PRONTO SOCCORSO ESTIVO IN MONTAGNA

LUCIANO X SITOSe questa estate avete intenzione di trascorrere le vacanze in campagna o in montagna o semplicemente passare una giornata in mezzo al verde, magari sostando sul prato per un picnic, dovete assolutamente stare attenti a non “incontrare” sulla vostra strada una vipera, altrimenti la vostra gita si può trasformare in qualcosa di più grave. La comune vipera è presente in tutte le regioni italiane (tranne la Sardegna) sia in pianura che in montagna; il suo morso è di solito caratterizzato da due piccoli forellini distanziati di circa 1cm l’uno dall’altro ma la maggior parte delle volte non è facile individuare il punto esatto in cui è avvenuto il morso. La vipera e’ di dimensioni modeste, lunghezza media 80 cm, grigio-marrone oppure rossastro, con una striscia zigzagante sul dorso; si differenzia dagli altri suoi simili per la sua testa triangolare più larga rispetto al resto del corpo e le pupille verticali e non rotonde. E’ un animale che d’inverno va in letargo; i suoi habitat ideali sono le pietraie, l’erba alta o una catasta di legna: preferisce i luoghi caldi e protetti. Come tutti i serpenti sono sordi ma, reagiscono alle vibrazioni del terreno, quindi portare con sè un bastone e batterlo sul terreno è un ottimo espediente per farle allontanare. In caso di morso mantenete la calma e sangue freddo e dimenticate tutti i luoghi comuni, che avete sentito al riguardo: niente incisioni con una lama o aspirare il veleno, niente siero antivipere o lacci delle scarpe o peggio fili di ferro per bloccare la circolazione sanguinea, non somministrare al paziente nessun tipo di antidolorifico o antinfiammatori (possono avere effetti anticoagulanti). Quindi far sdraiare il malcapitato, sfilargli anelli, orologi e braccialetti prima che compaia il gonfiore, lavare la ferita solo con acqua (alcool o acqua ossigenata danno vasodilatazione e quindi una più rapida diffusione del veleno), applicare un bendaggio alla base dell’arto, sufficiente a bloccare la circolazione linfatica (quella attraverso la quale il veleno si diffonde più velocemente): un laccio troppo stretto bloccherebbe la circolazione sanguigna e i tessuti potrebbero andare in cancrena; trasportare l’infortunato al pronto soccorso, tenendolo il più possibile immobile, qui saranno somministrati cortisonici ed antibiotici: per il malcapitato il peggio passerà in poco tempo, anche se potrebbe dover restare sotto controllo per qualche giorno. Il morso di vipera è meno mortale di quanto comunemente si crede, ma non va assolutamente sottovalutato e ricordate: se avvistate una vipera cercate di stare calmi e non fate assolutamente niente, sarà lei che penserà ad andarsene e a lasciarvi tranquilli. Altra causa frequente di infortunio durante le passeggiate estive è la puntura di api, vespe e calabroni con susseguente arrossamento nella zona di penetrazione del veleno, gonfiore, prurito e dolore. Nel caso di persone allergiche al veleno dell’insetto o nel caso di un numero elevato di punture possono manifestarsi orticaria generalizzata (eruzione cutanea con prurito), gonfiore della glottide (rigonfiamento della laringe all’altezza delle corde vocali) con senso di soffocamento e anche arresto cardio-circolatorio. I primi immediati interventi si attuano: estraendo, se possibile, il pungiglione con una pinzetta ( dopo 20 secondi l’operazione è poco utile perché tutto il veleno é stato ormai liberato) delicatamente e senza usare le mani (schiacciandolo si può iniettare altro veleno); facendo scorrere acqua fredda sulla parte o facendo impacchi di ghiaccio per alleviare il dolore e rallentare l’assorbimento del veleno; applicando una crema antistaminica. Da evitare assolutamente la frizione sulla cute (aumenta l’assorbimento del veleno) e gli impacchi di ammoniaca, anche se diluita (ha effetto ustionante). Nel caso di sintomi più “marcati” recarsi immediatamente al pronto soccorso dove il personale medico provvederà eventualmente a somministrare un antistaminico per bocca o, nei casi più gravi, a inoculare una dose di adrenalina per via intramuscolare nella coscia (meglio della via sottocutanea perché agisce più rapidamente) da ripetere anche dopo 10 min. se necessario. Esistono preparazioni di adrenalina “pronto-impiego” a forma di penna che premute sulla cute in vicinanza della puntura inoculano automaticamente l’adrenalina, particolarmente utili per interventi rapidi ed efficaci; vanno periodicamente rinnovate alla scadenza e portate sempre con sé.

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