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SCHIZOFRENIA

Il termine è stato coniato dallo psichiatra svizzero Eugen Bleuler nel 1908 e deriva dal greco “schizo” (io divido) e “phren” (cervello) in altre parole “scissione della mente”. Ma nonostante l’etimologia del termine la schizofrenia non implica di per sé alcuna “doppia personalità” o disturbo di personalità multipla col quale spesso si confonde e che è presente in alcune sindromi dissociative. Piuttosto il termine indica “separazione delle funzioni mentali”. Per dirla alla “carlona” il cervello destro non sa che fa quello sinistro come nel caso della “callosotomia” ossia il taglio di quel groviglio assonale che mette in connessione i due emisferi ed utilizzata in passato nelle forme di epilessia grave e refrattaria alle terapie. La sintomatologia schizofrenica si esprime con personalità dissociata, deliri allucinazioni, disordini percettivi, ideativi e comportamentali. Questo preambolo medico chiarificatore per aver ben in vista alcuni aspetti comportamentali della nostra brillante compagine politica molto più simile ed affine ad un’armata Brancaleone che ad un ordinato schieramento di forze difensive, per quelle offensive dobbiamo riferirci alla Roma antica. Iniziamo dal comportamento della Lega che nello scorso governo si era fatta portavoce di un snellimento fiscale per le partite Iva con redditi inferiori ai 65.000 euro con la promessa di portare questo regime forfettario alla soglia dei 100.000 euro. L’attuale governo con una mossa repentina ha cassato questo beneficio fiscale lasciando orfani quelli che lo scorso anno avevano aperto una partita Iva senza che si spendesse una sola parola a difesa di questo provvedimento che comunque poteva funzionare arricchendo le casse dello Stato. Come dire “io non c’ero e se c’ero dormivo”. Mistero della fede o bieca politica da maschera carnevalesca. Il movimento Cinquestelle nato come compagine “antisistema” che mai avrebbe governato insieme al Partito Democratico, quel partito lontano dalle fasce sociali più deboli ed arroccato nei salotti dell’alta finanza, lontano dai diritti dei minori come il caso Bibbiano conferma, lontano dalla tutela dei migranti costretti a spacciare ed elemosinare lungo le strade, ma materia prima per gli affari loschi delle Onlus e Cooperative, te lo ritrovi candidamente seduto negli scranni condivisi col “sistema” e dai quali non hanno la minima intenzione di scollarsi nonostante continuino a perdere i loro eletti che possiedono ancora un minimo di coerenza e vergogna. Questo è un fulgido esempio di quanto l’emisfero cerebrale dx non sia connesso al controlaterale. La sinistra progressista che ha tra le sue fila ancora qualche mente illuminata e razionale appare in costante contraddizione fra la sua storia ed il suo futuro. L’economista serbo Branko Milanovic in due suoi best seller “Ineguaglianza globale” e “Capitalism alone: the future of System that rules the World” dipinge un sistema capitalistico oramai esteso su scala mondiale ove si narrano solo di scontri fra capitalismo nazionali, da quello cinese, a quello americano, a quello europeo che fra parentesi è frutto di una dura competizione tra economie nazionali all’interno della stessa Unione. Così che la “globalizzazione” che doveva essere la panacea per un futuro di pace e di sereno interscambio si è rivelata in una competizione mondiale fra nazioni che rendono incoerenti le scelte di un certo “progressismo”. Infatti lo studioso disegna società occidentali sempre più “inegualitarie” in cui un top 10% sempre più ricco tende a rigettare lontano dal suo cerchio le classi medie poggiandosi non tanto sui profitti di capitale produttivo ma su quelli del capitale finanziario e sulle strategie matrimoniali delle famiglie che come nei tempi andati delle alte aristocrazie preferiscono il matrimonio fra ricchi lasciando fuori dal sistema familistico quel ceto medio che preferisce rivolgersi alle formazioni politiche destrorse avendo contezza della forte diseguaglianza che genera questa nuova classe politica progressista. E la loro “falsa coscienza” come la chiamava Marx si allarga al problema dell’immigrazione ove non difendono più il “welfare state” in quanto l’immigrazione incontrollata con apertura incondizionata dei porti contribuisce ad eroderlo perché i nuovi arrivi hanno norme sociali, comportamenti o abitudini riproduttive molto diverse da quelle dei nativi autoctoni. E tutte quelle gloriose lotte sindacali che hanno contribuito a deindustrializzare il nostro Paese spinte da quegli eccessi di diritto che hanno costruito una classe operaia “intoccabile” vanno a farsi fottere con forte disoccupazione e salari ai minimi storici tanto per non discriminarci dagli immigrati che peraltro godrebbero di vantaggi, preclusi ai nativi locali, come le liste per la priorità delle abitazioni popolari o i migranti accolti in alberghi mentre i nostri senza tetto dormono nei sacchi a pelo negli androni delle stazioni. E tutta la stampa e i media di regime che occupano circa l’80% dei canali non fanno altro che evidenziare a caratteri cubitali i reati commessi dall’uomo bianco specie se sovranista o conservatore oscurando o evidenziandoli in seconda linea o in trafiletti quelli commessi dagli uomini di colore. L’ultimo esempio è di questi giorni ove il figlio del regista Genovese, Pietro, incensurato, è agli arresti domiciliari accusato di omicidio stradale per aver ucciso con la sua auto due ragazze guidando in stato di ebrezza con indagini ancora in corso per stabilire la vera dinamica dell’incidente mentre il marocchino positivo anch’esso all’alcool test che ha travolto ed ucciso la ragazza aquilana, già noto alle Forze dell’ordine e che doveva essere espulso, non è stato arrestato ed è solo indagato. Ma la legge è uguale per tutti o dipende dal colore della pelle o dalla architettura mentale progressista del giudice di turno? La legge in un emisfero, il giudizio nell’altro! Trump ha eliminato in Iraq il generale Qassem Soleimani sciita filo-iraniano artefice di attentati terroristici contro l’ambasciata americana e di omicidi di esponenti americani ponendo uno stop ad una milizia estremamente destabilizzante l’area medio-orientale e volta ad annientare Israele l’una civiltà occidentale esistente da quelle parti. Ricevendo applausi dal popolo iracheno che subisce lo strapotere degli ayatollah ma coperto di insulti dal nostro governo del tipo “condotta stupida e pericolosa” printed Di Battista e il sedicente ministro deli Esteri Di Maio che si è schierato in favore del bandito islamico e contro la Casa Bianca e non poteva essere diversamente dato essere l’espressore verbale della mente dell’Elevato Beppe Grillo che avendo una moglie iraniana non poteva che tessere le lodi degli sciiti e della loro condotta altamente democratica (vedi gay e diritti delle donne). Allora un giorno come descrive bene Feltri siamo sul “melo” americano, l’altro sul “pero” di Allah; ci professiamo amici degli “yankee” quando conviene al nostro portafogli e voltiamo loro le spalle se si tratta di compiacere i macellai dell’Isis, così per lisciare il pelo all’Iran rimproveriamo gli alleati storici d’Oltreoceano. Siamo occidentali e pro Israele (basta vedere quanta saliva secreta verso la corsa a attribuire la cittadinanza a Liliana Segre) ma poi siamo anche alleati del regime che fu di Ahmadinejad il cui scopo principale era quello di cassare lo Stato di Israele dalle cartine geografiche. Ed è qui che impera il “maanchismo” veltroniano. Un giorno filoamericano quando vige l’emisfero destro, l’altro filocinese quando comanda l’emisfero sinistro. Ma tranne qualche distinguo giustificativo di Berlino, anche la UE si è schierata contro la decisione del presidente USA, dimenticando la loro appartenenza alla Nato, di quanto il loro aiuto sia stato determinante nello sconfiggere il nazismo, di quanto l nostra civiltà occidentale sia permeata della democrazia di quel grande Paese, tanto che il ministro degli Esteri Pompeo si è giustamente lamentato dell’atteggiamento contrario della UE: alleati? Ma su che? Per non evidenziare l’atteggiamento della Chiesa bergogliana che alle preghiere per la pace del Papa fa da contraltare la mezza santificazione di Soleimani redatta su “Avvenire” il quotidiano dei vescovi che ieri attribuiva al generale nientemeno che la vittoria sullo Stato islamico celebrandolo come “stratega”, una sorta di condottiero dei poveri per i poveri. E che dire poi dello schiaffetto del Papa alla invadente fedele orientale? Il suo essere Cristo in terra e la conseguente sacralità del ruolo giustificato dai più come atto di debolezza che lo rende molto umano, troppo umano come direbbe Nietzsche, avendo dimenticato, non più usandola, di “porre l’altra guancia”. Ma l’arte del non schierarsi è tipica del nostro attuale governo che auspica un ritorno al dialogo (figuriamoci!) sempre nel nome dell’ “armiamoci e partite”. Per ritornare nelle nostre latitudini, quotidianamente assistiamo alle “dicotomie” più disparate. Le “sardine” nate come movimento antipolitico sale solo sui palchi propagandistici della sinistra, si fa corifeo dell’anti “odio” ma agli effetti del solo odio antisalviniano ha fatto la sua base esistenziale, un movimento profondamente antileghista come si evince dai suoi cartelli durante le adunate di piazza con Salvini appeso a testa in giù o come espresso dalla simpatizzante sardina Giulia Bodo di +Europa in merito alla prematura scomparsa del leghista Gianluca Buonannochi è merda da vivo, da morto rimane tale: si chiama coerenza”. E sono talmente compatti e coerenti questi “sinistri” che l’attuale governatore dell’Emilia Romagna Bonaccini ha preferito togliere il simbolo del “PD” dai suoi manifesti elettorali e fuggire dalle piazze di Bibbiano, ed in ultimo il candidato di sinistra alla regione Calabria Pippo Callipo che non si sente “dem”, prendendo le distanze dal Pd affermando che punterà, se eletto, sulla meritocrazia e competenza e che non ci saranno rappresentanti di partito. Questa sì che è coerenza! Come lo è flirtare col mondo islamico che condanna a morte i gay e nel contempo blandire come progresso i circoli Arcigay ed Lgbt. Una società che starnazza sull’accettazione della diversità inneggia all’aborto e respinge chi soffre di malattie genetiche. Il famoso filosofo e bioeticista Peter Singer usa l’emofilia per giustificare l’aborto post natale ossia l’infanticidio e come si sentono gli emofilici? E come si sentono i genitori che hanno appena perso un bambino o non possono averne di fronte all’attricetta Miley Cyrus che si dichiara fiera di aver abortito? E come si sentono i cristiani pachistani o senegalesi che hanno subito lutti e persecuzioni in nome del loro amato Gesù e che hanno dovuto abbandonare le loro terre davanti alla dissacrante immagine della Madonna a cosce aperte che urla di dolore durante il parto del suo Bambino ricoperto da residui sanguinolenti edited by Roberto Saviano? Diversità a corrente alternata e libertà unilaterale come il dialogo senza interlocuzione sono segni di dittatura ed è quella che stiamo vivendo ma si tratta tuttavia di una forma di dittatura molto avanzata diciamo più “democratica” perché non ha un’anima univoca ma la stessa sorgente: nichilismo e schizofrenia allo stato puro! Se questa è la “Neociviltà” preferisco rimanere incivile e analfabeta!

Arcadio Damiani

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