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Presentato al Festival di Venezia “Oltre il confine” dell’ abruzzese Cavuti

Il film documentario è stato proiettato in anteprima nazionale nelle giornate del Festival.

Anche un po dAbruzzo alla 79ª «Mostra Internazionale dArte Cinematografica di Venezia»: il regista e compositore Davide Cavuti, il direttore  della Fotografia Matteo Veleno, lo scenografo Emanuele DAncona hanno presentato il docufilm Oltre il confine, nato da un’idea di Giulio Capone, e degli stessi Cavuti e Veleno. Il docufilm è stato proiettato in anteprima nazionale sabato 3 settembre presso lo spazio “FEdS” al Lido di Venezia. La pellicola è prodotta da «MuTeArt Film» in collaborazione con «Fondazione Pescarabruzzo» e «Biblioteca Luigi Chiarini – Centro Sperimentale di Cinematografia».Sceneggiatura e musiche originali sono di Davide Cavuti, la fotografiae il montaggio sono di Matteo Veleno, con Giulio Capone nel ruolo di direttore di produzione e la scenografia firmata da Emanuele DAncona. “Oltre il confineè un film documentario che racconta il dramma del popolo ucraino attraverso le immagini girate al confine lungo il corridoio umanitario di Medyka e all’interno della stazione Przemyśl al confine tra Ucraina e Polonia  <La sceneggiatura originale si ispira al volume Dialoghi di Profughiche Bertolt Brecht, nel 1940, scrisse durante lesilio finlandese,donandoci una serie di riflessioni sui sistemi politici e descrivendo un mondo che ancora oggi trema ai comandi dei tiranni» ha dichiarato il regista Davide Cavuti, alla sua sesta partecipazione al«Festival del Cinema di Venezia». Con  questo progetto, si instaura un ponte ideale con il teatro ucraino della città di Mykolaiv, dove hanno riaperto le attività lo scorso 24 agosto in uno spazio una volta adibito allarchivio di soli 32 posti ricavati nel seminterrato del teatro stesso, che invece ne contava 450 prima dell’inizio della guerra: ogni giorno va in scena uno spettacolo che narra le vicende dei profughi ucraini che fuggono dalla guerra per località sconosciute. Lo spettacolo, come hanno dichiarato gli autori, è una sorta di terapia per l’anima contro i bombardamenti che lì avvengono tutti i giorni da più di sei mesi, nel teatro dove Vladimir Majakovskij era di casa>.

Nel progetto cinematografico, la parte di ricostruzione fiction ha visto come protagonisti l’attore Pino Ammendola, che ha ricoperto il ruolo del nonno Pyotr, violinista fuggito dall’Ucraina insieme l’attriceAngelica Cacciapaglia, nel ruolo di Anja, e nei ruoli dei bambiniMisha e Alisa, i piccoli attori Matteo Consorte ed Elisa Di Luzio. Nel docu, cè la partecipazione straordinarie del giornalista Mediaset inviato di guerra Angelo Macchiavello. Le immagini girate al confine sono state realizzate da Matteo Veleno, con il coordinamento della troupe a cura di Giulio Capone.

Le scene della ricostruzione filmica sono state girate a Montesilvano nel mese di luglio, grazie alla disponibilità concessa da «RFI», dal «Museo del Treno» e di Renzo Gallerati, responsabile delle pubbliche relazioni dall«Associazione Culturale Amatori Ferrovie di Montesilvano» e con la collaborazione alla logistica di Stefania Delli Muti.
<Ho potuto  constatare di persona quanta sofferenza ci fosse nel volto degli ucraini sfuggiti a questa ennesima guerra e ai tanti bambini che attraversavano il confine per raggiungere Varsavia, la stazione d’Europa da dove poi venivano dirottati nelle varie città europee. Unostrazio enorme nei loro volti.» ha commentato Matteo Veleno. «Uncolpo al cuore vedere gli sguardi dei bambini ucraini: pensavo ogni volta ai miei figli in Italia e a quello che avrebbero dovuto passare quelle famiglie» ha commentato Giulio Capone, coordinatore della troupe in Ucraina.