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Rex … the million dollar man

E’ stato chiamato Rex, è alto un metro ed ottanta centimetri (6 piedi) ed è il primo uomo … artificiale costruito … dall’uomo. E’ costato complessivamente un milione di dollari ed è il frutto della ricerca medica più ampia mai realizzata. Con la supervisione di Rich Walker (consigliere delegato della “Ombra Robot”: azienda all’avanguardia nel settore cyber e con un team di “cervelloni” da fare invidia alla NASA) hanno partecipato istituti di ricerca di tutto il mondo al progetto di realizzazione del primo Uomo Bionico. E’ composto di organi artificiali e arti protesici: con i suoi occhi castani scruta il mondo, riconosce gli oggetti ed evita gli ostacoli grazie ad un sofisticato sistema di visione artificiale; il suo utilizzo in medicina ha permesso all’australiana Dianne Ashworthha di ritrovare la vista perduta a causa di una retinite pigmentosa ereditaria. L’intervento d’istallazione dell’occhio bionico, avvenuto presso l’ospedale Royal Victorian, è stato un notevole passo in avanti nel settore oculistico e dà a migliaia di persone affette dalla patologia la speranza di tornare a vedere.

La macchina propulsiva del cyberman è composta da un perfetto sistema cardio-respiratorio costituito da cuore e polmoni funzionanti: il sangue sintetico viene “pompato” in circolo in una rete di arterie in polimero e viene filtrato da una milza bionica, il pancreas (inventato dalla professoressa Joan Taylor della De Montfort University) è costituito da un involucro di gel solido che conserva una scorta d’insulina da rilasciare o trattenere con un processo autoregolante, senza interventi volontari: il gel si scioglie se il livello di glucosio supera il livello soglia e l’insulina viene rilasciata nel circolo sanguigno, viceversa se il livello di glucosio diminuisce, il gel si risolidifica. Un gruppo di scienziati, diretto dal professor Shuvo Roy’s dell’Università di San Francisco in California ha realizzato il rene dotato di un sistema di filtraggio funzionante con la sola pressione sanguigna corporea e una cartuccia, che ospita le cellule tubulari renali viventi fornite da un donatore sano, attraverso le quali passa la sostanza filtrata e la trasforma in urina. Il cervello digitale è stato creato dalla Darlow Smithson Productions con la collaborazione del dr. Bertold Meyer, un ricercatore dell’Università di Zurigo … molto “particolare”: nato con la parte inferiore del braccio sinistro congenitamente mancante ha portato la sua prima protesi all’età di 3 anni, tra i 14 e i 19 anni ha indossato un arto alimentato da una serie di cavi collegati alla parte restante del suo braccio e nel 99′ ha sperimentato il primo dispositivo protesico mio-elettrico, infine nel 2009 è stato dotato di una “i-Limb Pulse Touch Bionics”, una mano artificiale che adesso gli permette di svolgere tutte le funzioni … anche come lui ha “scherzosamente” dichiarato, … battere le mani.

La mano bionica, ideata dall’ingegnere David Gow, rappresenta una svolta nel campo protesico perché adattabile anche ai bambini: il motore centrale è costituito da tanti piccoli motori integrati nei pollici delle mani e regolano automaticamente la presa grazie a dei sensori che indicano l’esatta pressione da esercitare per afferrare un oggetto con la giusta forza. L’Uomo Bionico ha 200 processori, un milione di sensori ed è controllato da un computer con un collegamento Bluetooth per azionare gli arti; nessuno stupore quindi se tra qualche anno lo vedrete tranquillamente passeggiare per le strade e … darvi qualche indicazione nel caso vi siate persi. Per il momento è ospite al Museo della Scienza di Londra. Sembra lontano il 1974, l’anno in cui la televisione americana ABC trasmise la prima puntata della fortunata serie “L’uomo da sei milioni di dollari” (titolo originale: The Six Million Dollar Man), liberamente ispirata al romanzo Cyborg di Martin Caidin di cui furono girati 100 episodi e fecero conoscere al mondo il colonnello Steve Austin che a causa di un incidente durante una missione aveva perso le gambe, il braccio destro e l’occhio destro, organi sostituiti, con una ricostruzione bionica all’avanguardia, con arti bionici. Oggi tutto questo sta per diventare realtà … al servizio della scienza e della medicina.

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