fbpx

PROGETTO DIGITALE PER RILANCIARE ESPORTAZIONE, PRODUZIONE ED OCCUPAZIONE DELLE PMI

Aggiornamento Forum Cernobbio. Intervento di Fabrizio Saccomanni: «Bisogna riqualificare i bancari e trasformare le filiali in centri di assistenza finanziaria alle piccole e medie Imprese». Altro: crescita cercasi, il nanismo delle imprese, l’impresa possibile, etc.

A Banche, Associazioni di Categoria, Network di Studi, Network di Imprese, Mondo della cultura, Club, Organi di Comunicazione che hanno a cuore l’integrità delle Imprese diffondiamo un progetto autofinanziato per la crescita strutturale delle PMI Made in Italy, nato dalla nostra cinquantennale esperienza nello sviluppo economico, affinché Ciascuno possa svilupparlo nell’ambito delle proprie competenze o promuoverlo nell’ambito delle proprie Relazioni. E’ fondamentale la divulgazione a tutti i livelli ed in tutti i settori delle tematiche d’Impresa.

In questo particolare momento economico dell’Italia è necessario:

▪ riorganizzare il futuro per incrementare il tessuto industriale con aziende sane, che siano accompagnate in un processo virtuoso e sostenibile utilizzando le esportazioni per rilanciare produzione ed occupazione;

▪ lavorare insieme, standardizzando le procedure più efficaci per diffondere le eccellenze, contribuendo alla crescita dell’Economia reale.

Abbiamo considerato:

1▪ La mini grandezza delle imprese italiane nel panorama internazionale [“3,2 milioni; assorbono l’80% della forza lavoro”].

2▪ Lo Studio SACE del 18.11.2014: «L’Italia può recuperare nove punti di PIL e 1,8 milioni di posti di lavoro in quattro anni se punta con decisione sui Mercati esteri», [testo a pagina3 dell’allegato].

3▪ Il comunicato SACE del 21 giugno 2016: «È alto il potenziale delle imprese all’estero: le PMI internazionalizzate rappresentano soltanto il 29%, contro il 50%  di altri Paesi, Germania per prima», [testo a pagina3 dell’allegato].

4▪  Gli ultimi suggerimenti di SDA Bocconi: «coopetition, mix di competizione e collaborazione per superare anche la dimensione conflittuale, incredibile  opportunità nelle partnership per la co-creazione di valore; chi ci riuscirà avrà un vantaggio competitivo durevole».

5▪  Il recente Report di un Istituto di credito: «Il Made in Italy è quasi assente dai mercati-chiave del futuro». Le maggiori opportunità di sviluppo del business sono previste in Cina, che rappresenterà tra cinque anni un mercato da 60 miliardi di dollari. Interessanti anche India,

Indonesia e Thailandia con un valore dell’import che arriverà a 8 miliardi. Guardando sempre alla Cina, il  nostro export si ferma all’1,3% contro il 6% dei Francesi; il Made in Italy deve recuperare terreno sui Mercati più interessanti del futuro.

6▪ L’importanza del digitale.

Banche, Associazioni di Categoria, Grandi Studi, Grandi Imprese, Mondo della cultura, Organi di Comunicazione potrebbero contribuire allo sviluppo di nuove realtà imprenditoriali facilitando le PMI, come per esempio la Germania ha fatto dal 2007, consolidando la ripresa economica con ricadute sociali tangibili sul territori.

Il “tempo” è maturo per chi scommette sul proprio futuro:

▪ il Made in Italy, patrimonio dinamico italiano, può trainare lo sviluppo armonico delle PMI.

▪ I Commercialisti hanno deciso di accompagnare le Imprese che puntano all’Estero [testo del comunicato stampa a pagina 4 dell’allegato].

▪ La Piccola Industria avverte la necessità dell’adeguamento agli standard, anche per utilizzare i futuri benefici dell’eventuale accordo UE-USA.

▪ Le Associazioni di Categoria dovranno progettare il loro futuro.

▪ Le Banche dovranno cambiare il loro modello di business per il credito alle aziende: consulenza avanzata in un mercato aperto.

▪ Lo Stato facilitatore ha gli strumenti operativi: CDP; Fondo Strategico; SACE-SIMEST, Unioncamere.

▪ Da 1° luglio 2016 la firma digitale è applicabile in tutti gli Stati membri UE.

La scheda informativa allegata riporta una delle ipotesi operative mirata a: export ragionato, massa critica, creazione di valore, cambiamento.

Il progetto è trasversale come la cultura d’Impresa ed indiretto per apportare cultura ad ogni livello ed in ogni settore; è residuale perché prevede l’Export in Paesi non utilizzati dalle imprese partecipanti; è sostenibile perché facilitato, con la fase zero a costo zero. Consente di esternalizzare la commercializzazione e non la produzione.

ANCORA NESSUN COMMENTO

I commenti sono chiusi