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Q I

Il cervello umano sviluppa due processi mentali differenti, ma intersecantisi, descritti come: affettivi e cognitivi. I sentimenti e le emozioni fanno parte della prima funzione mentre la memoria, l’apprendimento, il ragionamento fanno parte della sfera cognitiva che un po’ approssimativamente, si sintetizza con il termine intelligenza. Il primo che si interessò dei processi cognitivi, fu nei secoli passati, Aristotele; il filosofo greco (nato a Stagira nel 384 a.C.) dedicò gran parte del suo tempo allo studio della conoscenza scientifica e dell’analitica intesa come ragionamento. Per intelligenza indichiamo la capacità di capire e risolvere problemi o situazioni, spesso sconosciuti ai più; ma i sistemi di valutazione per stabilire un gradiente intellettivo, sono abbastanza vaghi perché riguardano una sfera molto ampia e variegata. Il primo che ha cercato di misurare l’intelligenza fu, a metà del ‘800, l’antropologo Francis Galton (cugino del famoso naturalista britannico Charles Robert Darwin) che approntò i primi test per realizzare delle scale d’intelligenza. Da allora a oggi i quesiti sono diventati molto più complessi, spaziano in diversi settori della conoscenza e prendono in esame innumerevoli varianti legate anche all’etnia, al sesso, alle condizioni sociali, al grado d’istruzione ect. e portano a un valore risultante, denominato QI (quoziente d’intelligenza) con lo scopo di misurare (con un numero) lo sviluppo cognitivo dell’individuo.
Questo significa che l’Intelligence Quotient (così lo aveva denominato per primo lo psicologo tedesco William Stern nel 1912) è influenzato dall’età del soggetto analizzato, ma non risulta nessuna correlazione con l’ereditarietà dell’intelligenza, anche se c’è sempre l’eccezione che conferma la regola. Il punteggio medio è 100 ma Marilyn vos Savant, discendente dello scienziato Ernst Mach, nel 1956, all’età di 10 anni realizzò, in seguito a un test d’intelligenza, un valore di 228 con un’età mentale corrispondente a un individuo di 23 anni; per fare un paragone il QI di Albert Einstein era di 160! Negli ultimi anni moltissimi studiosi si sono impegnati a studiare il cervello umano e cercare una correlazione diretta con il QI, anche allo scopo di poter realizzare un sistema che portasse a un’intelligenza artificiale da impiantare nel cervello umano; ma a tutt’oggi una correlazione di “certezza” non esiste.

Di sicuro le misure antropometriche non influenzano il QI quindi la grandezza del cervello è risultata ininfluente sul valore finale; studi condotti applicando la risonanza magnetica (fMRI) e altre strumentazioni computerizzate (tecnica del neuroimaging) non hanno portato a nessun risultato soddisfacente. Si deve allo psicologo inglese Raymond Cattel la paternità della “scissione “ dell’intelligenza generale in Gf (intelligenza fluida) e Gc (intelligenza cristallizzata); la prima (chiamata anche problem-solving) è intesa come la capacità di pensare logicamente e di risolvere un problema (logico, scientifico o matematico), indipendentemente dalle conoscenze acquisite, identificando degli schemi e delle relazioni, utilizzando un ragionamento logico (sia induttivo sia quello deduttivo). L’intelligenza cristallizzata invece, utilizzando informazioni dalla memoria a lungo termine che un individuo possiede, è la capacità di utilizzare competenze, conoscenze ed esperienze, acquisite nel passato, per ottenere un risultato. Un esempio su tutti: un bambino che ha appena imparato a fare le operazioni aritmetiche con i numeri, ha si acquisito un nuovo pezzo d’intelligenza cristallizzata, ma la sua capacità generale di imparare e capire (Gf) non è stata alterata.

In un mondo sempre più tecnologico e informatico, con industrie sempre a “caccia” di talenti, la ricerca della formula dell’intelligenza ha messo in campo diversi milioni di euro (o dollari) stanziati da università e holding che nel frattempo cercano una correlazione a tutt’oggi sconosciuta. Vista la difficoltà oggettiva a trovare questa super mente si sta invece frazionando la specializzazione dell’individuo e sono nate nuove figure “specialistiche” e “settoriali”; sono gli esperti di problem finding e problem shaping: i primi sono gli esperti della scoperta del problema e il loro compito finisce lì e danno “campo” ai secondi che invece (letteralmente) devono dare forma al problema. Il primo test d’intelligenza, redatto dallo psicologo francese Alfred Binet, per classificare “i cervelli”, risale al 1905 e nonostante che per molti può risultare forviante, rimane a tutt’oggi il miglior indicatore; su questa base, sia l’organizzazione Super Scholar sia la The World Genius Directory, hanno stilato una graduatoria degli uomini più intelligenti del pianeta.

Attualmente, tra i personaggi viventi, risulta primo in classifica Terence Tao con 230 di QI (il più giovane professore, a venti anni, del prestigioso college alla UCLA), segue con 225 Christopher Hirata che a 13 anni ha vinto le Olimpiadi di Fisica, Kim Ung-Yong (per molti anni al primo posto nel Guinness dei Primati) è “solo” terzo con 210 seguito dallo psichiatra greco Evangelos Katsioulis con 198 punti; il primo italiano è l’ingegnere Gaetano Morelli con 169 punti. Nella storia invece il primato spetta al poeta J.W. von Goethe con 210 di QI, a lieve distanza con 205 punti abbiamo il nostro Leonardo da Vinci e Galileo Galilei con 185 di QI. Nel mondo dello spettacolo abbiamo la sorpresa di trovare diverse star con punteggi alti: il recordman è l’attore James Woods con ben 180 di QI, Matt Damon 160, il regista Quentin Tarantino 160, l’ex modella Cindy Crawford 154, Sharon Stone 154, Veronica Ciccone (in arte Madonna), al pari di Shakira 140. A livello di popolazione, in generale, nel mondo, i più “intelligenti” risultano, sulla base dei risultati dei test di massa eseguiti in 113 paesi, gli abitanti di Singapore seguiti dai coreani del sud e dai giapponesi; noi italiani ci classifichiamo al quarto posto surclassando la Gran Bretagna “solo” settima, la “grande” Germania ottava, la Francia nona e la Russia decima. Forse ai prossimi vertici del G8 qualcuno potrebbe ricordare questa classifica che ci vede primi in Europa!

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