Rassegna corale e Premio Lamberto Pietropoli: un weekend di musica all’Aquila
L’AQUILA – Sabato 4 e domenica 5 ottobre la città dell’Aquila è stata animata dalla Rassegna corale e Premio “Lamberto Pietropoli”, giunto alla sua nona edizione. L’evento, ospitato nell’Auditorium del Parco, ha riunito sei cori provenienti da diverse regioni italiane, trasformando il capoluogo abruzzese in una vera e propria capitale del canto corale.
Sul palco si sono alternati il Coro della Collina di Roma diretto da Filippo Stefanelli, il Coro Franco Potenza di Roma diretto da Saverio Potenza, il Coro IncantArte di Genova guidato da Patrizia Merciari, il CoroPop di Salerno diretto da Ciro Garavano (noto membro dei Neri per Caso), il Coro Vocal Oddity di Roma diretto da Raffaella Potenza e il Gruppo Corale Femminile Lunae Cantores di Castelnovo Ne’ Monti (Reggio Emilia).
Il Premio a Roberta Paraninfo e l’invasione musicale nel centro storico
La giuria ha conferito il prestigioso Premio Pietropoli 2025 a Roberta Paraninfo, formatrice e direttrice di coro di altissimo livello e talento riconosciuto. La musicista ha recentemente conquistato il Concorso Polifonico Internazionale di Arezzo, confermando la sua eccellenza nel panorama della direzione corale italiana e internazionale. Durante la mattinata di domenica, i cori hanno animato il centro storico dell’Aquila, diffondendo entusiasmo e musica tra piazze, vicoli e portici della città.
Successivamente, intorno alle 11.30, tutti i gruppi si sono ritrovati sotto i portici del Corso, trasformando l’incontro in una grande festa condivisa. In quell’occasione, il Coro ACPM di Castelvecchio Subequo, diretto da Vincenzo Vivio, ha accolto i partecipanti con un’esibizione calorosa e di grande intensità artistica.
Successo unanime e riflessione sugli spazi culturali
I partecipanti hanno espresso consensi unanimi per la manifestazione, elogiando con entusiasmo l’organizzazione precisa e l’atmosfera ricca di condivisione artistica e umana. Tuttavia, molti hanno sottolineato con preoccupazione la carenza di spazi chiusi dedicati ai concerti, un limite che rischia di penalizzare la città. Questo problema appare ancora più urgente in vista delle imminenti celebrazioni per “L’Aquila Capitale della Cultura 2026”, che richiederanno strutture adeguate e funzionali. Nonostante queste difficoltà logistiche, la rassegna ha rafforzato il legame tra musica e comunità, dimostrando come il canto corale possa davvero unire le persone. Inoltre, l’evento ha confermato che la musica resta un mezzo potente di rinascita culturale, capace di restituire all’Aquila energia, bellezza e speranza.
La Redazione de La Dolce Vita
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