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Settembre, andiamo! La poesia di D’Annunzio spiegata da un’abruzzese

Settembre andiamo poesia

Settembre, andiamo, è tempo di migrare. L’incipit di una delle più famose poesie di D’Annunzio descrive una lunga tradizione pastorale abruzzese, la transumanza.

Le tracce di questa migrazione stagionale dei pastori d’Abruzzo con le loro greggi non sono rimaste solo nella letteratura. La transumanza ha scolpito il territorio Abruzzese, creando sentieri che oggi sono meta, per esempio, di appassionati di Trekking.

Settembre andiamo. La poesia “I Pastori”

Il vero titolo della poesia del Vate è “I Pastori”. I versi raccontano dal punto di vista del poeta, lontano dalla terra natia, il rito della transumanza. I pastori usavano infatti partire a settembre, prima che la montagna diventasse inospitale, per portare le greggi al mare. Qui i raggi del sole ingiallivano la lana delle pecore. D’Annunzio sembra rimpiangere di non essere con i pastori d’Abruzzo.

Nella poesia c’è tutta la regione, in un movimento in discesa dall’entroterra al mare, tra la tensione del viaggio e la gioia di vedere il tremolio del mare. Ogni abruzzese riuscirebbe a immaginare queste scene!

Tempo di migrare: l’Abruzzo della transumanza 

La transumanza ha cambiato il panorama abruzzese, aprendo vere e proprie vie. Sono i tratturi, sentieri battuti per secoli dai pastori nel mezzo di una natura selvaggia, che oggi sono tutt’ora visibili.

Il più famoso è senz’altro il Tratturo Magno, un percorso oggi praticato da appassionati di trekking e di bike, all’insegna della riscoperta del territorio e della sua tradizione pastorale. Questo itinerario congiunge L’Aquila e Foggia, lungo una via tipica della transumanza: 300.000 passi, 244km circa.

Chi vuole approfondire la storia della Transumanza in Abruzzo, non può evitare una visita al Museo delle Genti d’Abruzzo a Pescara, nelle cui sale è raccontata tutta la storia degli abitanti della regione, dal paleolitico ad oggi. In questa storia, la transumanza raccontata da D’Annunzio ha un ruolo chiave per la società e l’economia abruzzesi.

Ah, per gli appassionati di poesia: poco distante dal Museo, c’è proprio la casa dove il Vate è nato e ha trascorso l’infanzia!

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