una bottega dedicata alla produzione di questo dolce: la Maison de la Prasline.
Il colore rosso delle praline di Lione
In origine le praline rosa di Lione non avevano il loro celebre colore.
Infatti, nel XVII secolo apparivano del naturale tono ambrato dello zucchero caramellato.
Il caratteristico colore cremisi arrivò soltanto nel XIX secolo. Furono infatti gli artigiani dolciari della regione Auvergne-Rhône-Alpes a introdurre l’idea di colorare lo zucchero della pralinatura.
La scelta non fu solo estetica. Il colore rosso acceso rendeva le praline immediatamente visibili sui banconi delle pasticcerie.
Il successo fu immediato.
Il segreto del colore: la cocciniglia
Il colore delle praline rosa di Lione deriva da un pigmento naturale molto particolare.
Si tratta della cocciniglia, un insetto parassita del fico d’India. Questa specie vive soprattutto in Perù e nelle Isole Canarie.
Il pigmento si ottiene essiccando ed estraendo la sostanza colorante dalle femmine gravide dell’insetto Dactylopius coccus.
Il risultato è un rosso cremisi intenso. Oggi questo colorante è identificato con la sigla alimentare E120.
La cocciniglia non viene utilizzata soltanto in pasticceria. Infatti compare anche:
- nella cosmetica
- nelle caramelle gommose
- nel liquore alkermes, che deve proprio a questo pigmento il suo colore brillante
Ricetta
Preparare le praline rosa di Lione è più semplice di quanto si possa immaginare. Innanzitutto si tostano leggermente le mandorle in una padella ampia. Successivamente si prepara uno sciroppo con zucchero e poca acqua, che viene portato a caramellizzazione. A questo punto si aggiungono le mandorle e si mescolano continuamente, finché lo zucchero non avvolge completamente la frutta secca formando uno strato croccante. Infine si aggiunge il colorante rosso naturale che dona alle praline il loro tipico colore rosa intenso. Dopo averle lasciate raffreddare su carta da forno, le praline diventano croccanti e pronte da gustare oppure da utilizzare in dolci tradizionali come la tarte pralinée o la brioche lyonnaise.
Le praline rosa tra storia e tradizione gastronomica
Oggi le praline rosa di Lione rappresentano un simbolo gastronomico della città francese. Tuttavia, la loro storia dimostra come le tradizioni culinarie siano spesso il risultato di incontri tra culture diverse.
Mandorle siciliane, nocciole piemontesi, coloranti provenienti dal Sud America e una tecnica dolciaria antica si fondono in un’unica specialità.
Così, un piccolo dolce dal colore vivace diventa il racconto di una tradizione lunga secoli.