Rimborsi nefropatici in ritardo: pagamenti parziali a Chieti
Irimborsi nefropatici in ritardotornano al centro dell’attenzione in Abruzzo. A Chieti, infatti, arrivano finalmente gli accrediti relativi a quattro mesi del 2025. Tuttavia, il 2026 resta ancora fermo.
Lo rende noto FINTRED ODV Chieti, la Federazione Italiana Nefropatici Trapiantati di Rene e Donatori. L’associazione parla di un segnale positivo, ma ancora insufficiente.
Nel dettaglio, la ASL 2 Lanciano-Vasto-Chieti ha erogato i rimborsi destinati ai pazienti in emodialisi e ai trapiantati. Tuttavia, si tratta solo di una parte delle somme dovute.
Rimborsi nefropatici in ritardo: il 2026 resta bloccato
Nonostante i pagamenti del 2025, irimborsi nefropatici in ritardocontinuano a creare disagi. Infatti, risultano ancora non erogati i contributi relativi ai mesi di gennaio, febbraio e marzo 2026.
Di conseguenza, i pazienti devono sostenere spese elevate senza un supporto tempestivo. In molti casi, i costi riguardano trasporti e cure essenziali.
Inoltre, questa situazione pesa soprattutto su persone già fragili, costrette a cure continue e spesso complesse.
Una legge ferma al 1998: serve un aggiornamento
Rimborsi nefropatici in ritardo e normativa obsoleta
Secondo FINTRED ODV Chieti, il problema è anche strutturale. La normativa regionale di riferimento risale al 1998 e utilizza ancora importi espressi in lire.
Di conseguenza, i rimborsi risultano ormai inadeguati rispetto al costo della vita attuale.
Per questo motivo, l’associazione chiede un aggiornamento urgente della legge. Inoltre, propone un adeguamento reale degli importi.
Le richieste di FINTRED: tempi certi e diritti estesi
Rimborsi nefropatici in ritardo: le priorità
FINTRED ODV Chieti individua alcune azioni non più rinviabili:
- aggiornare la legge regionale del 1998
- adeguare i rimborsi ai costi attuali
- estendere il diritto anche ai pazienti in dialisi peritoneale
- garantire tempi certi per i pagamenti, con cadenza mensile o bimestrale
Inoltre, l’associazione sottolinea che la gestione attuale non è più sostenibile.
“La salute non può aspettare”: l’appello dei pazienti
“Non è più accettabile – dichiara FINTRED – che nel 2026 si utilizzino parametri economici di oltre venticinque anni fa”.
Parole forti, che evidenziano una criticità concreta. Infatti, i rimborsi rappresentano un supporto essenziale per affrontare cure e spostamenti.
Per questo motivo, l’associazione ribadisce la necessità di un confronto immediato con la ASL e la Regione Abruzzo.
Rimborsi nefropatici in ritardo: una questione ancora aperta
Il tema deirimborsi nefropatici in ritardoresta quindi aperto. Da un lato, gli accrediti del 2025 segnano un passo avanti. Dall’altro, il blocco del 2026 evidenzia ritardi ancora pesanti.
Di conseguenza, il rischio è che i pazienti continuino a sostenere costi senza certezze.
La richiesta è chiara: tempi certi, regole aggiornate e diritti garantiti. Perché, come ricordano i pazienti, la salute non può aspettare.
