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PRESTAZIONI POLITICHE

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Che Paese il nostro ove tutti i vizi umani si ingigantiscono in virtù di quell’egoismo che non ha più a che vedere con la sopravvivenza umana né tanto meno con l’etica del vivere civile. Immaginiamo allora come possa essere concepibile che istituzioni che dovrebbero per loro natura essere “super partes” come una magistratura contengano soggetti che presentano la loro candidatura sotto l’egida di un partito politico. Quanto la loro coscienza, chiaramente da una parte, possa essere non inficiata durante l’espressione di una sentenza? Come possiamo avvicinarci ad un confessionale se dall’altra parte abbiamo il dubbio della presenza di un sacerdote forse troppo dedito alle ingenue costumanze minorili o francamente fedifrago con l’altro sesso? Avremo una penitenza partita dall’Alto o dal basso? Come possiamo acquistare un giornale per apprendere notizie se già sappiamo quanto la stampa venga asservita se non manipolata dal regime vigente, come si ricorda nella “Stampa del ventennio”? Vorremmo tutti che un giudice faccia giustizia vera secondo legge e non secondo interpretazione molto personale di codici e codicilli che possa controvertere l’esito finale da una condanna ad un’assoluzione e viceversa. Vorremmo tutti che leggendo una notizia( c’è anche la possibilità di non pubblicarla o di relegarla all’angolo ) si notasse la semplice descrizione dei fatti senza incorrere in giudizi interpretativi personali dando al lettore stesso la libertà del suo giudizio. Purtroppo la “stampa” definita “quarto potere” dal celebre film che ne illustrava l’enorme influenza sull’opinione pubblica si ritrova oggi ad avere pesanti perdite sia economiche che di credibilità con quotidiani francamente schierati e dei quali già sappiamo come riporterebbero, nei commenti, la notizia di un evento. E lo scontro diventa feroce fra loro stessi, i loro editori e i loro munifici finanziatori. E non fa scandalo se il condirettore di “Repubblica” nominato appena tre mesi fa si candidi ora con un partito politico alla ricerca di una cadrega. C’era d’aspettarselo, al pari dei magistrati: in carrozza, si parte! Chi è artefice del proprio male pianga se stesso!

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