Lavoro ai detenuti con il progetto Seconda Chance che cambia la vita e l’impresa

Un ponte tra carcere e lavoro: Seconda Chance

Seconda Chance nasce nel 2022 da un’idea della giornalista del TgLa7 Flavia Filippi con l’obiettivo di favorire il reinserimento lavorativo dei detenuti. L’associazione, oggi una solida realtà nazionale del Terzo Settore, diffonde la legge Smuraglia (193/2000) che prevede agevolazioni fiscali e contributive per le imprese che assumono detenuti ammessi al lavoro esterno. L’azione di Seconda Chance è capillare e diretta: i referenti regionali si muovono sul territorio con un approccio “porta a porta”, convinti che solo la conoscenza e il contatto umano possano superare i pregiudizi.

Opportunità per le imprese e inclusione sociale

Gli imprenditori vengono invitati a conoscere i vantaggi, non solo economici, legati all’inserimento lavorativo di persone detenute o ex detenute. Le aziende che aderiscono al progetto possono avviare collaborazioni anche part-time o a tempo determinato, favorendo percorsi di reinserimento sostenibili e concreti. Possono inoltre realizzare attività produttive direttamente all’interno delle strutture penitenziarie, usufruendo di capannoni o locali concessi in uso gratuito. Questo modello genera benefici concreti per i lavoratori, che ritrovano dignità e stabilità, e per gli imprenditori che ne traggono vantaggi. Gli imprenditori partecipano così a un cambiamento sociale profondo e responsabile, contribuendo a costruire una comunità più inclusiva e solidale.

Dai penitenziari alle aziende: storie di rinascita

Le storie nate da Seconda Chance testimoniano il successo del progetto. La Coseva Società Cooperativa, dopo aver incontrato i detenuti nelle carceri di Rebibbia e Savona, ha assunto R., un semilibero che ora lavora come magazziniere a Roma. “La felicità è tanta e non si può quantificare”, racconta il team di Seconda Chance Roma. Un altro esempio arriva da Burger King Ardeatina, dove R. ha trovato impiego grazie alla collaborazione tra l’associazione e la Casa di Leda.

A Caserta, invece, la sartoria artigianale di Vincenzo Adamo ha avviato un percorso con il laboratorio interno alla Casa Circondariale di Santa Maria Capua Vetere. “L’offerta di lavoro è già in arrivo”, conferma la direttrice Donatella Rotundo.

Il progetto Seconda Chance: Un modello che fa bene a tutti

Seconda Chance continua a crescere, portando lavoro, formazione e dignità dentro e fuori le carceri. Il suo impegno è riconosciuto anche dal Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria. Il dipartimento ne valorizza l’efficacia nel creare ponti tra il mondo imprenditoriale e quello penitenziario. Un modello che dimostra come dare una seconda possibilità non sia solo un gesto di solidarietà, ma anche un investimento etico e produttivo per l’intera società.

La Redazione de La Dolce Vita
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