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Quali sono gli effetti della pandemia sui mercati?

L’Italia è il 9° esportatore mondiale di beni e il 13° importatore, per il nostro paese le turbolenze geopolitiche (in primis i dazi USA e la Brexit) e gli effetti della pandemia, hanno interrotto un ciclo di crescita costante delle nostre esportazioni durato per oltre 10 anni.

Le Piccole e Medie Imprese italiane hanno un ruolo chiave per le esportazioni, rappresentando il 50% del valore dell’Export, rispetto al 20% di Francia e Germania; occorre pertanto sostenere con forza la ripresa delle nostre esportazioni, poiché la ridotta dimensione aziendale rende il tessuto produttivo più fragile ed esposto alle difficoltà esterne.

Nel 2019 i primi 10 mercati di destinazione delle vendite all’estero sono stati: Giappone, Svizzera, Croazia, Canada, USA, Corea del Sud, Arabia Saudita, Belgio, Regno Unito e Russia.

GLI EFFETTI DELLA PANDEMIA

Nei primi 5 mesi del 2020 gli effetti riconducibili al Covid-19, sono stati particolarmente forti per le nostre esportazioni in India (-33,9%); Cina e Spagna (-21,9%); UK (-21,5%); Romania (-19,8%); Francia (-18,3%); Austria (-17%).

L’Istat ha certificato una caduta tendenziale delle esportazioni del 16% nei primi cinque mesi del 2020, tuttavia l’andamento congiunturale segna una crescita del 35% da aprile a maggio, un dato incoraggiante che mostra la ripresa delle attività.

La riduzione più rilevante per l’anno in corso è prevista per gli autoveicoli (-34,5%); articoli sportivi, gioielleria, strumenti musicali e medicali (-32,5%) e per i Prodotti tessili e dell’abbigliamento, pelli e accessori (-28%), mentre risultano in crescita i prodotti del settore Farmaceutico (+16%) e di Alimentari e Bevande (+4,3%).

I MERCATI CHE TRAINERANNO LA RIPRESA

Secondo le stime Prometeia per ICE, i primi 10 paesi con le maggiori prospettive di crescita dell’Export tricolore nel periodo 2021 – 2022 saranno in Repubblica Ceca; Romania; Cina; Polonia; Russia; Turchia; Hong Kong; Ungheria; Germania e Sud Corea.

Nei paesi asiatici emergenti l’accelerazione nell’utilizzo del commercio elettronico nell’ area potrebbe consolidarsi e favorire la crescita degli scambi, in particolare per i beni di consumo.

Per l’Italia e i prodotti del “Bello e Ben Fatto” della Moda, dell’Agroalimentare e dell’Arredamento, si apriranno nuove opportunità di crescita.

Buone prospettive di ripresa anche per il Giappone dove le esportazioni italiane nel 2019 avevano registrato un trend straordinario con il +19,7% – e per i paesi dell’area Asean – l’Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico – Indonesia, Filippine, Malesia, Singapore e Tailandia, Brunei, Laos, Myanmar, Vietnam e Cambogia.

Innovazione, valore, salute e sostenibilità acquisiranno ancor più importanza unitamente ai canali di marketing e di comunicazione legati alla “digital transformation”.

OPPURTUNITÀ DI FINANZIAMENTO

Il Polo dell’export e dell’internazionalizzazione di SACE e SIMEST, gestisce sette diversi piani finanziabili: Patrimonializzazione; Partecipare a fiere internazionali, mostre e missioni di Sistema; Inserimento mercati esteri; Temporary Export Manager (TEM); E-commerce; Studi di fattibilità; Programmi di assistenza tecnica.

Gli incentivi all’internazionalizzazione consistono in un finanziamento a tasso agevolato pari al 10% del tasso di riferimento UE (0,078%).

Fino al 31 dicembre 2020, le aziende potranno accedere ai finanziamenti senza presentare la garanzia, ottenendo fino al 40% del finanziamento a fondo perduto (il 20% per lo strumento inserimento mercati esteri) per un contributo massimo € 100.000.

di Alessandro Addari

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