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Punto G e … Bionic Chip

Il dr. T. Stuart Meloy forse non vincerà il prossimo premio Nobel per la medicina e per la ricerca ma in ogni caso un suo apporto importante, per quel che riguarda la sfera sessuale femminile (ed anche maschile … leggete di seguito!), l’ha realizzato … anche se per errore, come lui stesso ha dichiarato. Era in sala operatoria, un giorno del 1998, per l’impianto di elettrodi nella spina dorsale di una paziente, per trattare un cronico mal di schiena. Gli elettrodi erano collegati a un dispositivo che “spara” impulsi al cervello e poter bloccare i segnali di dolore (la tecnologia è utilizzata in America nel trattamento del morbo di Parkinson), ma quando attiva l’alimentazione dell’apparecchiatura, la paziente emette qualcosa tra un urlo e un gemito; alla domanda di che cosa non andava, posta dal dott. Meloy, un esperto in anestesia e terapia del dolore, lei candidamente gli rispose: “Dovrai insegnare a mio marito come farlo”. Un po’ imbarazzato aveva spostato gli elettrodi, fino a trovare la giusta posizione, per avviare la terapia richiesta; tornato a casa raccontò l’accaduto alla moglie. Forse poichè la notte porta consiglio o perché solleticato dalla moglie (un pò più incuriosita di lui … ) sta di fatto che la mattina successiva, di buon ora, ritorna in studio deciso di approfondire l’argomento ed elabora alcune varianti alla macchina e al suo programma. Eureka … funziona!

Senza volerlo aveva trovato, stimolando (erroneamente) i centri del piacere del cervello, il modo di produrre un orgasmo alla paziente ed inventato il “chip del sesso”, una macchina elettronica che genera sensazioni sessuali. Non ha molta fantasia il bravo dottore della Nord Carolina (che comunque vanta un invidiato palmares: ha conseguito attestati in Chimica Honors alla Duke University e una laurea MD da Bowman Gray School of Medicine alla Wake Forest University, e completato il suo lavoro post-laurea presso la George Washington University Medical Center) e chiama la sua invenzione Orgasmotron riprendendo il nome dalla fantasiosa macchina/ascensore che induceva orgasmi nel film “Sleeper”, del 1973, con Woody Allen, ma oramai il successo è alle porte. Come tutti sanno (soprattutto negli States) con il denaro non si scherza, fonda quindi subito una società a suo nome … ed inizia la sperimentazione, con uno studio pilota, utilizzando un dispositivo approvato per l’uso nel trattamento di problemi alla vescica e del dolore, impiantando gli elettrodi, nella zona spinale su 11 donne, alcune delle quali non avevano mai avuto un orgasmo. Le pazienti scelte hanno accettato di riferire le loro sensazioni sessuali, in un registro regolarmente compilato e sono state autorizzate a utilizzare il dispositivo per nove giorni ad libitum. Lo studio di Meloy, pubblicato nel 2006 sulla rivista Neuromodulation, ha riferito che 10 delle 11 pazienti sentivano “stimolazione piacevole” dal dispositivo, compresa una maggiore lubrificazione vaginale. Le donne che hanno utilizzato il dispositivo hanno riferito di sentire come se il loro clitoride e la vagina fossero effettivamente stimolati con un effetto molto “realistico”.

Riferisce il dott. Maloy che addirittura una paziente “esposta” al test si era posta il problema se l’uso dell’apparecchio potesse essere considerato adulterio. In alcuni casi, riferisce sempre il dott. Maloy, alcune pazienti oltre all’orgasmo presentavano lo spasmo delle dita dei piedi segno di un’intensità, proveniente dai genitali, molto forte. Per il momento si aspetta l’approvazione della severissima commissione americana Food and Drug Administration che potrebbe concedere il via libera al dispositivo ed inviarlo al mercato nel giro di due o tre anni. L’inventore della “macchina prodigiosa” comunque continua la sua sperimentazione e rifiuta l’utilizzo della stessa per scopi non prettamente medico-sperimentali (anche se da più parti giungono grosse pressioni da parte d’industrie medico-farmaceutiche per una distribuzione di massa dell’apparato). Contraddicendosi il nostro inventore cerca però un nuovo design per la propria “creatura” per renderla più semplice e di più facile utilizzo (!). Il dispositivo, più piccolo di un pacchetto di sigarette verrebbe impiantato sotto la pelle di un gluteo; tramite elettrodi (come fosse un elettrostimolatore) o micro chips (secondo gli ultimi aggiornamenti) l’impulso raggiunge la colonna spinale della paziente per permetterle di avere il controllo sui propri orgasmi grazie ad un telecomando, che potrà tenere nel palmo, anche durante un rapporto sessuale, per avviare l’orgasmo. Interrogato sulla “posologia” Meloy ha precisato che il dispositivo potrebbe essere limitato, per dispensare piacere, al massimo “una volta al giorno, massimo quattro a settimana … no comment! Nel frattempo è iniziata la sperimentazione anche sugli uomini e, sempre secondo il dottore/inventore i risultati sono più che soddisfacenti in quanto, oltre all’eiaculazione, si sarebbe ottenuta anche un’ottima erezione, anche in pazienti affetti da impotenza erettile. Una volta approvato l’ Orgasmotron verrebbe a costare 12 mila euro (compreso l’impianto), non proprio economico ma …

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