La sanità e inclusione per le persone senza dimora torna al centro del dibattito grazie all’iniziativa del consigliere regionale Antonio Di Marco. Infatti, la proposta punta a rafforzare il diritto alla salute anche per le persone più fragili.
Sanità e inclusione per le persone senza dimora: la proposta di Di Marco
Antonio Di Marcoaccoglie positivamente le misure annunciate dal ministroOrazio Schillaci. Tuttavia, sottolinea che è necessario fare un passo in più.
Per questo motivo, propone di estendere questi programmi anche alla città di Pescara. Inoltre, richiama il percorso avviato nel 2015 dall’amministrazione guidata dal sindacoMarco Alessandrini. In quell’occasione, infatti, fu riconosciuta la possibilità di ottenere documenti utili alla copertura sanitaria.
Di conseguenza, il consigliere ha inviato una lettera al Ministero della Salute, al presidente della RegioneMarco Marsilioe all’assessoraNicoletta Verì. L’obiettivo è inserire Pescara nella sperimentazione prevista dal cosiddetto “Decreto Schillaci”.
Il nuovo modello sanitario di l’inclusione per i senza dimora
Il piano illustrato in Parlamento punta a costruire una rete integrata. In particolare, coinvolge servizi sanitari, medici di medicina generale, servizi sociali ed enti del terzo settore, rafforzando così la sanità e l’inclusione per i senza dimora.
Inoltre, dedica grande attenzione alle persone senza dimora e ai minori vulnerabili. Di conseguenza, mira a superare le barriere che oggi impediscono l’accesso ai servizi sanitari di base.
Infatti, chi non ha una residenza anagrafica incontra ancora molte difficoltà. Per questo motivo, il progetto introduce modelli innovativi di presa in carico sanitaria.
Sanità e inclusione per i senza dimora: perché Pescara è pronta
Secondo Di Marco, Pescara possiede tutte le caratteristiche per essere inclusa nel programma. In primo luogo, la città conta circa 118.000 residenti. Tuttavia, registra ogni giorno un significativo afflusso di persone non residenti, elemento che rafforza l’esigenza di sviluppare politiche di sanità e inclusione per i senza dimora.
Inoltre, si stima la presenza di circa 100–120 persone senza fissa dimora. Questo dato risulta comparabile con quello di altre città già coinvolte nella sperimentazione.
Allo stesso tempo, il territorio ha già maturato esperienze importanti. Infatti, operano servizi sociali, unità di strada e numerose associazioni. Inoltre, sono state avviate iniziative per facilitare l’accesso alla copertura sanitaria attraverso il rilascio di documenti.
Una rete da rafforzare per garantire il diritto alla salute
Escludere Pescara, secondo Di Marco, significherebbe perdere un’opportunità concreta. Infatti, la città potrebbe rafforzare una rete di assistenza già attiva, rendendo più efficace la sanità e l’inclusione per le persone senza dimora.
Attualmente, il sistema garantisce un primo livello di intervento. Tuttavia, necessita di maggiore continuità e struttura. Anche il contributo dellaCaritasrisulta fondamentale.
Infine, il consigliere ribadisce un principio chiaro: il diritto alla salute deve essere garantito a tutti, senza eccezioni. Soprattutto, a chi vive condizioni di maggiore fragilità, proprio attraverso politiche concrete di sanità e inclusione per i senza dimora.
