Nuovi requisiti per la pensione di vecchiaia
Dal 2027 cambiano i requisiti per la pensione di vecchiaia, secondo quanto previsto dall’articolo 12 del decreto-legge 30 aprile 1997, n. 184. L’adeguamento automatico tiene conto dell’aumento della speranza di vita calcolato dall’Istat e recepito nella bozza della Legge di Bilancio 2026.
A partire dal 2027, l’età pensionabile sarà di 67 anni e un mese, con almeno 20 anni di contributi effettivi. Dal 2028, invece, salirà a 67 anni e tre mesi. Si tratta del primo incremento dal 2019, dopo la sospensione degli adeguamenti legati alla longevità.
Un esempio pratico: un lavoratore nato nel novembre 1960, con 20 anni di contributi nel 2027, andrà in pensione solo nel dicembre dello stesso anno.
Pensione anticipata: cresce il requisito contributivo
Anche i requisiti per la pensione anticipata ordinaria aumentano dal 2027, come previsto dall’articolo 24 del decreto-legge n. 201/2011. Gli uomini dovranno maturare 42 anni e 11 mesi di contributi, mentre le donne 41 anni e 11 mesi.
Dal 2028 si passerà a 43 anni e un mese per gli uomini e 42 anni e un mese per le donne. Resta invariata la finestra mobile di tre mesi tra il raggiungimento dei requisiti e la decorrenza del trattamento pensionistico.
Per i lavoratori con carriera lunga, l’incremento comporterà un rinvio effettivo dell’uscita e un ritardo nella rivalutazione della pensione.
Il ruolo del Parlamento nella Manovra 2026
Il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti ha precisato che l’aumento dei requisiti rappresenta una proposta del Governo, e non una decisione definitiva. In fase di approvazione della Manovra 2026, il Parlamento potrà modificare o attenuare i criteri, introducendo eventuali correttivi. Questa apertura lascia intravedere margini di flessibilità per tutelare chi è prossimo alla pensione e per evitare effetti troppo pesanti sulle categorie più deboli.
I nuovi Requisiti per la pensione di vecchiaia: Pensione anticipata contributiva e lavori esclusi dall’aumento
Per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1996, la pensione anticipata contributiva subirà un analogo incremento: 64 anni e un mese dal 2027 e 64 anni e tre mesi dal 2028, con almeno 20 anni di contributi effettivi.
Tuttavia, le attività gravose e usuranti definite dal decreto legislativo n. 67/2011 restano escluse dagli aumenti. Lo stesso vale per i lavoratori precoci, con almeno 12 mesi di contributi prima dei 19 anni.
Aumento pensioni minime e impatto sui conti pubblici
Nel 2026 le pensioni minime cresceranno di 20 euro mensili, con una soglia che supererà i 630 euro, secondo le stime INPS.
L’adeguamento dei requisiti genererà un risparmio stimato di 3 miliardi di euro tra il 2027 e il 2029, utile a sostenere le nuove misure sociali e fiscali. Tuttavia, i sindacati chiedono un confronto per introdurre maggiore flessibilità in uscita e tutele per chi ha carriere discontinue o redditi medio-bassi.