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Smart Working: opinioni a confronto

Lo smart working o lavoro agile introdotto dalla Legge n. 81/2017 è una modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato senza vincoli orari o di luogo di svolgimento e con un’organizzazione per obiettivi, stabilita mediante accordo tra dipendente e datore di lavoro.

Questa modalità è stata introdotta per consentire ai lavoratori di conciliare i tempi di vita e lavoro anche con l’obiettivo di aumentarne la produttività grazie alla riduzione dei tempi di spostamento e di vincoli spazio-temporali.

Durante l’emergenza sanitaria, con i DPCM emanati a partire da fine febbraio 2020 tale modalità lavorativa è divenuta ordinaria a prescindere dall’esistenza di accordi fra datore di lavoro e lavoratori.

Ma quali sono le opinioni e il grado di soddisfazione dei lavoratori rispetto a tale modalità?

Per la pubblica amministrazione il Ministero della Funzione Pubblica si è attivato effettuando una importante indagine sullo smart working, raccogliendo direttamente i dati, le proposte e le valutazioni su cui lavorare per definire le future politiche di innovazione del lavoro pubblico.

Tali dati, in elaborazione, consentiranno di avere il completamento di un quadro il cui giudizio è certamente positivo: l’80% dei dipendenti pubblici delle amministrazioni centrali si è detto soddisfatto di tale modalità di lavoro nel momento del lockdown, percentuale che scende al 69% per il personale dipendente nelle Regioni.

La vera rivoluzione culturale di tale modalità lavorativa è rappresentata dalla misurazione della produttività non soltanto in termini di ore lavoro. Esistono tuttavia molte criticità e limiti nella misurazione della performance per il sistema pubblico, i cui parametri dovranno essere aggiornati in base a tale nuova modalità di lavoro che per l’anno 2021 arriverà ad interessare in via ordinaria fino al 60% dei pubblici dipendenti.

È dunque importante capire quali siano i vantaggi per i lavoratori che scelgono tale modalità lavorativa. In primis la possibilità di conciliare meglio il tempo lavoro con la casa e la famiglia: km zero per accedere al luogo di lavoro, risparmio di costi di viaggio e spostamento, nonchè minori spese di vitto e alloggio.

Il lavoro agile inoltre ha consentito una redistribuzione dei lavoratori a favore dei piccoli centri e del sud, con il conseguente miglioramento della qualità della vita, con più tempo a disposizione per la famiglia, le attività ricreative e lo sport. Certamente tra gli effetti positivi è da rilevare una riduzione dello stress, sia in termini di azzeramento degli spostamenti, evitando le ore e il traffico in auto, metro o bus affollati, oltre che in termini di potenziali conflitti sul luogo di lavoro, nei casi di incompatibilità ambientale.

Tra le principali criticità emerse, i lavoratori hanno evidenziato la crescente difficoltà nel separare tempi di vita e tempi di lavoro per effetto del considerevole aumento delle ore dedicate
all’attività lavorativa, accompagnato dalla difficoltà di riconoscimento dello straordinario con il disagio associato allo stato di dover essere sempre connessi e reperibili.

L’emergenza sanitaria, ha portato di fatto alla diffusione dello smart working su larga scala, con la consapevolezza che si è creato un processo di trasformazione irreversibile, su cui occorre investire in innovazione tecnologica e nella formazione, affinchè tale tipologia lavorativa possa rappresentare un vero miglioramento della qualità della vita.

QUESTA CONSULTAZIONE INTENDE RILEVARE:

• le opinioni e le valutazioni dei dirigenti delle pubbliche amministrazioni in merito alle esperienze applicative del lavoro agile nella fase di sperimentazione e durante l’emergenza Covid-19 e, soprattutto, le loro eventuali indicazioni per accompagnare, sostenere e promuovere la diffusione dello smart working;

• le opinioni e le valutazioni dei dipendenti che hanno svolto le prestazioni lavorative in modalità agile prima e durante l’emergenza COVID-19, con particolare riferimento al grado di soddisfazione, alla rispondenza dell’esperienza realizzata rispetto alle proprie aspettative, ai punti di forza alle eventuali criticità e ai margini di miglioramento di cui tener conto ai fini di una ottimale applicazione dello smart working nelle amministrazioni pubbliche;

• le aspettative e le eventuali indicazioni di tutti riguardo al “lavoro agile del futuro” e quindi al “futuro del lavoro pubblico”.