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Siamo alla frutta, di Arcadio Damiani

Si dice così quando si è alla fine di un pasto, dopo aver mangiato più o meno bene,
ma certo non più in grado di ricominciare nel senso cesariano del “dado è tratto”. Ed
è sconcertante quando la frutta non è preceduta da alcuna pietanza da mettere
sotto i denti. Frutta e basta e neanche in buono stato di conservazione! E’ doloroso
dover constatare quanto nel nostro Paese e più largamente nel mondo occidentale
la democrazia sia stata così innaturalmente condannata alla sua estinzione. 70
anni dopo l’ultimo grande evento bellico, in quei decenni che dovevano proporre
una diversa visione della geopolitica mondiale mirante ad una minore conflittualità
fra gli Stati, alla sconfitta del più deleterio colonialismo (non tutto da condannare),
in realtà ci rendiamo oggi conto di aver assistito ad una lenta e inarrestabile
ossidazione delle strutture ferree portanti la struttura democratica con una
impressionante fragilità dei pilastri in cemento armato. Lo vediamo dalla scarsa
sopravvivenza di queste strutture architettoniche, come i crolli dei ponti
autostradali, rispetto a più antiche costruzioni in semplici mattoni che con i loro
archi ci hanno consegnato la storia dei nostri avi. E l’ossigeno, che è l’elemento più
importante per tutte le specie viventi, diventa dannoso quando interagendo con il
metallo adatto dà luogo a quel processo che va sotto il nome di “ossidazione” e che,
con inesorabile lentezza, ne provoca la distruzione. Ossigeno tanto indispensabile,
quanto dannoso! Cos’è allora che genera questa ambivalenza? Semplice: la natura
del substrato! Trasportato dal globulo rosso e dalla linfa produce energia e vita;
venuto a contatto col ferro lo corrode, tanto è vero che lo si cerca di proteggere con
trattamenti “antiruggine” e si cerca di produrre prodotti inossidabili come l’acciaio.
Per analogia perché nessuno si domanda come mai siamo arrivati a vivere in
un’epoca così caotica che di democrazia non ha più alcuna vestigia? Se non
l’ossigeno quali altri elementi hanno contribuito all’indebolimento della
democrazia? Purtroppo va considerato che molte riflessioni storico-filosofiche sono
univoche nella risposta. Perché è piacevole e rassicurante pensare che il governo del
popolo sia la forma più adatta al progresso dell’uomo e alla pace della comunità. Ma
non si tiene conto che i popoli sono “eterogenei” all’interno e all’esterno e l’assenza
delle regole da rispettare e l’eccesso dei diritti da invocare non sono un “pabulum”
ottimale per una facile convivenza. Pertanto è nella democrazia stessa che si celano
i germi della sua stessa malattia. Ciò non vuol dire che vi siano regimi migliori ed
auspicabili. Winston Churchill ci ricordava che “E’ stato detto che la democrazia è la
peggior forma di governo, eccezion fatta per tutte quelle forme che si sono
sperimentate finora”. Se siamo convinti, da veri liberali, che la democrazia vada
ridiscussa, riformata, salvaguardata perché non ci sforziamo di analizzare le
molteplici cause della sua malattia perché torni a camminare sulle sue gambe? E
sinceramente non bisogna essere fini, arguti, esperti clinici perché le piaghe infette
sono ben visibili anche al semplice occhio estraneo. Ho un amico ristoratore,
categoria oggi non alla frutta ma al caffè di cicoria, che ieri venerdi 15 gennaio ha
saputo solo alle ore 21.00 che poteva tenere aperto il suo locale oggi per il pranzo
essendo Pescara ancora “gialla” ma domani in “arancione” solo per l’asporto. Come
può vivere un commerciante, mandare avanti la sua ditta, stipendiare un
dipendente con una tale aleatorietà decisionale governativa? E’ solo emergenza
pandemica o totale inadeguatezza dirigenziale? Ecco il primo e più grande vulnus
della democrazia: nel mantra pentastellato dell' "uno vale uno” oggi abbiamo la più
grande incompetenza al potere! E c’era d’aspettarselo perché con la distruzione
della scuola non si poteva non riempire Montecitorio che con dei disoccupati,
scappati di casa, privi di memoria storica e di un barlume di visione futura.
Emblematica la testimonianza di Don Pietro De Luca parroco a Paola (Calabria) che
in una sua omelia ricorda l’incontro di Luigi di Maio (dal curriculum nobile ma
popolare) con Mario Draghi (Ex Governatore della BCE) e cita l’espressione del
primo “mi ha fatto una buona impressione” nel suo giudizio verso il secondo. Come
se un parroco giudicando Papa Francesco dicesse “mi ha fatto una buona
impressione”. Come siamo arrivati a questo punto? E questa è democrazia? Questa
è semplicemente pura follia! Ma cos’è che ha consentito il posizionamento di tali
figure in organismi istituzionali non certi di second’ordine come un Ministero degli
esteri? Lo stesso identico meccanismo che ha posizionato Maurizio Martina dalla
politica nazionale (un faro! Sic!) alla diplomazia internazionale promosso come Vice
direttore generale della FAO; che ha posizionato Tedros Adhanom Ghebreyesus, già
ministro etiope della Salute, a capo dell’OMS, accusato di aver nascosto tre
epidemie di colera nel suo Paese per motivi politici e per questo promosso per
occultare anche le malfatte cinesi sul virus di Wuhan, essendo molto vicino al regime
di Xi jin Ping e ai ribelli tigrini che pur essendo una minoranza hanno governato per
decenni il Paese; ed il suo esponente Ranieri Guerra non solo non ha aggiornato il
nostro “Piano Pandemico” fermo al 2006 con pesante ricadute sulla recente
mortalità da Covid (l’Italia uno dei Paesi più mortiferi) ma ha confessato che sotto
pressione non poteva esprimere un giudizio negativo sul nostro governo riguardo la
fallimentare condotta della diffusione del contagio in atto, oltre a ritirare e
nascondere un documento redatto da esperti dalla stessa OMS guidati dal
ricercatore Francesco Zambon che certificava lo stato di fermo assoluto del piano
antipandemico. Qualcuno pagherà? Dubito fortemente anche perché sia Ranieri
Guerra che Giuseppe Ruocco, anche lui in precedenza Responsabile della “Direzione
Prevenzione”, oggi fanno parte del “Comitato Tecnico-scientifico” dalle cui direttive
di fatto dipende tanta parte dei Dpcm di questi mesi. Ministri e dirigenti bugiardi,
presi in flagranza di reato, ma di dimissioni neanche a parlarne! Basta vedere la
condotta truffaldina dei Dpi da parte del Commissario all’emergenza Domenico
Arcuri che gode come nessun altro dello “scudo” penale. Lo stesso meccanismo che
ha prodotto per fecondazione artificiale in un “biobag” Giuseppe Conte (sono stato
leggero non come Vittorio Sgarbi che lo ha paragonato ad un prodotto da “parto
anale” dopo che Salvini avrebbe “ingravidato” Di Maio) posizionandolo alla
presidenza del Consiglio essendo mai stato eletto né conosciuto prima di allora dal
popolo italiano; lo stesso meccanismo che ha consegnato ministeri importanti come
la Salute e l’Istruzione nelle mani di figuri la cui competenza in materia non risulta in
nessun luogo nel globo terracqueo. E come non chiedersi se i suoi comportamenti
da Presidente del Consiglio sono “compatibili” col ruolo. Ma nell’era della
comunicazione, affidata da lui stesso ad un ingegnere reduce non dal MIT di Boston
ma dal GF di Mediaset, l’importante non è nella passione politica per il bene
comune, ma il farsi vedere ben acconcio e indaffarato nel sodomizzare i cittadini e i
lavoratori italiani e a proteggere le sue tasche e quelle dei familiari a partire dalla
moglie e dal suocero con leggine che gli abbonano quanto dovuto allo Stato (tasse di
soggiorno non versate). Per fortuna qualche volta il moto rotatorio unidirezionale
si inceppa se non inverte il senso, e dopo un anno di vessazioni economiche, con
ridicoli “ristori” qualche cittadino si è rotto le scatole, come le pecore, tosate nel
silenzio, si ribellano se la cesoia comincia ad intaccare la pelle. Perché quello che
prima era un fastidioso “sospetto” sta iniziando a diventare una realtà “concreta”:
il governo ci sta “rinchiudendo” senza avere il diritto di farlo! In pratica l’illegittimità
dei Dpcm! E’ entrato in partita anche il “Consiglio di Stato” con una ordinanza che
nei fatti supporta le argomentazioni di chi si ribella alle restrizioni imposte dai
decreti “giallo-rossi”. Ma bisognerà aspettare le decisioni del Tar del prossimo 10
febbraio se dichiarare “illegittimi” i Dpcm o rinviare tutto alla Corte Costituzionale e
la stessa Marta Cartabia disse che “Non esistono diritti speciali in momenti speciali”.
Questo ricorso, come osserva Galeazzo Bignami, mette nel mirino la dichiarazione
dello “stato di emergenza” passata con una delibera e non dal Parlamento e
servivano atti aventi forza di legge e non semplici dpcm. Tutte queste cose il
governo le ha ignorate e calpestate, altro che “pieni poteri” alla Salvini, trattasi di
condotta “anticostituzionale” già denunciata dal grande giurista Sabino Cassese. Ma
il “clou” è stato raggiunto da questa crisi del nostro governo che riflette alla
perfezione lo stato decrepito della nostra democrazia. Innanzitutto la composizione
dell’attuale maggioranza frutto di minoranze accorpate ma profondamente
diseguali. Un capo di governo che dirige dapprima una compagine, anch’essa
amorfa, e in seguito una compagine creata dalle opposizioni: unico caso al mondo!
Per questo la nostra Costituzione è la più bella del mondo (Roberto Benigni): ti
permette di far governare anche chi perde le elezioni, una minoranza che governa
solo un quarto delle Regioni. E d'altronde cosa pensare del pensiero alto, della
lealtà e dignità dei suoi componenti? Giuseppe Conte “Che io possa andare in
Parlamento a cercare maggioranze alternative o che io voglia addirittura dare vita
ad un mio partito è pura fantasia. Non facciamo i peggiori ragionamenti da Prima
Repubblica…dopo il primo governo disse che la sua esperienza politica era finita.
Sic!”. Sticazzi! Stessa cosa che disse Matteo Renzi “Facendo un gesto di coraggio o
anche di dignità ho detto se perdo il referendum non è soltanto che vado a casa ma
smetto di fare politica”. Sticazzi! Nicola Zingaretti “Ve lo dico davanti a tutti e lo dirò
per sempre: mi sono perfino stancato di dire che non intendo favorire nessuna
alleanza o accordo con i 5stelle. Li ho sconfitti due volte e non governo con loro”.
Sticazzi! Luigi Di Maio “Io col partito di Bibbiano non voglio averci nulla a che fare.
Col partito che in Emilia Romagna toglieva alle famiglie i bambini con l’elettroshock
e venderseli”. E nel 2017 deprecava i voltagabbana “I voltagabbana in Parlamento:
un vero e proprio mercato delle vacche che va fermato…molti governi si sono tenuti
in piedi grazie ai voltagabbana, da Monti, a Letta, a Renzi fino a Gentiloni…se uno
vuole andare in un partito diverso da quello votato dai suoi elettori si dimette e
lascia il poso ad un altro come accade in Portogallo o nella civilissima Gran
Bretagna…in Italia, invece, se ne fregano: una volta che sono al Parlamento gli
elettori non contano più, quello che conta è la poltrona, il mega-stipendio e il
desiderio di potere”. Sticazzi! E meno male per lui che il “vincolo di mandato”, da lui
proposto, non è andato a buon fine altrimenti a distanza di 4 anni come può ancora
andare a caccia proprio del voto dei voltagabbana tanto vituperati? Cose dell’altro
mondo. Alessandro Di Battista “Per essere ancora più chiari il giorno in cui il
movimento 5stelle dovesse allearsi con i partiti che hanno distrutto l’Italia, io lascerei
il movimento 5stelle”. Sticazzi! Pittoresco e congruo il tweet di Guido Crosetto
“Tutto sto casino dei “vaffa” per aprire una scatoletta di tonno e poi farci un
tramezzino per spartirlo con Clemente Mastella” che per fortuna si è chiamato fuori
dall’appoggiare il governo ma non per ripensamento sublime solo perché non gli
hanno assicurato una poltrona per la moglie, come dicono a Ceppaloni “dare
moneta, vedere cammello”. Chapeau! Se dovessi fare una diagnosi, da medico
quale sono, non tenendo conto di questi dati anamnestici, non avrei certezza di
somministrare neanche un’aspirina! Ma lo sconcerto maggiore è ascoltare questi
“ronzini” politicanti, queste zecche succhia sangue che si stanno adoperando per
“salvare il Paese” in questa drammatica evenienza (non il Covid, ma lo scranno) alla
ricerca di quei santi, eroi, patrioti, costruttori che ne puntellino la tenuta così foriera
di benefici in termini di salute ed economia. Da non credere! Ed infatti non ci
credono neanche a Bruxelles dove il nostro “Recovery Plan” è stato bocciato sotto
fragorose risate avendo attribuito a Conte il proposito di voler spendere i soldi
europei in base a calcoli politici e clientelari. Meglio di noi ha fatto la Francia, il
Portogallo, la Spagna, addirittura la Grecia economicamente nelle mani della troika.
E non si fidano più dell’accoppiata Conte-Gualtieri che fino ad ora ha solo impegnato
150 miliardi di euro senza alcuna strategia economica come dimostra il documento
del RF fatto di notte con numeri a casaccio e melliflue previsioni ed una legge di
bilancio tutta in deficit e con incentivi a pioggia. Si sono accorti finalmente che con
questo Esecutivo, aggrappato ad una manciata di voti e ad una burocrazia
paralizzante non è in grado di portare avanti le opere necessarie per far ripartire il
Paese rischiando di innescare un’ancora più devastante crisi economica che
potrebbe far saltare l’intera Europa. Aziende, lavoro e UE. Un Paese bloccato per
giochi di Palazzo! E’ dall’estate scorsa che Conte tra ridicole task forces, Colao e gli
“Stati generali” tiene il paese bloccato con l’arma del “rinvio”, l’unica che sa usare
non so quanto abilmente! Luigi Bisignani nel suo solito acume definisce il nostro
Presidente della Repubblica il “novello Richelieu” dei cosiddetti “Costruttori”, pur
di riuscire a traghettare questa maggioranza ed il suo presidente fino alla fine del
suo mandato e rigiocarsi il rinnovo. Infatti il premier, appena fuori dal Quirinale,
dopo le botte di Renzi, si presenta ancora più sicuro ed arrogante del solito. Ma in
Europa non si fidano più di “Giuseppi”, sempre più orfano di Trump, e di
Mattarella di cui conoscono bene limiti e virtù: Conte perché ha tradito i suoi alleati
cominciando da Matteo Salvini ed ha trattato con supponenza i leali compagni di
viaggio come Zingaretti e soprattutto Di Maio che lo ha partorito per riprendere
Sgarbi; Mattarella quando vide di buon occhio la nascita di Ala di Denis Verdini per
poi costringere Gentiloni ad estromettere dalla lista dei ministri i rappresentanti di
quel movimento appena costruito. Forse è solo questo che mi rassicura: La
convinzione della UE a non fornire il suo beneplacito ed appoggio a questa
maggioranza il cui perdurare spaventa non poco gli eurocrati nell’espungere i
risultati dei sondaggi che danno un centrodestra sempre più in alto e vincente! Ed è
l’Europa che deve attrezzarsi a più miti consigli, con più dialogo e meno spese
superflue. Lo speriamo tutti oramai. La democrazia va ridiscussa in ogni ambito non
può essere la semplice foglia di fico che nasconde nefandezze indescrivibili come
quelle paventate dai detentori dei “Big Data” che si tacciano di essere democratici
quando utilizzano le loro armi sia per evadere il fisco che per controllare le nostre
vite, i nostri pensieri, le nostre abitudini e purtroppo “violentare” la libera
espressione perseguibile strumentalmente e penalmente se non allineata al
“pensiero unico”. La nuova dittatura del XXI secolo! Dittatura che fa strage anche
dei bisogni spirituali dell’uomo come le continue persecuzioni dei cristiani nel
mondo o delle minoranze come gli Uiguri in Cina con un Papa che dopo aver
elogiato lo scritto del nostro frate abruzzese Emiliano Antenucci “Non sparlare degli
altri” perché il “Silenzio” è la voce di Dio, si arrabbia perché la “Comunicazione
vaticana” non ha dato abbastanza spazio alle sue interviste rilasciate a Mediaset e a
Sportweek. Ecco se avesse “taciuto” sarebbe stato meglio! Questa è una
democrazia “illiberale” delle elite con un popolo nemmeno “bue” perché l’animale
col suo lavoro aveva una dignità ed era amato dal suo padrone. Viviamo la società
dell’abbondanza e della sicurezza, comunque smentita dalla pandemia, che sono
alla base del nostro modello economico-consumistico-industriale che non funziona
perché basato sulla “deresponsabilizzazione” dei cittadini, ridotti a produttori-
consumatori, ma privati delle decisioni significative della propria vita, delegate ad
autorità sempre più lontane, che ignorano quanto Seneca, Marco Aurelio, Socrate
sapevano bene come la libertà e la responsabilità dell’individuo fosse l’unica forma
per costruire una vita buona e felice per quanto possibile. Seguiamo i loro
insegnamenti e ne usciremo più maturi e forti. Ad maiora!