Progetto Città della Musica, Di Marco annuncia interrogazione

Il progetto Città della Musica di Pescara torna al centro del dibattito politico e istituzionale in Abruzzo con l’annuncio di una nuova interrogazione in Consiglio regionale da parte di Antonio Di Marco.

Città della Musica di Pescara e il confronto con l’Europa

In Europa esempi simili hanno avuto successo.
A Koog aan de Zaan, nei Paesi Bassi, con 2,7 milioni di euro è nato uno spazio urbano sotto un ponte autostradale.
Il progetto include aree di aggregazione, skate park e spazi social, ottenendo anche riconoscimenti architettonici.

A Skopje, in Macedonia del Nord, con 4 milioni di euro sono stati realizzati l’Art Bridge e l’Eye Bridge sul fiume Vardar.
A Pescara, invece, oltre 3 milioni di euro non hanno prodotto alcun risultato concreto.

Città della Musica di Pescara, un progetto archiviato

Il Comune di Pescara ha deciso, un anno fa, di archiviare la Città della Musica.
La scelta ha bloccato progettualità, obiettivi e lavori già realizzati e pagati con fondi pubblici.

L’amministrazione ha dirottato le ultime risorse sul Teatro D’Annunzio, già in condizioni critiche.
Secondo Di Marco, questa decisione dimostra una gestione poco rispettosa delle finanze pubbliche.

Il rispetto delle risorse pubbliche

Di Marco sottolinea l’importanza della responsabilità amministrativa.
Le risorse pubbliche derivano dal lavoro delle famiglie italiane e meritano attenzione e umiltà politica.

Per questo motivo presenterà un’interrogazione in Aula.
L’iniziativa segue quella già avviata da Luciano D’Alfonso presso i Ministeri competenti.

Origine e obiettivi della Città della Musica

Il progetto nasce nel 2003.
L’obiettivo era trasformare l’ex inceneritore dismesso di Pescara in un polo musicale moderno.

La struttura avrebbe ospitato sale prove, studi di registrazione e una grande sala orchestrale.
Il progetto prevedeva anche una scuola di musica, un auditorium, una mediateca e spazi culturali.

Inoltre, la Città della Musica di Pescara avrebbe dialogato con il Conservatorio statale di Musica Luisa D’Annunzio, eccellenza cittadina.

Il progetto Città della Musica e i finanziamenti nel tempo

Il primo lotto dei lavori è costato 2.850.000 euro.
I fondi provenivano dal progetto europeo Urban 2 e da risorse comunali.

Nel 2016 sono arrivati altri 1.000.000 di euro dal Masterplan Abruzzo – Patto per il Sud.
Successivamente, il Comune ha speso ulteriori risorse per aree esterne, arredi e completamenti.

Nel complesso, il progetto della Città della Musica a Pescara ha assorbito circa 3 milioni di euro pubblici.

Degrado e abbandono dell’opera

Nonostante gli investimenti, l’area è stata lasciata senza protezione.
Il degrado ha preso il sopravvento, con furti di rame e accumulo di rifiuti.

L’opera incompleta è diventata una discarica a cielo aperto.
Questo scenario rappresenta uno dei paradossi più gravi dell’intera vicenda.

Il nodo della pericolosità idraulica

Nel 2020 è entrato in vigore l’aggiornamento del Piano di Stralcio Difesa Alluvioni (Psda).
L’area della Città della Musica a Pescara è stata classificata a rischio esondazione.

La giunta comunale ha impugnato il Psda, ma allo stesso tempo ha usato quella classificazione per fermare il progetto.
Con la delibera n. 88 del 20 febbraio 2025 ha rinunciato a laboratori e aule per motivi di sicurezza idraulica.

Nuove risorse e nuovo paradosso

Approfittando della situazione, il Comune ha dirottato 1 milione di euro sul Teatro D’Annunzio.
Secondo Di Marco, questa scelta non può chiudere la vicenda.

Nel frattempo, un nuovo modello idraulico dell’Autorità di Bacino ridimensiona la pericolosità lungo il fiume Pescara.
Questo aggiornamento rende di nuovo fattibile il completamento della Città della Musica a Pescara.

L’interrogazione ai Ministri sulla Città della Musica di Pescara

Di Marco presenterà un’interrogazione ai Ministri competenti.
Chiederà se la Regione Abruzzo conosce lo stato di abbandono dell’opera.

Domanderà quali iniziative intenda adottare per tutelare il patrimonio pubblico.
Chiederà anche se l’interruzione dei lavori configuri uno spreco di denaro pubblico.

Infine, solleciterà una verifica sulla nuova perimetrazione del Psda.
L’obiettivo resta completare la Città della Musica a Pescara.

Una riflessione finale

In una Regione che spende milioni per eventi effimeri, buttare 3 milioni per un’opera culturale appare inaccettabile.
La Città della Musica a Pescara potrebbe diventare un luogo identitario e duraturo.

Magari, conclude Di Marco, anche una sala dedicata alla tradizione abruzzese di “Vola, vola, vola”.

La Redazione de La Dolce Vita
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