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Quando è nata l’idea di far lavorare i dipendenti da casa?

L’idea di far lavorare i dipendenti da casa è nata nel ‘70 e coincide con la nascita dei primi computer.

L’austerity causata dalla crisi petrolifera del 1973 indusse il governo degli Stati Uniti a valutare il concetto di “telecommuting”: spostare i dati anziché far spostare le persone.

BELL LANCIÒ IL LAVORO ALTERNATIVO

Bell lanciò il progetto “Alternative Work Arrangement”, che puntava a sfruttare le tecnologie di connettività proprietarie per permettere, in via sperimentale, ad alcuni dipendenti di lavorare da casa o in specifici hub.

IL TELELAVORO PER TUTTI O QUASI

AT&T prevedeva che nel 2000 il telelavoro avrebbe coinvolto l’intera popolazione americana, ridimensionando poi la stima al 40% degli occupati. Invece, alla fine degli anni ’90, negli Stati Uniti i telelavoratori erano circa 16 milioni, mentre in Europa, grazie anche alla spinta della Commissione e delle Pubbliche amministrazioni (risalgono per esempio al 2000 l’accordo quadro nazionale italiano e al 2004 l’accordo interconfederale per il contesto europeo), le persone che lavoravano da remoto erano in quegli anni circa nove milioni.

DIFFERENZE CON LO SMART WORKING

Sbagliato confondere telelavoro e smart working o lavoro agile. L’unico elemento in comune è che il dipendente svolge il lavoro a casa o altro luogo senza recarsi in ufficio, ma hanno presupposti differenti:

» il telelavoro è una scelta definitiva o a lungo termine che si basa su un preciso accordo contrattuale con l’azienda e si svolge in casa;

» lo smart working è una modalità “agile” che può essere sfruttata in diverse circostanze senza essere definitivo e in diversi luoghi (in base alle necessità del dipendete).

IL TELELAVORO SCELTO ALL’ORIGINE

Il telelavoro è una scelta che il dipendente fa all’origine: lavorare da casa anziché in ufficio, con l’obbligo di essere online durante tutto l’orario di lavoro e la dotazione di strumenti idonei (che il datore di lavoro deve fornire e verificarne la funzionalità).

LO SMART WORKING UNA NECESSITÀ MOMENTANEA

Lo smart working o lavoro agile, invece, non è una scelta definitiva ma una modalità utile a risolvere particolari problemi, ad esempio un raffreddamento o un periodo post-operatorio.
In questo caso il dipendente può scegliere il luogo in cui lavorare, che non deve coincidere necessariamente con la propria abitazione e può anche cambiarlo in corso di esecuzione.

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