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STATO ETICO

Dopo questa fase emergenziale ove le restrizioni in tutti i campi hanno francamente dominato nel nostro modo di vivere ci apprestiamo a varare quella che viene definita “Fase 2” ossia la fase della ripartenza con una necessaria rimodulazione dei nostri comportamenti nella vita di tutti i giorni. E qualcuno ha immaginato che dopo questa batosta si sia diventati più ragionevoli, miti, meno interessati. La mia personale opinione deriva dalla consapevolezza che il comportamento abbia basi oltre che genetiche anche sociali e di lungo apprendimento per cui non sembra essere facile mutare le proprie abitudini, i propri usi e costumi con un’esperienza di così breve periodo. Anzi la fase che stiamo attraversando è abbastanza coercitiva e spesso la coercizione può tirare fuori i peggiori istinti di sopravvivenza. Come puntualmente verificatosi, con la nascita di un “rumore di fondo” nel quale si sovrappongono le voci di ministri, esperti, commissari, seminaristi di questa quella confraternita di esperti, luminari e moralisti: in pratica una torre di Babele ove ognuno parla la propria lingua! A mostrare che quello che ci ha colpito non è il virus della famiglia “corona” ma il virus della discordia che produce effetti devastanti che vanno dalla logorrea, alla cecità sociale e politica a vere e proprie masturbazioni di pensiero con una fase prodromica che ti induce a comportamenti tanto buoni quanto moralmente elevati con quella prodigalità e compassione verso i lutti e le necessità del prossimo. Ma dura poco perché poi vengono fuori quegli istinti di autoconservazione che sfociano in quell’ineluttabile spirito di faziosità che ci contraddistingue ed allora abbiamo i sedentari contro i marciatori, i giovani contro vecchi, lo Stato contro le regioni, il Sud felice della vendetta virale contro il Nord appestato, la Campania contro Lombardia, la sicurezza contro la libertà, la giustizia contro la legge, il pubblico contro il privato nelle scuole e nella sanità, quelli che lavorano contro quelli che non lavorano ed agognano il reddito di cittadinanza, i partigiani del Mes contro i patrioti degli eurobond. Per non andare a spulciare poi dentro il governo ove la maggioranza e l’opposizione sono a geometria variabile, il Partito Democratico non si fida più di Renzi ed insieme non si fidano più dei grillini che peraltro, nonostante la caduta verticale dei consensi, hanno l’ardore di non essere compatti ma divisi in correnti quella di Fico, di Di Maio, di Crimi, di Di Battista e chi ne ha più ne metta; il premier non si fida più del ministro dell’Economia; nel centrodestra FI potrebbe offrire una maggioranza alternativa al governo visti i mal di pancia di una parte del gruppo pentastellato in merito al Mes. Il Presidente della Repubblica che si affaccia al balcone non per edittare ma solo per osservare, magari se sta arrivando la bella stagione dei “rinvii” che significa meno grane per lui. Per approdare infine nel mondo scientifico ove le diversità di opinioni non sono solo fra chi dovrebbe affrontare il problema se l’infettivologo clinico, il virologo, l’epidemiologo, il ricercatore, ma anche all’interno della stessa categoria come la quaterna virologica Tarro-Burioni-Capua-Montagnier. Nel giro di poco tempo abbiamo assistito a tutto e al suo contrario: ^mascherine necessarie ma anche no; ^guanti necessari ma anche no; ^tamponi necessari anche agli asintomatici ma anche no; ^test sierologici necessari ma anche no ed il commissario straordinario Domenico Arcuri compra 150.000 test che per l’ISS non hanno sicura validazione; ^vaccini desiderabili e risolutori ma anche no; ^uscire per andare in libreria ma non in chiesa; ^farmaci utili antireumatici, anticoagulanti, anticorpi monoclonali, antitumorali prostatici tutti decenti ma sperimentali per un agente poco conosciuto a testimoniare le difficoltà di una scienza che cerca una soluzione ma che non ha necessariamente certezze. Certezze che invece ha la politica che ci amministra che urla “lo dice la scienza!”: una “Verità di Stato che confonde teoria scientifica e “prescrizione morale”. Ed è per questo che per combattere le bufale invocano la “censura”. Non l’intelligenza, il buon senso, la conoscenza ma commissioni, comitati, vigilanti, sacerdoti e ministri della “Verità”! Come se la colpa del contagio fosse delle “fake news”. Solo loro possono giudicare, adiuvati dai “chierici” di parte, convitati del lauto pasto, e distinguere il vero dal falso ad oltraggiare tutti i grandi filosofi greci che non ci sono riusciti. Sono loro deputati ad indicare la rotta, cosa fare e cosa no, in cosa credere e cosa abiurare. Sono loro ad un certo punto ad imporre a tutti i cittadini i Dpi senza avere l’accortezza di predisporre la fornitura necessaria al disegno della distribuzione, anzi avendole ordinate a ditte compiacenti, inaffidabili ed intermediare (Echotec) che dopo aver intascato la metà del milionario anticipo ancora non le consegna, scandalo passato in second’ordine in quanto espletato da un politico di maggioranza (Zingaretti). Sono loro deputati al controllo perfetto di ogni mossa del cittadino con l’applicazione di una App sul cellulare che tramite Bluetooth consentirà l’eventuale contatto con persone infettate ma non sappiamo chi gestirà questi dati che secondo norma non può essere lo stesso governo che propugna l’app, bensì un ente privato ma sembra che sia il governo stesso, se passata l’emergenza verrà tolta, se in realtà utile, dato che essendo l’applicazione su base volontaria potrebbe non coprire la maggior parte della popolazione e quindi rendere inutile il suo uso. Si paventa l’obbligatorietà della sua applicazione (il famoso grande fratello di orwelliana memoria) come si paventa l’obbligatorietà della vaccinazione che dagli ultimi dati non appare tanto risolutiva vista la diversità dei ceppi virali e la sua estrema capacità mutagena. Ad oggi abbiamo solo questo rumore di fondo che ci confonde e non ci conforta, con tutti i cittadini italiani, chi per un motivo chi per un altro pervasi da quel senso di depressione cosmica difficilmente imputabile agli astri ma merito soprattutto di una incertezza e di una estenuante dilazione temporale di qualsivoglia decisione o urgente aiuto economico da parte di un governo più inappropriato di tutta la nostra storia repubblicana che travalica le colonne d‘Ercole della legalità e dell’ordine costituzionale avvalendosi di prerogative del tutto insolite per la nostra democrazia, a detta di un emerito costituzionalista non certo sovranista come il prof. Sabino Cassese, che ne esce sconfitta e ammantata da una demagogia che sfiora il totalitarismo di uno “Stato Etico” come dimostra l’assenza del lavoro parlamentare e la caterva dei Dpcm spesso emanati in ore antelucane. Non sappiamo ancora se gli over 65anni potranno “uscire a riveder le stelle” o se saranno ancora repressi nelle loro libertà, confinati, esclusi dalla loro temporalmente più limitata vita residua. Comitati tecnici che non son o altro che la copertura di un “disegno repressivo” e siccome non sanno come tenere a bada la diffusione del virus, la sinistra realizza il suo sogno atavico di fare cioè dell’uguaglianza non il punto di partenza ma di arrivo, limitando quella libertà che permette all’individuo di distinguersi e di realizzarsi, ignorando i diritti costituzionalmente democratici ed inverando quelle misure “leniniste” segni di un cinismo assoluto al servizio di un’utopia radicale, l’essenza mistica e salvifica di un socialismo estremo. Nel 1922 Lenin sosteneva “il tribunale non deve eliminare il terrore, prometterlo significherebbe ingannare se stessi ingannare gli altri; bisogna giustificarlo legittimarlo sul piano dei principi, chiaramente senza falsità senza abbellimenti”. I milioni di vittime, le sanguinose repressioni, la soppressione di ogni libertà, che sono seguiti, sono solo dettagli. Nel pensiero filosofico lo Stato etico e la sintesi del diritto (tesi) e della moralità (antitesi). E l’etica non è solo il complesso di valori, norme, costumi di una comunità sociale ma è anche la loro giustificazione teorica e qui si cela il virus del “totalitarismo”. È chiaro che uno Stato che impone la propria visione del mondo fondandola su una pretesa ma inesistente base razionale diviene arbitro e giudice assoluto del bene del male: educare il popolo al fine di realizzare un sistema sociale più giusto. Ed in questo disegno le restrizioni e le conseguenti sanzioni assumono un ruolo decisivo: si comprimono le libertà per punire chi le esercita! Ecco perché lo Stato etico come quello nazifascista o comunista ha come base il giustizialismo e, nascoste nei vari decreti governativi, ci sono due norme persecutorie: ^del fisco, come la proroga degli accertamenti tributari di due anni, e ^della giustizia col blocco della prescrizione. Veramente intollerabile l’arroganza di questi politici che stanno portando l’Italia al fallimento dichiarando di farlo a tutela della salute, proprio loro che accusano di fascismo chiunque mostra un’idea diversa dalle ossessioni moralistiche di cui inondano la società indebolendo le virtù operative di una Nazione e la sua capacità di risposta a problemi complessi. Giorgio Agamben è il filosofo italiano più conosciuto al mondo e ci mette in guardia sui pericoli del nascente “Stato di sanità pubblica”: saremo controllati come mai prima d’ora e stiamo vivendo la fine di un mondo, quello delle democrazie borghesi, fondate sui diritti, il Parlamento, la divisione dei poteri, che sta cedendo il posto ad un nuovo dispotismo che, quanto alla permissività dei controlli e alla cessazione di ogni attività politica, sarà peggiore di tanti altri totalitarismi conosciuti. I politologi americani lo chiamano “Security State”, cioè uno stato che per ragioni di sicurezza può imporre qualsiasi limite alle libertà individuali, oscurando il Parlamento, e avvalendosi di tutti quei mezzi tecnologici digitali dalle videocamere ai telefoni cellulari e ai Gps che non danno scampo alla propria intimità. Ed è sempre pericoloso affidare ai medici e agli scienziati decisioni che sono in ultima analisi etiche e politiche. Gli esperti perseguono le loro ragioni senza scrupoli morali come dimostra ampiamente la storia a ricordare solo i crudeli esperimenti fatti dagli medici tedeschi sugli ebrei nei campi di sterminio. E sono d’accordo col filosofo quando afferma che la scienza moderna è diventata come la religione dei tempi passati: analogia perfetta perché come i teologi dichiaravano di non poter definire con chiarezza che cos’è Dio, ma in suo nome dettavano gli uomini delle regole di condotta e non esitavano a bruciare gli eretici, così oggi i virologi ammettono di non sapere esattamente cosa sia questo nuovo virus, ma in suo nome pretendono di decidere come devono vivere gli esseri umani. E cita un grande scienziato olandese Ludwig Bolk secondo cui la specie umana è caratterizzata da una progressiva inibizione dei processi vitali naturali di adattamento all’ambiente, che vengono sostituiti da una crescita ipertrofica di dispositivi tecnologici per adattare l’ambiente all’uomo. Ma tale processo, raggiunto un limite, diventa controproducente e si trasforma in autodistruzione della specie. Quello che sta succedendo, ma dobbiamo lottare perché non succeda. Esempi sconcertanti arrivano da Rimini ove l’ASL romagnola ha pubblicato un vademecum da supermercato dai toni ultimativi: va istituito “una figura che presidia e controlla” e la “spesa va fatta in silenzio” in maniera che si eviti le emissioni delle famigerate “goccioline”; in altri casi è vietato fare la spesa al di sotto di € 50 e di fare le compere in fretta; o vietare il cibo da asporto e a domicilio. Un breve ricordo di filosofia non può che giovarci per riporre la barra a dritta. Aristotele, discepolo di Platone, era forse il filosofo più completo spaziando la sua dottrina dalla biologia, alla psicologia, dalla letteratura all’etica, alla politica, all’astrofisica. E per molti secoli con la mediazione della Chiesa cattolica è stata fondamento della cristianità. Fonda la sua etica su una natura biologica dell’uomo ma osserva che la nostra psiche ha una componente razionale e una irrazionale ed è essenzialmente sociale, politica, spirituale da cui origina la “vita buona”. A differenza degli stoici non pensa che bisogna liberarsi dalle passioni ma dobbiamo fare ricorso alla nostra capacità di discriminare per capire qual è la cosa giusta da fare in circostanza sempre mutevoli. La vera felicità secondo Aristotele non consiste in sensazioni piacevoli o in assenza di dolore come per gli epicurei ma è “eudaimonia”, una gioia derivante dall’aver compiuto quanto vi è di migliore o più elevato nella nostra natura e la “vita buona” secondo il filosofo ha una dimensione inevitabilmente sociale e politica e molte virtù come il buonumore, la cordialità e la pazienza sono sociali. Quindi l’uomo cerca di realizzare i più nobili impulsi della sua natura e la migliore forma di governo che possa permetterlo e la democrazia. La filosofia moderna ha eroso le fondamenta dell’autorità morale della Chiesa cattolica ma non ha saputo fornire un rimpiazzo del cristianesimo. L’unica filosofia illuminista che ha provato a creare una teoria organica che si contrapponesse all’aristotelismo cristiano è stato il marxismo ma nel 20º secolo la brutale realtà delle società marxiste si è rivelata molto lontana dai sogni degli intellettuali. I crimini del regime sovietico di quello maoista sono stati tali che nella seconda metà del novecento la politica occidentale ha smesso di indicare ai propri cittadini come ottenere la felicità e la realizzazione personale. Isaiah Berlin dice che è una ”chimera metafisica” immaginare che ci sia un’unica risposta alla domanda socratica: come si deve vivere? E quando lo Stato si immischia nella vita privata diventa tirannia e se non lo fa direttamente lo fa in forme indirette con il moloch burocratico che fa di ogni scelta libera una segnalazione e riempiendola di ostacoli a non finire. Nel frattempo il pluralismo del dopoguerra si è trasformato nel postmodernismo e relativismo morale degli anni ’60-‘70 quando molti si sono convinti che nessuno ha il diritto di dire agli altri come vivere ed ogni tentativo di fondare una visione della moralità è una forma di potere e di dominio. La morale e la verità sono semplici opinioni e lo scopo della filosofia è quello di mostrare che tutti i modelli di “vita buona” sono “interessati”. La vita buona e quella che va bene a noi purché tolleri quello che aggrada gli altri. La speranza è che si possa trovare un migliore equilibrio fra l’antica concezione della “vita buona” e una moderna politica pluralista e liberale ove l’empirismo viene bilanciato dal ragionamento pratico, la tecnica bilanciata dalla valutazione dei fini, la scienza bilanciata dalla cultura umanistica.
Pescara li 23-4-2020 F.to Arcadio Damiani

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