SPORT E DISABILITA’

Promuovere il motociclismo per persone disabili, far conoscere il progetto ‘Ri-mettiamoci in moto’ e valutare i termini di un originale ‘alleanza’ che offrirebbe a migliaia di ex-motociclisti l’opportunità di tornare a misurarsi in pista non soltanto in Italia. E’ questo il pretesto che ha spinto il padovano Maximilian Sontacchi, pilota paraplegico fondatore del Maxidrift team, fino a Bullet; comune svizzero del Canton Vaud, situato nel distretto del Jura-Nord vaudois. Organizzatore di corsi di guida in pista aperti a tutti (normodotati e disabili, con l’ausilio di moto specialmente adattate), il primo dei tre appuntamenti in calendario per questo 2016, già fissato per il 22-23 marzo prossimi sul tracciato di Castelletto di Branduzzo (PV), con la collaborazione del tecnico federale FMI Paolo Marchioni, potrebbe vedere infatti la partecipazione di un ospite d’eccezione: Benoît Thévenaz. Ad anticiparlo è stato lo stesso Maximilian Sontacchi, protagonista domenica pomeriggio di un’apparizione televisiva all’interno di «Sport non stop», trasmissione sportiva condotta da Stefano Ferrando in onda su RSI LA2, seconda rete della TV Svizzera in lingua italiana. “Con Benoît ci siamo conosciuti quasi per caso, grazie al suo coach Andrea Lombardi – spiega Maximilian – Abbiamo scoperto di portare avanti, a distanza, la stessa battaglia. Ovvero: permettere a tutti coloro che hanno vissuto incidenti come il nostro di poter tornare a correre. Presso la pista che Ben gestisce insieme al padre, le Circuit Rogneux Wheels Park, vi è la possibilità di sostenere dei corsi di MX condotti da piloti qualificati, alcuni dei quali di caratura internazionale. Che è un po’ lo stesso progetto che in Italia stiamo portando avanti anche noi, pur non trattandosi di motocross. Quando ci è stato proposto di effettuare una due giorni di preparazione sulla neve tra quad e motoslitta e di assistere agli allenamenti che Ben porta avanti quotidianamente nella sua palestra privata, abbiamo deciso di accettare con piacere, visto che per noi si trattava di una nuova esperienza”.

La visita in Svizzera ha rappresentato anche la giusta occasione per testare EKSO, l’esoscheletro bionico gioiello della tecnologia nel campo della riabilitazione degli arti inferiori: “Ben è uno dei pochi privati a possederne uno. Inizialmente ero un po’ scettico. Effettivamente, penso che sia un apparecchio fantastico per fare fisioterapia, riattivare la circolazione, tenersi in allenamento. E’ come una palestra intera racchiusa in un unico strumento. Ed è altrettanto vero che, dandoti la possibilità di stare in posizione eretta ed effettuare piccoli passi, muovendo quindi tutti quei muscoli che solitamente non muoviamo, ti fa provare quella micro-sensazione che avevi prima dell’incidente. Il fatto che sia un attrezzo che simula la camminata, però, almeno a mio avviso, confonde un po’. Non è un mezzo di trasporto. Attenzione quindi a non far passare il messaggio sbagliato, dando a tutte quelle persone che non si accettano per come sono un’illusione”.

Un fine settimana utile quindi per acquisire importanti informazioni tecniche, quello trascorso in compagnia del 31enne ex stella del motocross, divenuto tetraplegico nel luglio 2005 in seguito ad un incidente in BMX, che potrebbe configurarsi tuttavia come il preludio di un possibile futuro ‘gemellaggio’ dal forte valore simbolico: “Non sapevamo bene cosa aspettarci da questo incontro – prosegue Maximilian – invece, al termine di un weekend fantastico per il quale non possiamo che ringraziarlo, sono scaturite, oltre che una forte amicizia, anche tante novità per la stagione alle porte. Innanzi tutto sono veramente felice di ospitarlo ad uno dei miei corsi, in Italia, il 22-23 marzo: sarà il primo ragazzo tetraplegico a correre in moto. Per il momento pratica cross ma stiamo lavorando affinché possa montare ruote stradali. Insieme, con questa iniziativa, vorremmo dimostrare che anche nella nostra condizione non è impossibile fare tutte quelle cose che facevamo prima. Specie quando si tratta di passioni. Certo, l’impegno è doppio, ma ad un anno di distanza dall’essere tornato in moto (era il marzo scorso, ndr) posso dire che è stata davvero la cosa più bella. Neppure il drifting, che mi ha permesso di riaffacciarmi al mondo delle competizioni dopo l’incidente, ha saputo darmi le stesse emozioni. Al di là degli ottimi risultati che abbiamo raggiunto quest’anno, in Italia ma anche in Europa, con l’ultima prova a Cartagena targata Rehm conclusa al 3° posto su 37 piloti normodotati, ho condiviso l’esperienza di tornare in sella insieme a due amici, Federico Perotti e Sergio Bachi, gli altri due componenti del team Maxidrift, e vivere in terza persona il loro riassaporare la gioia delle due ruote è stata una cosa eccezionale. Lo scopo delle nostre attività è proprio questo: trasferire quello che abbiamo fatto noi ad altri ragazzi che si trovano nella nostra stessa situazione; dar loro uno stimolo in più”. Ed è proprio la ricerca costante di una motivazione a spingere entrambi verso un sogno condiviso: “Insieme a Ben vorremmo organizzare un piccolo camp per disabili; dove poter provare le moto ma allo stesso tempo prepararsi anche atleticamente”. La prossima tappa di una sfida infinita è già definita.

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