Recupero del Team Totani Dakar 2026: prudenza, strategia e un altro passo avanti

Il Recupero del Team Totani alla Dakar 2026 è la frase che racconta al meglio la giornata vissuta dai fratelli Totani nella tappa marathon.
Ad Al Ula, il 7 gennaio 2026, la parola d’ordine è stata una sola: prudenza. Valeva per tutti, e quindi anche per gli aquilani, impegnati nella prima parte della prima tappa marathon della Dakar 2026, dimostrando il loro recupero.

La particolarità della giornata, infatti, è stata l’arrivo al bivacco “refuge”, senza assistenza tecnica tradizionale. Di conseguenza, ogni scelta ha avuto un peso decisivo per il Recupero Team Totani alla Dakar 2026.

La prima tappa marathon della Dakar 2026 e il Recupero del team Totani

La tappa si è rivelata veloce e selettiva. Per coprire i 452 chilometri previsti, il vincitore di giornata, il sudafricano Henk Lategan, ha impiegato 4 ore e 47 minuti, mantenendo una media di 94,5 km/h, nonostante i terreni misti e la polvere.

I fratelli Silvio Totani e Tito Totani sono partiti dalla 92ª posizione alle 8:12. Davanti a loro c’erano diversi piloti veloci, rallentati nei giorni precedenti da problemi meccanici. Pertanto, la prima parte della speciale è risultata più scorrevole del previsto.

Ancora una volta, inoltre, la cosiddetta “maledizione del primo posto” ha colpito.

Dakar 2026: errori, colpi di scena e recuperi

Dopo quanto accaduto a Quintero e De Mevius nelle tappe precedenti, oggi è stato il turno di Mitch Guthrie. Partito in testa, ha probabilmente commesso un errore di navigazione. Di conseguenza, ha accumulato un ritardo di 44 minuti, chiudendo la tappa al 27° posto.

Nel frattempo, il recupero di Totani nella Dakar 2026 ha continuato a prendere forma, dimostrando la loro resilienza. La classifica di giornata, seppur non definitiva, vede i fratelli intorno alla 65ª posizione, con un tempo di 6 ore e 3 minuti. La media oraria di 74 km/h conferma una prestazione solida e intelligente.

Team Totani Dakar 2026 e classifica generale dopo il recupero

In classifica generale, i Totani si aggirano attorno alla 70ª posizione con il loro buggy Optimus a due ruote motrici. Inoltre, senza i 29 minuti di penalità per eccesso di velocità, avrebbero recuperato circa dieci posizioni nella Dakar 2026.

Al bivacco marathon, però, non è possibile comunicare. Mancano connessione e campo, quindi ogni contatto è impossibile. Tuttavia, l’obiettivo resta chiaro: fidarsi del mezzo e non commettere errori. La strada, infatti, è ancora molto lunga.

La seconda parte della tappa marathon verso Hail

Domani la carovana della Dakar si sposterà verso Hail per la seconda parte della tappa marathon. Moto e auto affronteranno percorsi diversi: 352 km per le moto e 371 km per auto, camion e SSV, con soli due chilometri di trasferimento iniziale e 54 finali verso il bivacco.

Si tratta di una speciale in parte già conosciuta. Intorno a Hail, infatti, la Dakar e altre gare saudite hanno già corso più volte. Qui domina la montagna, con pietre e piste dure, mentre la sabbia è quasi assente.

La prima auto entrerà in speciale alle 8. Inizialmente, dovrà confrontarsi con le tracce del giorno precedente. Subito dopo, invece, troverà piste parallele sabbiose, rapide ma insidiose.

Dakar 2026: abbandoni e una statistica che pesa

Un’ultima curiosità chiude questa giornata di gara. Alla quarta tappa della Dakar 2026 si contano già 14 abbandoni. Tra questi figurano tre camion e quattro auto, incluso il vincitore 2025 Yazeed Al Rajhi.

Ancora più sfortunati i piloti moto. I percorsi durissimi hanno causato anche fratture, oltre alle rotture meccaniche, come nei casi di Svitko o Al Balooshi, ma con il recupero dei Totani si prospetta uno scenario diverso.

Il Recupero del Team Totani, intanto, continua nella Dakar 2026. Con prudenza, costanza e una strategia lucida, i fratelli aquilani restano pienamente in gara.

La Redazione de La Dolce Vita
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